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SAN SEBASTIAN 2022 Concorso

Recensione: Los reyes del mundo

di 

- Con il suo secondo lungometraggio, Laura Mora Ortega si conferma come uno dei grandi talenti del panorama latinoamericano contemporaneo

Recensione: Los reyes del mundo

La regista colombiana Laura Mora Ortega si era già fatta notare al Festival di San Sebastian nel 2017 con Matar a Jesús, il suo primo film che le è valso il Premio Giovani. Ora torna con Los reyes del mundo [+leggi anche:
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scheda film
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, in corsa nella sezione ufficiale per la Conchiglia d'Oro, che è senza dubbio un'opera eccezionale. Più che un film, è un racconto allucinato, tanto crudele e doloroso quanto affascinante. Rá, Culebro, Sere, Winny e Nano sono i re del titolo. Si tratta di un gruppo di bambini di strada di Medellín, che si lasciano alle spalle la metropoli per addentrarsi nelle profondità della giungla colombiana. Il loro obiettivo è trovare la terra che appartiene a uno di loro, ereditata da una nonna costretta a fuggire a causa delle intense violenze che hanno devastato il luogo, e che ora viene restituita al giovane attraverso il programma di restituzione delle terre del governo.

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Questo gruppo di cinque amici formano una famiglia particolare, unita dal disprezzo e dall'abbandono del resto del mondo e dalla voglia di vivere che incendia i loro corpi e le loro anime. I ragazzi si muovono come pesci nell'acqua per le strade di Medellín, diventano forti di fronte alla realtà atroce che è toccato loro di vivere e si contagiano a vicenda di entusiasmo. Nella loro fuga nella giungla, la telecamera li segue attentamente e sembra diventare una creatura in più, infettata dalle stesse emozioni dei ragazzi: rapida ed energica quando i cinque amici danno libero sfogo alle loro emozioni più istintive, e calma e attenta quando il gruppo si calma.

La travolgente bellezza della giungla colombiana è catturata in tutta la sua essenza. La luce, il suono e un uso sottile della musica riescono a creare un'atmosfera densa che ci trasporta in quel luogo meraviglioso, tanto radicalmente bello quanto minaccioso. Durante il loro viaggio, gli amici incontrano diversi personaggi, che li aiutano ad andare avanti, ma li avvertono anche del pericolo dell’impresa in cui sono coinvolti. Particolarmente commovente è l'incontro tra i ragazzi e alcune prostitute in una casa in mezzo al nulla. Le donne ballano abbracciando teneramente i ragazzi, i bambini. E questi ultimi godono di quell'amore femminile, dell'abbraccio caldo e voluttuoso, proprio come farebbe un neonato sul petto di sua madre.

Durante tutto Los reyes del mundo, è evidente che la sua autrice sa di cosa sta parlando, che il territorio che sta filmando non le è estraneo e che la realtà dei suoi protagonisti non è troppo lontana dalla sua. Sulla base di questo onesto compromesso, Mora riesce a estrarre oro dal lavoro dei cinque giovani, dei quali è impossibile non affezionarsi durante tutto il viaggio. La stessa cosa accade con il paesaggio e con il resto degli individui che attraversano il film. Alla fine si ha la sensazione di aver assistito a un'opera importante, il ritratto di un luogo e di un tempo tanto esaustivo e accurato quanto poetico e commovente.

Los reyes del mundo è una produzione delle colombiante Ciudad Lunar e La Selva Cine, con la lussemburghese Iris Productions, la francese Tu vas voir, la messicana Talipot Studio e la norvegese Mer Film. Film Factory Entertainment si occupa delle vendite internazionali.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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