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SAN SEBASTIAN 2022 New Directors

Recensione: A Tale of Shemroon

di 

- Il primo lungometraggio di Emad Aleebrahim Dehkordi è uno sguardo maturo alla società iraniana moderna e alle limitate opzioni offerte alle giovani generazioni

Recensione: A Tale of Shemroon
Iman Sayad Borhani e Payar Allahyari in A Tale of Shemroon

Residui del vecchio mondo e promesse di uno nuovo: in A Tale of Shemroon [+leggi anche:
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scheda film
]
, opera prima del regista iraniano Emad Aleebrahim Dehkordi, presentata in anteprima nella sezione New Directors di San Sebastián, due fratelli affrontano in modo divergente lo stato di quasi-limbo in cui si trova la loro generazione, con risultati devastanti. Iman (Iman Sayad Borhani) e Payar (Payar Allahyari) sono fratelli molto diversi, anche assai affiatati. Il primo si muove sulla scena festaiola della droga di Teheran, con la roba fornita dai turisti facoltosi e dai locali di ritorno dall'Occidente, e cerca di fare qualche soldo facile facendosi coinvolgere in quel commercio. Payar, invece, ha una personalità complessivamente più calma e meno irrequieta, e rimane concentrato sulle sue ambizioni pugilistiche. Nonostante i loro temperamenti contrastanti, i due fratelli rispettano le reciproche esistenze, che si incrociano raramente. Ma questa è davvero una balla perché, inconsciamente, ogni loro azione fa parte di un meccanismo molto più grande di causa ed effetto.

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Dehkordi si prende il tempo necessario per mostrare come funziona, e il film è in effetti più interessante e perspicace prima che i suoi vari fili si uniscano tutti in un finale violento e triste, ma leggermente inverosimile. Il regista, che ha scritto anche la sceneggiatura, si dimostra più sottile e abile nello svelare le varie tensioni all'opera nella vita quotidiana di questi due ventenni. Entrambi i fratelli sono legati a un pezzo di terra che appartiene ancora alla loro famiglia, una rara reliquia di tempi più prosperi, prima che la loro madre (morta poco prima dell'inizio del film) ne vendesse grandi porzioni a un parente doppiogiochista. Potrebbero fare un po’ di soldi con ciò che ne rimane, ma si rifiutano di vendere l'ultima traccia di lei. Allo stesso tempo, entrambi i giovani sono più che disposti a lasciarsi alle spalle molti altri aspetti della cultura tradizionale iraniana.

Sebbene Payar sia più rispettoso degli anziani, anche lui si scopre attratto dagli aspetti più liberali della vita iraniana, in particolare dalla figura di un'ex compagna di scuola che si trova in città per qualche settimana. Hana (Masoumeh Beygi) vive a Parigi, ha un figlio e ha divorziato da poco; è una donna moderna e, quando esce per un appuntamento con Payar, scaccia le preoccupazioni della madre che la considera "troppo bella" per uscire - un riferimento passeggero ma impressionante a una legge che sta alla base dell'attuale rivolta di massa in Iran in seguito alla morte in carcere di una giovane donna arrestata per il modo in cui aveva velato i capelli.

Raccontando due fratelli che cercano semplicemente di vivere secondo i loro valori, Dehkordi non giudica, concedendo a entrambi i fratelli lo stesso livello di cura e attenzione. Attraverso questo duplice ritratto, il regista rivela con eleganza le dinamiche che costituiscono la società iraniana in generale e che rimangono in gran parte invisibili ai suoi protagonisti, anche se queste forze alla fine li spingono in una direzione che non hanno scelto. Questa modalità realistica, che evita i cliché del fratello incauto contro quello santarellino, consente anche alcune interpretazioni eccellenti da parte del cast, tra cui spiccano Borhani nel ruolo del fratello energico, ma intelligente e premuroso, e Masoumeh Beygi in quello della giovane madre per la quale l'Iran è quasi una vacanza. A Tale of Shemroon è un film di basso profilo, ma rivela un regista con un'intelligente padronanza della struttura narrativa e dei personaggi, e un tocco rinfrescante e leggero.

A Tale of Shemroon è prodotto da Indie Prod, Uproduction, 2Pilots Filmproduction, BiBi Film, Take Shelter (Francia) e Ali Mosaffa Productions (Iran). Le vendite internazionali sono curate da Indie Sales. Jour2fête lo distribuirà in Francia.

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(Tradotto dall'inglese)

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