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CANNES 2023 Un Certain Regard

Recensione: How to Have Sex

di 

- CANNES 2023: Il film onesto, triste e macchiato di mascara di Molly Manning Walker è destinato a evocare ricordi molto spiacevoli

Recensione: How to Have Sex
Mia McKenna-Bruce in How to Have Sex

Molte di noi dimenticano quanto sia difficile essere una ragazza. Per fortuna, i film dei festival continuano a ricordarcelo, riportando alla mente ricordi a lungo sepolti di troppe bevute e di - oddio - “white parties”. Soprattutto se si è cresciuti negli anni Novanta.

L’esordio nel lungometraggio di Molly Manning Walker, How to Have Sex [+leggi anche:
trailer
intervista: Molly Manning Walker
scheda film
]
, presentato in Un Certain Regard a Cannes, sembra davvero un tuffo nel passato. Improvvisamente si torna adolescenti, con vestiti scomodamente stretti e un trucco orribile, ignorando ogni singolo segnale che il corpo e la mente cercano di inviare. Sembra triste, ma le donne sono molto, molto brave a farlo. Sono anche brave a mentire a se stesse, perché nessuno vuole mai essere definito una vittima.

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How to Have Sex è a tratti ovvio, è vero, ma funziona comunque perché coglie un altro aspetto che sembra molto reale: contrariamente all'opinione comune, le ragazze a volte hanno difficoltà ad aprirsi. Il sesso, o meglio la prima volta, dovrebbe essere "da sballo", come viene ripetuto nel film. Se non lo è, la prima reazione è di solito la seguente: "Non è lui, sono io. Mi ha fatto schifo, quindi devo aver fatto una cazzata perché tutti gli altri sembrano divertirsi alla grande".

All'inizio è davvero così: nel film di Molly Manning Walker tre ragazze inglesi (Mia McKenna Bruce, bravissima, Lara Peake ed Enva Lewis) vanno a fare la loro prima vacanza da adulte in un posto da incubo in Grecia, apparentemente popolato solo da adolescenti vomitanti, con le loro "checche fritte" e - giuro - "occhiali a forma di tette". La festa è costantemente in corso, e tutti sembrano essere abbastanza liberi di parlare di scopare. Tutto il tempo. In ogni caso è molto simile a quelle famigerate chiacchierate in Kids (il film di Larry Clark, ndt). Tutti recitano, mettono in scena una sorta di spettacolo o semplicemente si godono la vista di un amico che si sente a disagio. Quando alla fine devono affrontare qualcosa di doloroso, davanti a invitanti cosmetici esentasse, non sanno cosa fare.

Anche perché, in quanto ragazza, non si può fare nulla di buono. Non puoi essere una "sgualdrina", ma non puoi nemmeno essere vergine - almeno così pensa la Tara di McKenna Bruce. Si può partecipare a giochi idioti e soffocare con la birra versata in bocca, in "stile pompino", ma non si può dire "no" quando le cose degenerano. Forse perché qui nessuno sa davvero come si fa sesso e non si concede il tempo di imparare o di fare domande. Speriamo che un giorno le ragazze, o semplicemente le adolescenti, non sentano più il bisogno di compiacere qualcun altro se non se stesse. E che alcuni di questi scenari prevedibili e sgradevoli spariscano, proprio come i white party.

How to Have Sex è scritto dalla regista ed è stato prodotto dalla britannica Wild Swim Films, con Heretic Films (Grecia) e Umedia (Belgio). Le vendite internazionali sono affidate a mk2 Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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