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BERLINALE 2024 Concorso

Recensione: Who Do I Belong To

di 

- BERLINALE 2024: Meryam Joobeur presenta un riuscito primo film, suggestivo ed emozionante, che mescola audacemente realismo e immagini oniriche, microcosmo familiare e tematica jihadista

Recensione: Who Do I Belong To
Salha Nasraoui e Rayen Mechergui in Who Do I Belong To

"Cosa c’è che non va?". Quando vogliamo conoscere la verità, ma la temiamo perché ci costringerebbe a un confronto troppo doloroso con noi stessi, il rischio che la situazione degeneri è molto alto. E quando l’amore materno, i legami familiari, l’amicizia e i ricordi si scontrano con una realtà che ci sfugge, il pericolo incombe. E’ in questa zona complessa e nebulosa, che la regista canadese-tunisina Meryam Joobeur ha scelto di avventurarsi con il suo primo lungometraggio, l’affascinante Who Do I Belong To [+leggi anche:
intervista: Meryam Joobeur
scheda film
]
, presentato in concorso alla 74ma Berlinale.

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Stiloso all'estremo ma anche ancorato a un realismo molto concreto, il film rivela senza alcun dubbio una cineasta più che ingegnosa, capace di suggerire metafore senza chiarirle del tutto. Flirtando con il genere fantastico e d’inchiesta, con la paura e i misteri, con la recente situazione geopolitica (Daesh) e con la vita pastorale di un piccolo villaggio, la regista non perde mai il filo conduttore (l'amore di una madre e una famiglia confrontata con dilemmi inediti) ma confeziona il tutto in modo tale da portare il confine tra sogno (incubo) e realtà a un alto grado di porosità, garantendo una suspense gustosa per lo spettatore.

"Se tornano, andranno in prigione". Mehdi (Malek Mechergui) e Amine (Chaker Mechergui), i figli maggiori di Aïcha (Salha Nasraoui) e Brahim (Mohamed Hassine Grayaa) sono scappati per unirsi a Daech, abbandonando i loro genitori e il loro fartello minore Adam (Rayen Mechergui) alla loro semplice vita quotidiana di pastori nel nord della Tunisia, a due passi dal mare. Perché sono partiti? Torneranno? Sono morti? Per Aïcha, la ferita affettiva è molto profonda e fonte di conflitto (di chi è la colpa?), e anche per suo marito, il quale, colpito nell’orgoglio, trasferisce il suo affetto all’agente di polizia Bilal (Adam Bessa), un amico d’infanzia dei due fuggiaschi. Quanto ad Adam, ancora in età di giochi innocenti, gli fanno credere che i suoi fratelli sono in Italia. Ma un giorno, Mehdi ricompare, senza suo fratello, di cui annuncia la morte, e accompagnato dalla misteriosa Reem (Dea Liane), incinta e velata dalla testa ai piedi.  La coppia si trasferisce e si nasconde, protetta da Aïcha, ma altri gravosi segreti devono ancora venire a galla e intorno a loro iniziano a verificarsi strani e preoccupanti fenomeni...

Diviso in tre capitoli ("le conseguenze ", "emerge un’ombra", "il risveglio"), Who Do I Belong To si distingue soprattutto per l'originale approccio visivo, che si avvicina incredibilmente ai personaggi per raggiungere una potente intensità minimalista (attraverso i movimenti, gli sguardi), amplificata da inquietanti immersioni nel mondo naturale (l'acqua, la spiaggia, il mare, gli animali, ecc.) con cui la regista gioca per distorcere la realtà. La trama metodica (la sceneggiatura è scritta dalla regista) è caratterizzata da potenti scene oniriche e da flashback che non rivelano mai troppo della storia, ma ne mantengono il potenziale misterioso. Viaggio nel subconscio femminile e parabola sulla perdita di orientamento e sulle questioni di coscienza, per non parlare di questioni sociali e politiche più ampie, il film (ottimamente recitato da un mix di attori professionisti e non) tiene le sue carte perfettamente coperte fino alla fine, grazie a un approccio registico di innegabile talento che potrebbe anche essere considerato un po' troppo astuto (la stilizzazione del film, spinta al massimo, e il lato fantastico delle cose sembrano a volte delle vie di fuga molto comode). Ma in un’opera prima, l’abilità non è mai troppa.

Prodotto dalla società francese Tanit Films con Midi La Nuit (Canada) e Instinct Bleu (Tunisia), e coprodotto da 1888 Films (Francia), Godolphin Films (Tunisia) e Eye Eye Pictures (Norvegia), Who Do I Belong To è venduto da Luxbox.

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(Tradotto dal francese)


Photogallery 22/02/2024: Berlinale 2024 - Who Do I Belong To

12 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Meryam Joobeur, Salha Nasraoui, Mohamed Hassine Grayaa, Adam Bessa
© 2024 Dario Caruso for Cineuropa - dario-caruso.fr, @studio.photo.dar, Dario Caruso

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