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BERLINALE 2024 Panorama

Recensione: Diaries from Lebanon

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- BERLINALE 2024: Gli sforzi per vivere una vita relativamente normale nella realtà instabile del Libano sono al centro del documentario socialmente impegnato di Myriam El Hajj

Recensione: Diaries from Lebanon

In Diaries from Lebanon [+leggi anche:
intervista: Myriam El Hajj
scheda film
]
, nuovo documentario della regista Myriam El Hajj, presentato nella sezione Panorama della Berlinale, i diari del titolo sono scritti con rabbia, frustrazione e tristezza.

Il film segue la vita quotidiana di tre personaggi per un periodo di oltre quattro anni, mentre il Paese è alle prese con le rivoluzioni, la catastrofica esplosione a Beirut del 2020, la devastante crisi economica e altro ancora. I personaggi in questione sono la politica quarantenne Joumana Haddad, l'artista della generazione precedente Pearla Joe e un veterano della guerra civile libanese, George, che aveva il nome di battaglia Padre della notte perché, durante il conflitto, non dormiva affatto.

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Ognuno di loro ha la propria storia da raccontare e il proprio punto di vista sulla situazione politica, ma le loro voci, quando si fondono con la voce fuori campo di El Hajj, dipingono anche  un quadro più ampio e generale della psiche collettiva; danno un'idea di cosa significhi vivere in un paese dilaniato da un conflitto costante, in un luogo che ha un passato contorto e confuso. Andare avanti è come arrancare nel fango che può facilmente trasformarsi in sabbie mobili. Pearla è piena di rabbia e frustrazione per il fatto che la sua vita è plasmata dalla politica e manca di libertà di espressione, e il suo dolore è palpabile attraverso l'obiettivo della telecamera. Joumana si ritira dalla politica e non è difficile empatizzare con la sua scelta.

E George? Ricorda il passato, compreso l'incidente che ha dato inizio alla guerra civile, con un autobus a cui - sostiene – lui ha sparato. Con il gesto vuoto di un eroe finito, si vanta di come sarebbe in grado di gestire l'attuale rivoluzione molto meglio di coloro che stanno guidando le proteste. Ogni volta che parla del passato, il documentario di El Hajj sembra un po' un documentario d'inchiesta, che aggiunge un altro livello alla narrazione. El Hajj aggiunge qui il contesto essenziale, in modo che sia più facile seguire le svolte storiche del Libano. Ciò che facilita il collegamento con la storia in quanto tale è la voce fuori campo di El Hajj, che parla dei suoi sentimenti politici e privati, colmando le lacune di ciò che i personaggi femminili - Joumana e Pearla - esprimono.

Diaries from Lebanon è un documentario centrato e commovente che, guardando ai terremoti sociali attraverso la vita quotidiana delle persone e non viceversa, vengono percepiti profondamente. Non tutto però è cupo nel film: ci sono scorci trionfali o di speranza, anche se durano solo un momento, come quando Joumana vince un seggio in parlamento nel 2018, finché le autorità non decretano che i risultati del voto non sono validi il giorno dopo; o quando la camera ritrae l'energia dei giovani che urlano e cantano per le strade durante la rivoluzione. Se c'è una speranza di cambiamento, è in loro.

Diaries from Lebanon è una coproduzione libanese-francese-qatariota-saudita realizzata da Abbout Productions e Gogogo Films, mentre MAD Solutions si occupa delle vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 21/02/2024: Berlinale 2024 - Diaries from Lebanon

8 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Myriam El Hajj
© 2024 Dario Caruso for Cineuropa - dario-caruso.fr, @studio.photo.dar, Dario Caruso

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