email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

FILM / RECENSIONI Spagna

Recensione: L’edat imminent

di 

- Il Col·lectiu Vigília presenta un'emozionante opera prima, premiata a Gijón, sui rapporti tra le generazioni più giovani e quelle più anziane e sulla precarietà che le attraversa

Recensione: L’edat imminent
Miquel Mas Martínez e Antonia Fernández Mir in L’edat imminent

Bruno, un giovane appena maggiorenne, si destreggia tra il prendersi cura della nonna Nati, 86 anni, lavorando con quello che riesce a trovare, e il vivere la sua giovinezza. Quando la nonna ottiene un posto pubblico in una casa di riposo, il giovane dovrà affrontare la decisione di lasciar andare l’unica famiglia che abbia mai conosciuto. Questa è la storia raccontata da L’edat imminent, il debutto del Col·lectiu Vigília (formato da sei giovani studenti della Universitat Pompeu Fabra di Barcellona: Clara Serrano Llorens, Gerard Simó Gimeno, Laura Corominas Espelt, Ariadna Ulldemolins Abad, Laura Serra Solé e Pau Vall Capdet), concepito come loro lavoro di fine corso, e che, dopo la sua prima mondiale nella sezione Generation +16 del Giffoni Film Festival 2024 (Italia), dove ha vinto il Premio speciale CGS Award (leggi la news), e la sua prima nazionale nella sezione Enfants Terribles del Festival di Gijón, dove ha ottenuto anche il Premio per la miglior sceneggiatura di un film spagnolo (news), è stato appena nominato nella categoria miglior esordio alla regia ai Premi Gaudí, in vista dell’uscita in Spagna questo venerdì 13 dicembre con Ringo Media.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Interpretato da Miquel Mas Martínez e Antonia Fernández Mir nei panni del ragazzo e di sua nonna, il film parla dei rapporti contraddittori tra generazioni, di relazioni in cui l’amore e il logoramento possono convivere, del desiderio d’indipendenza di una generazione e dei paradossi con cui ci confrontiamo quando ci prendiamo cura dei nostri anziani, di quella vecchiaia e di quella morte verso cui tutti siamo diretti, ma anche della realtà delle classi lavoratrici, delle precarietà che attraversano entrambe le generazioni: quella che se ne va e deve trovare un luogo dove invecchiare e morire con dignità, e una gioventù che cerca di sopravvivere nel mondo di oggi, del bisogno di guadagnarsi da vivere ad ogni costo, di lavorare in cambio di una miseria pur di arrivare a fine mese, della difficoltà di trovare così un posto nella società e costruirsi una vita propria. 

La relazione tra queste generazioni è ben raccontata: la tenerezza, la complicità, la noia, la stanchezza, il silenzio, la solitudine e la paura che abitano i protagonisti sono rese con semplicità e finezza, senza fronzoli né intenti edificanti, più attraverso ciò che non si dice che attraverso ciò che si dice, mediante quelle immagini di vita quotidiana che attraversano il film, lasciando tempo e spazio allo spettatore per riflettere e trarre le proprie idee e conclusioni. Un pasto in cui il nipote cerca di far mangiare alla nonna più di quanto lei vorrebbe, un altro in cui si fanno compagnia quasi senza scambiarsi parola, il ragazzo che percorre le strade in bicicletta nel suo lavoro da rider, quando perde il lavoro e prova a farsi un curriculum con l’aiuto di un’amica, quando festeggia il diciottesimo compleanno con gli amici ed evita le chiamate della casa di riposo dove la nonna ha finalmente trovato posto dopo mesi di attesa. Sono alcune delle immagini che, con sensibilità, delicatezza e senza alcuna pretesa, dicono più delle parole stesse, raccontano con leggerezza e una certa profondità i conflitti dei protagonisti, riflettono con sobrietà e onestà quei sentimenti ed emozioni contraddittori che li abitano.

L’edat imminent è un esordio emozionante; un piccolo film che riesce in ciò che si propone di essere. Un’opera prima piena di tenerezza e verità, bella e dolorosa, sulle precarietà che attraversano due generazioni lontane nel tempo, i loro incontri e mancati incontri, le storie di vita delle classi lavoratrici che vivono nelle periferie urbane. Un debutto con un’anima che rivela giovani autori da tenere d’occhio.

L'edat imminent è una produzione di Ringo Media.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dallo spagnolo)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy