Recensione: Storm Alerts
di Olivia Popp
- Bergur Bernburg presenta una docufiction islandese simile a un collage, un esame formalmente affascinante, ma a volte eccessivamente libero, della sfida alle diagnosi biomediche

Descritto in una didascalia come “un viaggio nei territori sconosciuti della mente umana”, Storm Alerts di Bergur Bernburg, presentato in anteprima mondiale nella sezione Harbour dell’ IFFR, offre una visione leggermente d’avanguardia di un’esperienza del mondo improntata alla biomedicina attraverso una lente docufiction. La sceneggiatura di Jón Atli Jónasson e Bernburg segue Marteinn Helgi Sigurðsson, che ci viene presentato come “un uomo non sposato sulla quarantina, titolare di un dottorato in norreno antico conseguito presso l’Università di Cambridge”, nonché, al momento delle riprese, assistente universitario presso l’Università di Copenaghen e studioso di grande prestigio nel campo degli studi sui vichinghi e sul norreno medievale.
Come illustrato nel film, la situazione di Sigurðsson è caratterizzata da un prolungato stato di depressione e attacchi d’ansia legati a “progetti di ricerca incompiuti”, che sembrerebbero rientrare in una diagnosi biomedica convenzionale di disturbo bipolare. Ma descrivendo la cartella clinica come “il ritratto che loro hanno fatto di me” e “la loro visione della realtà”, egli si mostra scettico nel vedere la complessità ridotta a una semplice spunta su una casella, approccio con cui non è affatto d’accordo. Attraverso interviste ai suoi colleghi, filmati d’archivio del suo passato e incontri con lo stesso accademico, impariamo inizialmente a conoscere Sigurðsson più per come lo vede il mondo esterno: dedito al lavoro, ben organizzato e brillante.
Durante la conversazione, lo studioso condanna apertamente lo spostamento dell’attenzione accademica lontano dalla storia e dal pensiero critico, riflettendo il suo conflitto interiore e il suo malcontento nei confronti del mondo che lo circonda. Racconta inoltre le sue esperienze relative alla sua condizione mentale, descrivendola come “simile alla magia”. Partendo da uno stile naturalistico, il film vira poi verso un tono più surreale verso la metà, dove Sigurðsson viene interpretato in scene mute dall’attore Kristján Ingimarsson, comprese le sue interazioni con uno psichiatra arrogante (Kurt Ravn). Dai suoi colleghi apprendiamo anche come il suo stato mentale sia peggiorato, come se fosse un uomo “posseduto”, che parlava di altre dimensioni.
Coniugando immagini esterne – come quelle di animali e della natura – e spezzoni tratti da film, la confusione della seconda parte di Storm Alerts ci trasporta in quello che si potrebbe immaginare come l’universo interiore dell’accademico. Inserite qua e là ci sono sequenze colorate ed euforiche/maniacali accelerate, pubblicità finte e di cattivo gusto per “hotel” di lusso (allusione ai centri di cura per la salute mentale) e frammenti in stile “brainrot” che lottano per attirare l’attenzione insieme a una serie di momenti rasserenanti con lo stesso professore. Anche la scelta musicale del film durante diversi momenti frenetici assume un ruolo di primo piano, con diverse sequenze accompagnate dal famoso Bolero di Ravel. Il brano presenta in particolare una base percussiva simile a una marcia e un’incantevole linea melodica dominata dai fiati, che può essere interpretata come i lati coesistenti ma contrastanti e intricati della personalità, del comportamento e della coscienza di Sigurðsson.
Storm Alerts rappresenta un approccio affascinante alla messa in discussione dei rigidi schemi biomedici a cui siamo sottoposti, anche se il caos controllato che caratterizza la parte finale del film diventa talvolta difficile da seguire, visto che sfida intenzionalmente ogni descrizione e ordine. Rimane comunque una mossa audace quella di cercare di offrirci uno sguardo di 80 minuti sulla vita mentale di Sigurðsson, qualcosa che non può essere replicato in modo preciso né logicamente né emotivamente. La forma segue molto facilmente il contenuto, dove gli elementi più significativi sono le emozioni altalenanti di confusione, frustrazione e gioia, dato che Sigurðsson sta vivendo queste sensazioni.
Storm Alerts è una coproduzione islandese-danese di Firnindi Films e ResearchGruppen Aps, in collaborazione con Kristján Ingimarsson Company e Sagafilm. Le vendite internazionali sono affidate a Firnindi Films.
(Tradotto dall'inglese)
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