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SXSW LONDRA 2025

Recensione: Palestine Comedy Club

di 

- La coproduzione tra Regno Unito e Palestina di Alaa Ali Abdallah è un documentario d’esordio potente e commovente che fonde umorismo, difficoltà e speranza

Recensione: Palestine Comedy Club
Alaa Shehada, Hanna Shammas, Ebaa Monther, Diana Sweity, Khalil Al-Batran, Raed Al-Shyoukhi e Sam Beale in Palestine Comedy Club

Palestine Comedy Club, diretto da Alaa Ali Abdallah al suo esordio nel lungometraggio e sviluppato dal regista con l'assistenza del regista comico, sceneggiatore e ricercatore Dr Sam Beale e della produttrice Charlotte Knowles, è stato presentato in anteprima mondiale alla prima edizione del festival SXSW London ed è anche in programma ai prossimi Festival di Raindance e Sheffield Doc Fest. Il documentario è stato inoltre presentato nelle sezioni work-in-progress di Cannes Docs e del Festival di Toronto nel 2024.

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Raccontando la storia di un gruppo di sei palestinesi (Alaa Shehada, Hanna Shammas, Ebaa Monther, Diana Sweity, Khalil Al-Batran e Raed Al-Shyoukhi) che lavorano come stand-up comedian, il lungometraggio intreccia con abilità scene leggere e piene di risate e momenti profondamente emotivi, creando un’esperienza potente che somiglia a montagne russe emotive. Mentre attraversano la Palestina e Israele, approdando anche a Londra, il gruppo di comici si imbatte in una vasta gamma di sfide emotive e pratiche. Dal superamento di posti di blocco militari e tensioni politiche al confronto con le paure personali e il peso delle aspettative del pubblico, il loro viaggio è segnato da momenti di disperazione e resilienza. Nonostante le difficoltà, le paure e l’opprimente senso di impotenza che spesso affrontano, il loro cammino è illuminato anche da legami sinceri e da un profondo senso di gratitudine. La capacità di trovare e condividere una risata nelle circostanze più buie diventa un potente atto di resistenza e speranza.

Il tono del film cambia costantemente, conferendogli un ritmo serrato anche quando è interrotto dalle sue scene più pesanti. Se alcune sezioni – incentrate su aspetti molto specifici della cultura palestinese – potrebbero lasciare il pubblico internazionale un po’ distaccato, il documentario nel suo insieme resta ampiamente accessibile a un'audience globale ed è urgente e attuale. La sua struttura combina momenti personali intimi, estratti di stand-up comedy e segmenti informativi che utilizzano grafiche per chiarire il contesto politico e sociale in Palestina. Questi elementi sono ben bilanciati e, sebbene alcune scene possano apparire leggermente prolisse, il racconto complessivo rimane coeso e coinvolgente.

L’idea di strutturare il documentario come una sorta di road movie fa sì che il film scorra in modo organico e con naturalezza, complice il montaggio dal buon ritmo a cura di Libby Knowles. Nel corso del film, l’animazione è impiegata con intelligenza per esaltarne la qualità lirica e, al contempo, attenuare il tono complessivo, aggiungendo al racconto sia profondità sia leggerezza. Ciononostante, in ogni inquadratura di Palestine Comedy Club c’è una tristezza di fondo – mai urlata, ma sempre sussurrata – destinata a commuovere qualsiasi pubblico. Malgrado questa inevitabile mestizia, il film si impone infine come un appello alla connessione umana e alla solidarietà, pronunciato da persone comuni che, nel corso del film, diventano straordinarie.

Il lavoro di Ali Abdallah è, nel complesso, un documentario straordinario tanto per la realizzazione quanto per il tema, ed è una visione imperdibile. I suoi protagonisti sono perfetti per lo schermo e il risultato complessivo è un trionfo.

Palestine Comedy Club è una coproduzione tra Regno Unito e Palestina realizzata da Tough Crowd Limited, e le vendite internazionali sono affidate alla First Hand Films con sede a Zurigo.

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(Tradotto dall'inglese)

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