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SXSW LONDRA 2025

Recensione: Plainclothes

di 

- Il dramma teso di Carmen Emmi racconta la storia di un agente di polizia gay represso a cui viene assegnata una missione contro altri omosessuali

Recensione: Plainclothes
Tom Blyth (a sinistra) e Russell Tovey in Plainclothes

L'identità "nascosta in bella vista" di un agente di polizia sotto copertura si trasforma in un'astuta metafora dell'omosessualità non dichiarata nel sorprendente, seppur imperfetto, film d'esordio di Carmen Emmi, Plainclothes. Ambientato nel 1997, nello stato di New York, il film indaga le pratiche omofobe della polizia di allora (che, ovviamente, non appartengono solo al passato), vedendo la presenza di un agente non dichiarato – interpretato dall’emergente attore britannico Tom Blyth – come simbolo di questa ipocrisia e descrivendo l'intera vicenda come un'ulteriore tortura per un giovane incapace di accettare la sua vera identità. Il film ha avuto la sua prima nel concorso US Dramatic del Sundance, nonostante il forte sostegno britannico (forse più legato ai prestigiosi talent); la settimana scorsa è stato presentato alla prima edizione di SXSW London.

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Emmi controlla pienamente l’intesa tra gli attori e l’escalation drammatica, ma lascia che la struttura narrativa gli sfugga di mano, rendendo il risultato, purtroppo, un successo a metà. Il film finisce per andare oltre lo spunto accattivante del primo atto, ma la sua ironia è fin troppo netta: il personaggio di Blyth, Lucas, è l'uomo chiave per un'operazione sotto copertura della polizia nell'area al piano inferiore di un centro commerciale suburbano, dove deve attirare e poi arrestare uomini gay che tentano di fare sesso. Prima li conduce rapidamente ai bagni vicini con un'occhiata o un lieve cenno del braccio, li fa esporre in un cubicolo, e poi, una volta uscito, fa sì che lo sfortunato venga ammanettato dagli agenti appostati al varco. Blyth eccelle nel cogliere le fratture interiori legate al fatto che quella è una delle sue rare opportunità di conoscere uomini compatibili, nonostante il rischio penale al quale finirà per esporli (peraltro, ha anche una relazione con una donna, interpretata da Amy Forsyth, alla quale sta rivelando gradualmente la sua vera sessualità).

Quando Andrew (Russell Tovey), più maturo e dall'aspetto più addomesticato, riesce ad allungare a Lucas un numero di telefono su un foglio di carta stropicciato, eludendo con cura la trappola, la dinamica del film cambia per seguire la loro relazione nascente e gli altri metodi cauti con cui gli uomini gay dovevano incontrarsi e condurre le loro vite nell'era pre-app, quando il panico morale conservatore intorno all'AIDS era ancora dilagante. Proveniente lui stesso da questa parte degli Stati Uniti (catturata in toni grigi e assonnati, con una scenografia d'epoca perfetta nei parcheggi dei centri commerciali e nei cartelli di benvenuto delle chiese), il coinvolgimento personale di Emmi si percepisce fortemente, mentre esprime con tenerezza come, un tempo, il legame queer dovesse essere cercato nel proprio angolo di mondo, qualche anno prima che lui stesso raggiungesse la maggiore età.

Quando entra in gioco un altro filone che coinvolge la famiglia italoamericana disfunzionale di Lucas, e mentre il pubblico cerca anche di orientarsi attraverso i caotici cambi di risoluzione dell'immagine che Emmi impiega nella fotografia (evocando sia i barlumi di memoria che le tecniche delle telecamere spia che i poliziotti usano come prove), si avverte che i fili di Plainclothes diventano ingovernabili, con la passione del regista e la sua volontà di dire così tanto che finiscono per sovrastare scelte artistiche più mirate. Eppure il film tiene, e finora ha risuonato con il pubblico e i distributori, essendo un'altra rilevante storia queer di tempi passati e più intolleranti, quando l'orgoglio era sempre in competizione con la vergogna.

Plainclothes è una coproduzione Regno Unito-Stati Uniti, prodotta da Lorton Entertainment, Page 1 Entertainment, Podwall Entertainment e Mini Productions. Le vendite internazionali sono a cura di Magnify Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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