email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

LOCARNO 2025 Concorso

Recensione: Phantoms of July

di 

- Julian Radlmaier ritrae la vita in una piccola città tedesca, mescolando fantasia e realtà per affrontare temi come l’identità, la migrazione e la ricerca di un perché

Recensione: Phantoms of July
sx-dx: Maral Keshavarz, Clara Schwinning, Buksori Lie e Kyung-Taek Lie in Phantoms of July

Nel film in concorso al Locarno Film Festival, Phantoms of July [+leggi anche:
intervista: Julian Radlmaier
scheda film
]
, scritto e diretto da Julian Radlmaier, tre vicende femminili si intrecciano sullo sfondo di una Germania che appare allo stesso tempo senza tempo e profondamente radicata nelle questioni contemporanee.

Ursula (Clara Schwinning) e Neva (Maral Keshavarz) sono due donne le cui vite si incrociano nella piccola cittadina tedesca di Sangerhausen, come rivela il titolo originale del film, Sehnsucht in Sangerhausen. Ursula, cameriera tedesca che sembra bloccata nel suo lavoro e insoddisfatta della vita sentimentale, incontra una musicista affascinante (Henriette Confurius) e se ne innamora, spinta dal desiderio di evadere. Neva, invece, è una YouTuber iraniana che ritrova un vecchio amico di Teheran, ora netturbino in città, che le torna alla mente da un ricordo sfocato, sospeso tra sogno e realtà.

All’inizio della storia, divisa in capitoli, emerge un altro personaggio: Lotte (Paula Schindler), una domestica che vive in un passato non troppo lontano, ma che resta legata al presente attraverso uno degli altri due personaggi. Col tempo, Ursula e Neva si incontreranno per caso grazie a una connessione inaspettata con i fantasmi che sembrano infestare la montagna che domina Sangerhausen. In alcune inquadrature, questo elemento, unito all’ironia di fondo, ricorda la maestosità surreale di The Holy Mountain di Alejandro Jodorowsky.

Phantoms of July combina con successo un’eleganza tonale insolita a un tono più leggero e giocoso. Al tempo stesso, il film usa la sua atmosfera onirica per raccontare una vita segnata da difficoltà quotidiane. I personaggi, radicati nelle realtà del lavoro, delle difficoltà economiche e delle sfide legate all’immigrazione, si muovono in un contesto realistico, mentre Radlmaier riesce a intrecciare elementi fiabeschi con una cura meticolosa della composizione e della luce, valorizzata dalla fotografia di Faraz Fesharaki.

Le immagini hanno un aspetto quasi pittorico e, soprattutto nel primo episodio incentrato su Lotte, emergono l’intimità e la delicatezza tipiche dei dipinti di Vermeer. Il contrasto tra fantasia e realtà crea un’atmosfera unica, dando alla storia un fascino originale e raro nei festival odierni.

Il film conquisterà gli appassionati di cinema d’autore e chi ama l’arte e l’ironia sottile, ma saprà attrarre anche quegli spettatori disposti a esplorare nuovi territori cinematografici. Lo sarà anche per chi predilige storie incentrate sulle lotte sociali e sui rapporti tra i personaggi, trovando la sua scrittura interessante. L’unico limite, che potrebbe scoraggiare alcuni, è il ritmo relativamente lento e la costruzione graduale della narrazione, con gran parte dello sviluppo concentrato sui personaggi. Per chi è abituato a trame più frizzanti o a drammi immediati, immergersi nella storia potrebbe risultare più difficile, rischiando di rimanere sulla superficie senza cogliere la profondità emotiva e i temi complessi che si rivelano lentamente.

Phantoms of July é una produzione tedesca di Blue Monticola Film in coproduzione con WDR. Le sue vendite internazionali sono gestite da Bendita Film Sales.

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy