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VENEZIA 2025

Venezia si mobilita per Gaza

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- Il festival accoglie manifestazione, letture e dibattiti, e la presentazione del Gaza International Festival for Women's Cinema

Venezia si mobilita per Gaza
La scrittrice Annie Ernaux e la regista Céline Sciamma durante una lettura alle Giornate degli Autori

La 82ma Mostra del Cinema di Venezia sta diventando quello che Cannes e Berlino non hanno avuto il coraggio di essere : una piattaforma di sostegno per Gaza tramite le iniziative promosse da Venice4Palestine (leggi la news), e di dibattito sulla Palestina attraverso una serie di iniziative diffuse, quotidiane, che dimostrano quanto il cinema debba ritornare ad essere strumento di resistenza.

Gaia Furrer ha aperto le Giornate degli Autori con un discorso che ha dato il tono a questi giorni di festival: "Il cinema per sua natura non è mai neutrale: sceglie cosa raccontare, sceglie cosa e come mostrare, prende una posizione". La direttrice ha ricordato la guerra in Ucraina, i conflitti dimenticati, dal Sudan alla Siria, dal Myammar al genocidio a Gaza, sottolineando l'importanza di non abituarsi all'orrore e di mantenere viva la capacità di indignarsi.

Un momento simbolicamente potente è stato organizzato davanti all'Edipo Re: il Premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux e la regista Céline Sciamma hanno letto insieme il testo "Da Venezia a Gaza" (vedi qui), nato durante il festival di Cannes e aggiornato dalla drammatica evoluzione degli eventi. L'incontro è avvenuto in occasione della premiere del documentario su Ernaux di Claire Simon, Écrire la vie - Annie Ernaux racontée par des lycéennes et des lycéens [+leggi anche:
recensione
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Alla Casa della Critica, è stato presentato il Gaza International Festival for Women's Cinema, che si terrà dal 26 al 31 ottobre 2025. In una dichiarazione riportata da Graziella Bildesheim presidente di European Women’s Audiovisual Network che sostiene l’iniziativa, Il fondatore Ezzedine Al-Shellah ha spiegato come il festival nascerà letteralmente dalle macerie: "monteremo il festival tra le tende, nei campi, tra le macerie", utilizzando generatori per le proiezioni. Il festival palestinese ha già stretto un protocollo d'intesa con il Festival Cinema e Donne di Firenze (22-26 ottobre), creando una rete di solidarietà concreta. La giuria internazionale vede la partecipazione di figure di rilievo come Céline Sciamma, Jasmine Trinca e la regista cubana Maricet Sancristobal. Un crowdfunding è attivo per raggiungere l'obiettivo di 10.000 euro, con 1.500 euro già raccolti. Come ha sottolineato Al-Shellah: "La cultura sostiene psicologicamente, rafforza la resistenza, la volontà di vivere e di non arrendersi".

Alla Manifestazione del 30, promossa da Centri Sociali del Nord-est e da decine di associazioni (ANPI, Rete No Bavaglio, Mediterranea, etc.) cui hanno aderito molto artisti e professionisti firmatari della lettera aperta di Venice4Palestine, seguirà anche, il 31 agosto un incontro presso Isola Edipo sul tema BDS (Boycott Divestment and Sanctions) con Eyal Sivan, regista, produttore, scrittore e attivista israeliano antisionista, tra i coordinatori della rete BDS Francia e PACBI (in collegamento) e Jacopo Crovella, attivista di BDS Italia e Artists for Palestine (in presenza).

Questi primi giorni hanno dimostrato che il cinema deve essere molto più di intrattenimento: è testimonianza, resistenza, speranza. Come ha dichiarato Furrer: "Celebrare il cinema e l'arte vuol dire celebrare la vita, e illuminare ciò che il mondo spesso non vuole o non sa vedere". Venezia 2025 non è solo film in concorso, ma luogo di mobilitazione culturale e umana.

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