Recensione serie: El centro
- La fiction creata da David Moreno si addentra nel mondo ultra segreto delle spie finanziate dallo Stato, ma l'eccesso di personaggi, nomi e trame crea più confusione che interesse

Il coraggio di entrare nel Centro Nazionale di Intelligence (il famoso CNI, il servizio di intelligence spagnolo, un ente pubblico facente capo al Ministero della Difesa incaricato di raccogliere e analizzare informazioni per prevenire minacce e tutelare gli interessi e la stabilità nazionali) per svelare al pubblico i suoi retroscena e il tipo di professionisti che ne fanno parte, costituisce il grande punto di forza della serie originale Movistar Plus+ El centro [+leggi anche:
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scheda series]. Creata da David Moreno (El inmortal [+leggi anche:
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scheda series]) e diretta da David Ulloa (La chica de nieve, Ni una más [+leggi anche:
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scheda series]), è stato il film di apertura in anteprima mondiale, in concorso nella sezione ufficiale dedicata alla fiction, della terza edizione del South International Series Festival.
Ed è proprio così: lo spettatore conoscerà non solo gli uffici, i corridoi e le mense in cui questi professionisti, che operano nel più assoluto segreto, nella massima discrezione e nell’anonimato, si muovono quotidianamente, ma anche le loro famiglie, i loro dubbi e i loro conflitti etici. Allo stesso tempo, la serie – scritta da David Moreno, Raúl López ed Eva Saiz – presenta una trama piuttosto intricata in cui si intrecciano le vicende di un eurodeputato che si è appena suicidato, una giornalista instancabile alla ricerca della verità dopo il brutale omicidio del suo compagno, un mafioso russo senza scrupoli capace delle peggiori atrocità e una talpa infiltrata proprio all’interno del CNI che deve essere smascherata senza destare sospetti.
Nel primo episodio vengono presentati molti elementi in rapida successione, che suscitano immediatamente un certo sbigottimento, poiché le informazioni fornite sono eccessive: troppi nomi, intrighi e manipolazioni. Una vera sfida che, se non riesce a catturare lo spettatore impaziente, potrebbe spingerlo a cercare un'alternativa su un'altra piattaforma. Per fortuna, nel secondo episodio – grazie all’intervento di una giovane ricercatrice – emerge l’empatia e l’interesse comincia a crescere a pieno ritmo.
Realizzata con competenza, ma senza pretese narrative, interpretata da volti noti come quelli di Juan Diego Botto, Clara Segura, Tristán Ulloa, Elisabet Casanovas, Nacho Sánchez, Israel Elejalde ed Elena Martín, El centro si aggiunge non solo alle numerose serie dello stesso genere, ma anche a una lunga lista di film di spionaggio e d’azione. Questo la rende un prodotto divertente, che lo spettatore conosce bene, ma che allo stesso tempo rischia di passare inosservato per la sua mancanza di originalità nel mare magnum di serie tutte uguali, con l’ulteriore svantaggio di un inizio un po’ brusco e improvviso, che richiede troppo a un pubblico che cerca solo di distrarsi davanti allo schermo, senza affaticare troppo la mente ricordando nomi o cercando di decifrare intricati meandri politici.
La serie, composta da sei episodi della durata di 50 minuti ciascuno, è una produzione della piattaforma Movistar Plus+ (che la trasmetterà in anteprima in Spagna il 9 ottobre) e Fonte Films. Delle vendite internazionali si occupa Movistar Plus+ International.
(Tradotto dallo spagnolo)
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