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FILM / RECENSIONI Francia / Belgio

Recensione: Muganga - Celui qui soigne

di 

- Marie-Hélène Roux firma un film toccante che omaggia il premio Nobel per la pace Denis Mukwege, il chirurgo congolese che si occupa delle donne vittime di violenza sessuale

Recensione: Muganga - Celui qui soigne
Isaach de Bankolé e Vincent Macaigne in Muganga - Celui qui soigne

"Non basta fare il bene, Denis. Bisogna farlo sapere". È il ruolo di portavoce di una causa di sconvolgente intensità, di un uomo che esercita instancabilmente il suo sacerdozio medico fino a mettere a rischio la vita, e di decine di migliaia di donne vittime di atrocità, che la cineasta Marie-Hélène Roux si è assunta con il suo secondo lungometraggio, Muganga - Celui qui soigne, vincitore di tre premi (del pubblico, della giuria studentesca e per il miglior attore) al Festival del film francofono di Angoulême e che sarà lanciato nelle sale francesi il 24 settembre da L’Atelier Distribution, con tra gli altri il sostegno di Angelina Jolie in qualità di produttrice esecutiva.

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"Questa violenza sessuale non è la vostra realtà, ma è quella delle donne congolesi, ingiustamente vittime di una barbarie ignobile (…) Questa violenza è volontaria, pianificata allo scopo di terrorizzare le popolazioni e avere così campo libero per lo sfruttamento illegale di minerali come il coltan, componente indispensabile per la fabbricazione dei nostri telefoni cellulari, dei nostri computer". Siamo a Bruxelles nel 2011 e il dottor Denis Mukwege (Isaach de Bankolé) riceve il premio internazionale Roi Baudoin per lo sviluppo. Tra il pubblico, l’irriverente e inventivo chirurgo belga Guy Cadière (Vincent Macaigne) è commosso e presto andrà a dare man forte a Mukwege nel suo ospedale di Panzi, a Bukavu, nell’Est della Repubblica Democratica del Congo. Lì, nel cuore di un’area protetta e in un clima minaccioso ("temo che non siamo in grado di garantire né il suo futuro né quello della sua famiglia", checkpoint tesi, telefonate anonime, intrusioni), i due uomini opereranno insieme e soprattutto impareranno a conoscersi e a cercare di aiutare molte donne, totalmente distrutte fisicamente e psicologicamente, a ricostruirsi.

Attorno ai suoi due eccellenti protagonisti maschili, il film riesce a dare vita a una miriade di donne e a disseminare lungo la trama (una sceneggiatura scritta dalla regista e da Jean-René Lemoine) numerose testimonianze raggelanti, un corteo di sofferenze in lotta con lo spirito di resilienza instillato a Panzi. Con assoluta chiarezza, Marie-Hélène Roux descrive con calore e sufficiente autenticità questo microcosmo ospedaliero in cui dare un senso alla propria vita è cruciale, al di là dei dubbi e dello scoraggiamento (che non risparmiano neppure Mukwege, nonostante la sua fede). Pur senza raggiungere vette cinematografiche, il film trasmette un messaggio forte ("come fa a sopportare tutto questo? - Io le riparo, ma loro riparano anche me") e rende un omaggio toccante a tutte queste donne spezzate e a un uomo devoto alla propria coscienza, alla sua causa e al suo mestiere di sanitario (un Muganga). Un uomo che ha preso in carico più di 80.000 donne sopravvissute a violenze sessuali spesso atroci, un uomo insignito del premio Nobel per la pace nel 2018 e tuttora in attività, un uomo ancora oggi prigioniero all’interno del suo ospedale, da cui può uscire solo sotto stretta protezione.

Muganga - Celui qui soigne è prodotto da Petites Poupées Production e coprodotto da France 3 Cinéma, CANEX Creations Inc. (Afreximbank), Kalliopé, Scope Pictures, la RTBF e Proximus. Be for Films cura le vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)

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