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FILM / RECENSIONI Polonia / Regno Unito

Recensione: The Partisan

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- Il dramma storico di James Marquand è una rivisitazione caotica ma veritiera della vita della famosa spia polacca Krystyna Skarbek

Recensione: The Partisan
Morgane Polański in The Partisan

“Christine non visse, né amò, come fanno la maggior parte delle persone”, scrive Clare Mulley, autrice di La spia che amava. I segreti e la vita di Christine Granville. Come sostiene Mulley, “visse senza confini (...) pronta a dare la propria vita in qualsiasi momento per una giusta causa”. Christine Granville era, in realtà, Krystyna Skarbek, un’agente polacca al servizio dello Special Operations Executive del Regno Unito, che operò come “joe” britannica (per usare un termine di John le Carré) durante la Seconda guerra mondiale. È anche l’eroina dell’ultimo lungometraggio di James Marquand, The Partisan, che offre un resoconto onesto ma piuttosto confuso della vita pericolosa e complessa che Skarbek condusse. Questa coproduzione polacco-britannica esce nel Regno Unito domani, 3 ottobre, distribuita da Miracle Communications.

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È evidente che il regista di The Partisan prenda molto a cuore la citazione di Mulley. Rappresentando i passaggi più cruciali della carriera professionale di Skarbek, Marquand racconta la storia di una donna perseguitata da demoni personali e dubbi. Eppure, come apprendiamo dalla primissima sequenza del suo interrogatorio, Skarbek non è mai stata spezzata da niente e da nessuno. Paradossalmente, è stata proprio la psiche di Krystyna a diventare il suo peggior nemico.

A tratti, Marquand non riesce a mantenere questo equilibrio tra sfera personale e professionale. I personaggi del passato di Krystyna emergono con la stessa rapidità con cui scompaiono dallo schermo, e le operazioni a cui partecipa Skarbek risultano piuttosto nebulose per gli spettatori comuni che non sono esperti di questo particolare periodo storico. In questo senso, a volte è difficile restare immersi o coinvolti in alcuna delle linee narrative del film.

È Morgane Polański - nota soprattutto come modella e come figlia di Roman Polański ed Emmanuelle Seigner - a guidare il cast nei panni di Skarbek. L’attrice trentaduenne incarna la vitalità della spia e sa muoversi con disinvoltura tra i due lati della sua natura ambivalente. Per la maggior parte del tempo, si comporta proprio come dovrebbe fare una spia: c'è una certa indifferenza e apatia tangibili nella sua personalità sullo schermo. Ma, nei momenti di crisi, Polański riesce anche a mostrarci il lato umano di Skarbek. Ciò che probabilmente le manca, però, è una regia più salda da parte dello stesso Marquand. Ci sono alcune scene in cui le reazioni istrioniche di Polański risultano addirittura caricaturali, anche se l'effetto desiderato era quello di evocare emozioni contrastanti.

Pur non essendo un film corale in senso stretto, dato il frequente ricorso ai primi piani di Polański (i cui tratti ricordano spesso quelli della madre), The Partisan è costellato di camei peculiari. Malcolm McDowell interpreta il supervisore di Skarbek e compaiono anche diversi noti attori polacchi. Piotr Trojan è l’amante di Krystyna, Agata Kulesza interpreta la madre determinata, mentre Piotr Adamczyk veste i panni di uno sornione generale nazista, che è il principale antagonista del film e il personaggio più memorabile.

Nonostante i suoi difetti, dall’esposizione a tratti oscura alla mancanza di una narrazione coerente, Marquand offre una lezione relativamente convincente, permettendoci di ripercorrere un capitolo che i nostri insegnanti di storia a scuola non ci hanno raccontato. The Partisan intreccia la sua storia attorno a una figura significativa, in parte dimenticata dal discorso contemporaneo. E Marquand riesce a far sì che il suo pubblico si interessi a Skarbek, anche se ci ritroviamo a cercare il suo cognome su Google dopo i titoli di coda e a studiare attentamente il suo profilo Wikipedia. Questa improvvisa scintilla di interesse potrebbe essere il più grande successo del film, spingendoci a chiederci cos'altro abbia dovuto affrontare Skarbek durante il suo straordinario servizio come spia.

Il film è prodotto dalla polacca Sisyphus Sp e dalla britannica Media Finance Capital.

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(Tradotto dall'inglese)

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