Recensione: Animal Totem
- Benoit Delépine presenta il suo primo lungometraggio da solista, riscoprendo il suo caratteristico senso dell'assurdo e della critica sociale, forse con un tocco di poesia

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scheda film]), Benoit Delépine, autore, regista, ma anche attore e umorista noto per il suo pungente senso dell'umorismo, firma per la prima volta un lungometraggio in solitaria, Animal Totem, scoperto al Festival d’Angoulême e proiettato nel concorso lungometraggi della 40ma edizione del Festival internazionale del film francofono di Namur. Non cambia tuttavia radicalmente tono, ritrovando il senso dell’assurdo e della critica sociale che gli conosciamo, forse con un tocco di poesia in più, in questo road movie con trolley che mette in scena un giustiziere dei tempi moderni in lotta contro il mondo di oggi.
Darius (Samir Guesmi) cammina lungo una strada, i piedi per terra e la testa tra le nuvole. Indossa un completo con cravatta, un’aria imbronciata e un trolley legato al polso. Non si sa granché della sua ricerca, solo che è della massima importanza e avvolta nel più fitto mistero. Darius cammina, e sul suo cammino incrocia una serie di personaggi improbabili, altrettanti volti di un’umanità contrastata, cui fa eco un’altra sfilza di rappresentanti del mondo animale. Come in molti dei suoi film precedenti, Delépine coltiva l’arte della scenetta, piccole storie all'interno di una narrazione più ampia, tutte al servizio della missione globale intrapresa da Darius, che gradualmente comprendiamo essere una lotta su larga scala contro l'inquinamento, le estinzioni di massa, la predazione umana della natura o, per riassumere, l'ipercapitalismo. Questa campagna che Darius percorre è costellata di campi trattati con pesticidi, nuovi complessi residenziali suburbani, strade asfaltate e persino il castello di un ghiotto industriale, un neo-signore con la passione per la caccia.
Con la recitazione di una fiaba per bambini dalla portata simbolica, un duello con l’apprendista sceriffo locale, un incontro con una "hacker artigianale a chilometro zero", Darius moltiplica le prove in questa odissea lenta condotta da un eroe che ha tanto di Ulisse quanto di Don Chisciotte, se non di San Francesco d’Assisi. Perché Darius ha un potere un po’ speciale: parla con gli animali. E questi gli rispondono. Delépine si diverte così a ricreare il punto di vista soggettivo delle bestie incrociate da Darius, cambiando ottiche e filtri, nonché il paesaggio sonoro. Il viaggio di Darius è filmato in formato Scope widescreen, che accresce ulteriormente la stranezza dell’insieme. Alla fine, Animal Totem, il cui discorso si fa più chiaro incontro dopo incontro, fino a un epilogo in più tappe che svela l’inganno, è una sorta di favola ecologista più impegnata di quanto non sembri, nonché un attacco dichiarato contro la stessa idea di "crescita verde". Samir Guesmi mette la sua aria da Pierrot lunare al servizio del misterioso Darius, inizialmente spiazzante, per poi svelarsi attraverso un’ultima piroetta: la scelta del suo animale totem.
Animal Totem è prodotto da SRAB Films.
(Tradotto dal francese)
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