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ARRAS 2025

Recensione: L’Île de la demoiselle

di 

- Micha Wald torna con un soffocante dramma da camera: l'abbandono su un'isola deserta di una giovane donna bandita, della sua serva e del suo inquietante cavaliere, nel XVI secolo

Recensione: L’Île de la demoiselle
Salomé Dewaels in L’Île de la demoiselle

Il cineasta belga Micha Wald, noto per i suoi lungometraggi Voleurs de chevaux [+leggi anche:
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, torna con un terzo lungo, L’Île de la demoiselle, presentato in occasione della 26ma edizione dell’Arras Film Festival, nella sezione Perpectives du cinéma français.

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Il cineasta belga propone una rilettura organica della storia di Marguerite de la Rocque (Salomé Dewaels), giovanissima donna della nobiltà francese che nel 1542 viene imbarcata in una spedizione coloniale per il Canada da un vecchio zio e tutore (Patrick Descamps) che ha tutta l’intenzione di sposarla. Ma una volta sulla nave, l’uomo constata che la sua giovane promessa è incinta di un altro e, magnanimo, decide di abbandonarla su un’isola deserta piuttosto che farla giustiziare. L’equipaggio la sbarca sull’isola dei demoni in compagnia della sua serva (Candice Bouchet), del padre putativo del bambino (Louis Peres), e di un po’ di viveri e qualche munizione. Consegnata agli elementi, nonché alla brama che si muta presto in senso di proprietà da parte di chi ha abusato di lei, lotta al contempo contro la sua gravidanza indesiderata, la fame e il freddo, e anche contro le aggressioni di Thomas. Solo Damienne tenta goffamente di offrirle sostegno e conforto, nei limiti della sua visione del mondo, irrigidita dalla sua fede cieca, in particolare quando la giovane vorrebbe liberarsi della gravidanza che la ostacola e la vincola. L’esilio forzato di Marguerite durerà più di due anni, finché una nave non la riporterà in Francia, dove l’attenderà un processo per stregoneria. Solo l’intervento di Margherita di Navarra, sorella di Francesco I (e autrice dell’Eptamerone, che peraltro riprende la storia della giovane in uno dei suoi segmenti) salverà la giovane da una condanna a morte.

L’Île de la demoiselle è al contempo un biopic, un ritratto che racconta la lotta per la vita e per la morte di una ragazza abbandonata alla violenza degli uomini, alla quale cerca di resistere; un survival, film d’avventura ambientato su un’isola deserta sferzata dai venti, dove la natura è ora ostile, ora nutrice e protettrice; un film storico, che esplora di passaggio gli arcani della corte del re Francesco I, il destino riservato alle donne, giovani e meno giovani, gli usi matrimoniali e familiari; un racconto dagli accenti femministi di lotta, rabbia e resistenza, anche di sorellanza e, in definitiva, di emancipazione. Incarnata da Salomé Dewaels, Marguerite ha la foga della giovinezza e la determinazione di un’anima potente. La giovane attrice belga offre la sua intensità a questo personaggio storico interpretato con una vera modernità.

L’Île de la demoiselle è prodotto da Stenola Productions (Belgio) e coprodotto da KG Productions (Francia) e Czar Film & TV (Belgio). Le vendite internazionali sono gestite da Pulsar Content.

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(Tradotto dal francese)

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