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CENSURA Francia

Un decreto più rigido

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Ben lontano dalla reazione polemica scatenata nel 2002 dal rapporto Kriegel sulle immagini di violenza alla televisione, il governo francese ha appena pubblicato con la massima discrezione il decreto che riforma la classificazione dei film, dei premessi e delle restrizioni alla programmazione televisiva. Dei cambiamenti, che saranno effettivi dal marzo del 2004, che rinforzeranno il potere dei rappresentanti delle famiglie. Questi cambiamenti preoccupano i professionisti della Settima Arte.

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Nel denunciare le conseguenze della violenza sullo schermo, il filosofo Blandine Kriegel aveva provocato l'anno scorso una levata di scudi da parte dei professionisti del cinema che contestavano gli attacchi mirati alla produzione cinematografica, assicurando che i sistemi di controllo funzionavano molto bene. Queste proteste non hanno avuto una risposta, visto che il nuovo decreto modificherà i sistemi adottando delle modalità più rigide per selezionare i film. Allargata a 9 membri, la commissione (che dipende ancora dal ministero della Cultura) avrà dei rappresentanti della famiglia e dei medici al posto di quelli dell'educazione e dei giovani.
Le decisioni di interdizione totale di un film o i divieti (ai minori di 18, 16, 12 anni) saranno presi a maggioranza relativa e non più qualificata. E soprattutto, vera novità, è che il divieto ai minori di 18 anni può essere votato anche se il film comprende "scene di sesso non simulate e scene di sesso particolarmente violente".

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(Tradotto dal francese)

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