PRODUZIONE / FINANZIAMENTI Italia
Roan Johnson torna sul set in coppia con Dade
- Il regista anglo-italiano affianca il musicista e produttore discografico torinese per un’opera di sperimentazione che mescola il racconto visivo con la musica

Sono terminate a Torino, dopo 4 settimane di lavorazione, le riprese del film che vede per la prima volta dietro la macchina da presa il musicista e produttore discografico torinese Davide Pavanello, noto come Dade, insieme allo sceneggiatore e regista Roan Johnson, che quindici anni fa fu a Torino per girare I primi della lista. Impegnato ultimamente nella serie tv I delitti del BarLume, Johnson torna al cinema dopo State a casa del 2021 e Piuma, in concorso a Venezia 2016.
Il lungometraggio, il cui titolo non è stato ancora reso ufficiale (in seguito annunciato come Rider), vede Lorenzo Aloi - noto per la serie Netflix Fedeltà e protagonista nel 2022 dell’opera prima di Beatrice Baldacci, La tana – nel ruolo di Sami, giovane rider che ogni giorno si muove per le strade di Milano. La notte di Capodanno, mentre la città esplode di luci e festeggiamenti, il ragazzo consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa a nord della città. Invitato a rimanere per la serata, Sami incontra Nia – interpretata dalla cantante indie-pop Kaze – con cui scatta subito una forte connessione. Ma, mentre un nuovo amore muove i primi passi, una decisione presa d’impulso avrà delle conseguenze fatali e il ragazzo dovrà decidere se affrontare gli effetti delle sue azioni.
Immagini e musica sono centrali, anche grazie ad un cast che vede la partecipazione di artisti come Levante, Margherita Vicario (Gloria!), Kyshan Wilson, Rosa Chemical (quest’ultimo nel ruolo di sé stesso), al fianco di un attore molto noto come Claudio Santamaria (David di Donatello per il miglior attore protagonista in Lo chiamavano Jeeg Robot e ultimamente nel cast del campione d’incassi Follemente).
Una storia metropolitana – annuncia la produzione - con un taglio originale e innovativo, che utilizza la colonna sonora come strumento di narrazione di primo piano. Il film è un’opera di sperimentazione che mescola il racconto visivo con la musica, fondendo l’intreccio narrativo con brani inediti del panorama rap e pop, dove gli stessi attori interpretano un’altalena continua di versi cantati e battute recitate in modo ritmato, e dove la colonna sonora non accompagna la storia ma diventa la storia stessa.
La fotografia è di Gianluca Palma, il montaggio di Paolo Landolfi, la scenografa di Lonie Heys Cerchio, mentre i costumi sino curati da Francesca Cibischino. Il lungometraggio è prodotto da Giorgio Scorza per Movimenti Production, Carlo Sgarzi per Red Joint, Mattia Mor per Emotion Network con Rai Cinema, con il contributo del Piemonte Film TV Fund e il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.
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