Artisti e celebrità pubblicano una lettera aperta in cui esortano a non distogliere lo sguardo dalla Palestina
- Con l’avvicinarsi degli European Film Awards, il collettivo Venice4Palestine riunisce decine di personalità italiane ed europee per manifestare sostegno alla causa

Se il 2026 è cominciato con una valanga di avvenimenti e di notizie che hanno dato l’impressione di vivere una distopia holliwodiana, bisogna riconoscere la coerenza ed il coraggio di molto artisti e lavoratori del mondo del cinema nell’utilizzare la loro visibilità per denunicare violazioni ed ingiustizie.
Se la Palestina e Gaza sono state paradigmatiche nel testimoniare l’impotenza da parte delle organizzazioni internazionali a salvaguardare, proteggere e difendere il diritto internazionale, il quadro cui assistiamo oggi (dall’Iran al Venezuela, dall’Ucraina alla Groenlandia, dai raid dell’ICE ai rischi di operazioni militari a Taiwan) conferma drammaticamente che il macabro test su Gaza ed ora in Cisgiordania occupata è riuscito.
E a fronte dell’impacciato balbettare di tante istituzioni, della scorta mediatica di molti giornali, a continuare a parlare di Palestina e a collegare genocidio e violazioni dei diritti all’accelerazione di soprusi ai quattro angoli del mondo, tra le prime file troviamo ancora celebrità e filmworkers.
Javier Bardem, sulla lista nera della Paramount per le sue vocali posizioni su Gaza, assieme a molti altri filmworkers che hanno firmato il Pledge per sanzionare il Governo Netanyahu e boicottare le istituzioni complici. Mark Ruffalo, anch’egli in prima linea a fianco del popolo palestine, non ha esitato alla cerimonia dei Golden Globes a fare mostra di una spilla anti-ICE- e non è stato l’unico. E a conferma della transezionalità di principi, Ruffalo assieme a decine di artisti, ha aggiunto il suo nome a quello di moltissimi medici, leader di organizzazioni per i diritti umani, e NGOs per chiedere allo Stato di Israele e ai leader mondiali, il ripristino immediato di cure e aiuti medici a Gaza (leggi qui).
Il 17 gennaio a Berlino, si terrà la Cerimonia degli European Film Awards. Venice4Palestine, il Collettivo Italiano che ha mobilitato artisti e filmworkers per puntare i rifelttori su Gaza durante l’ultima Mostra di Venezia, ha indirizzato al nuovo board e alla Presidenza una lettera aperta (leggi qui), firmata da decine di personalità italiane ed europee (da Matteo Garrone a Annie Ernaux, da Jasmine Trinca a Céline Sciamma, da Roger Waters a Yannis Varoufakis). “Noi vogliamo continuare a credere nel cinema e nelle persone che il cinema lo fanno, che lo amano e che lo guardano. E che lo celebrano. Ricordiamolo: opere candidate quest’anno agli EFA come La voce di Hind Rajab [+leggi anche:
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intervista: Kaouther Ben Hania
scheda film] e With Hasan in Gaza [+leggi anche:
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intervista: Kamal Aljafari
scheda film] raccontano di persone vere, di bombardamenti veri, di crimini veri, perpetrati dal Governo Netanyahu anche con la complicità dei nostri Paesi. Possiamo unirci alla loro forma di resistenza. Possiamo essere all’altezza di queste opere e continuare ben oltre il tempo di un film a raccontare la verità (...). “La Paura mangia l’Anima” ammoniva un tempo Rainer Werner Fassbinder. E allora esortiamo tuttə a non avere paura perché è ancora tanto quello che possiamo fare. (...) Possono cominciare il cinema europeo e gli European Film Awards, in questo momento storico, diventando occasione per esprimere anche i nostri sentimenti e i nostri pensieri più scomodi, soprattutto se riusciamo tuttə ad avere un po’ più di coraggio.”
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