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EUROPEAN FILM AWARDS 2026

Sentimental Value trionfa agli European Film Awards

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- Il film di Joachim Trier vince sei trofei tra cui quello al miglior film europeo, seguito da Sirāt di Óliver Laxe con cinque premi

Sentimental Value trionfa agli European Film Awards
I vincitori degli European Film Awards 2026 (© Sebastian Gabsch/European Film Academy)

È stato un anno di grandi cambiamenti per la European Film Academy, segnato dalla riprogrammazione degli European Film Awards (leggi la news), spostati a gennaio, nel pieno della stagione dei premi internazionali, per dare maggiore visibilità ai contendenti europei. È stata anche una delle fasi preparatorie alla cerimonia più emozionanti degli ultimi tempi, con molti dei titoli europei più forti dello scorso anno che sono emersi come potenziali vincitori in varie categorie e hanno suscitato aspettative per una serie di premi più ampiamente condivisi. Tuttavia, la 38ma edizione dei premi, svoltasi sabato 17 gennaio alla Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino, ha visto alla fine un titolo rubare la scena a tutti gli altri.

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Vincitore del Grand Prix di Cannes, Sentimental Value [+leggi anche:
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intervista: Joachim Trier
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di Joachim Trier si è imposto come indiscusso trionfatore della serata, portando a casa un totale di sei premi, tra cui quelli per il Film europeo, Regista europeo, Sceneggiatore europeo (per Trier e il suo storico collaboratore Eskil Vogt) e Compositore europeo (assegnato a Hania Rani per la colonna sonora originale), oltre ad aver fatto piazza pulita in entrambe le categorie dell'interpretazione: miglior attore per Stellan Skarsgård e miglior attrice per Renate Reinsve. “Ho desiderato un senso di collettività per tutta la mia carriera […] Credo che siamo in un momento cruciale in cui tutti dobbiamo tenere conto che l’altro non è il nostro nemico, e che l’arte può aiutarci a creare empatia nell’oscurità insieme agli sconosciuti. Al cinema possiamo ridere e piangere. Dunque questo è anche un appello a mantenere vivo il cinema, perché è il luogo in cui molti di noi sono cresciuti e hanno imparato cosa significa essere umani”, ha detto Trier durante il discorso di ringraziamento. Toccante esplorazione della famiglia e del potere del cinema, il film di Trier ha avuto un percorso eccezionale sin dalla prima mondiale a Cannes ed è stato scelto come candidato ufficiale della Norvegia agli Oscar.

L’altro grande vincitore della serata è stato Sirāt [+leggi anche:
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intervista: Óliver Laxe
intervista: Sergi López
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di Óliver Laxe, che ha seguito a ruota con cinque premi, primeggiando nella maggior parte delle categorie tecniche. Il terzo lungometraggio di Laxe, vincitore del Premio della Giuria a Cannes, ha vinto nelle categorie Fotografia europea (per il lavoro di Mauro Herce), Montaggio europeo (per Cristóbal Fernández), Scenografia europea (per Laia Ateca), Direttore del casting europeo (per lo sforzo collettivo di Nadia Acimi, Luís Bértolo e María Rodrigo) e Sound Design europeo (per Laia Casanovas, Amanda Villavieja e Yasmina Praderas). L’intenso road movie nel deserto di Laxe ha anche ottime possibilità di ottenere una nomination agli Oscar dopo essere stato selezionato come candidato ufficiale della Spagna.

Tra le altre novità introdotte quest’anno dalla European Film Academy c’è stata una completa revisione dello svolgimento della cerimonia, con i precedenti Excellence Awards (che coprono tutte le categorie artistiche e tecniche) annunciati durante l’evento stesso. La serata è stata curata dal regista Mark Cousins (The Story of Film: An Odyssey, recente vincitore del Globo di Cristallo a Karlovy Vary per A Sudden Glimpse to Deeper Things [+leggi anche:
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intervista: Mark Cousins
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), che ha trasformato la cerimonia in una vera esperienza artistica e ha fatto da maestro di cerimonie. Accanto a Cousins c’erano la compositrice tedesca Dascha Dauenhauer, responsabile delle musiche, e il regista teatrale Robert Lehniger, che ha curato la messa in scena, regalando una cerimonia fresca che ha celebrato la storia del cinema e reso omaggio ad alcuni dei suoi maestri.

Dalle modifiche introdotte lo scorso anno, i film nominati nelle categorie Documentario europeo e Film d'animazione europeo sono tornati a essere eleggibili per Film europeo, portando a quindici il numero dei contendenti nella categoria principale. Alla fine, Fiume o morte! [+leggi anche:
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del croato Igor Bezinović ha vinto come miglior  documentario europeo, mentre Arco [+leggi anche:
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del regista francese Hugo Bienvenu si è aggiudicato il premio Animazione europea. Gli altri principali nominati della serata, Sound of Falling [+leggi anche:
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intervista: Mascha Schilinski
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di Masha Schilinski e Bugonia [+leggi anche:
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di Yorgos Lanthimos (in gara rispettivamente in nove e sei categorie), sono riusciti a strappare solo una vittoria a testa: Costumista europeo per il lavoro attraverso i decenni di Sabrina Krämer su Sound of Falling, e Truccatore e parrucchiere europeo per il lavoro di Torsten Witte sulla satira di Lanthimos.

A sorpresa, l’ultima Palma d’oro Un semplice incidente [+leggi anche:
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di Jafar Panahi, che contava tre nomination, è tornata a casa a mani vuote, così come La voce di Hind Rajab [+leggi anche:
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di Kaouther Ben Hania, in lizza in due categorie. Il maestro iraniano ha però aperto la cerimonia con un sentito discorso sull’attuale situazione in Iran e sulla necessità di alzarsi in piedi e parlare contro l’ingiustizia, guadagnandosi una standing ovation: “La responsabilità di noi cineasti e artisti oggi è più importante che mai. Se abbiamo perso fiducia nei politici, quantomeno non dobbiamo restare in silenzio. Perché il silenzio in tempi di crimine non è neutralità; il silenzio è partecipare all’oscurità. Dunque non restiamo in silenzio”.

A completare il palmarès dei vincitori alla 38ma edizione degli European Film Awards, On Falling [+leggi anche:
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intervista: Laura Carreira
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, il dramma sociale della portoghese Laura Carreira (Conchiglia d'argento per la miglior regia a San Sebastian lo scorso anno), ha ricevuto il Premio FIPRESCI - Scoperta europea per la miglior opera prima europea. La vita da grandi [+leggi anche:
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dell’italiana Greta Scarano, ha vinto il Premio del pubblico giovane europeo, consegnato da giovani rappresentanti dell’European Film Club, mentre City of Poets di Sara Rajaei, presentato nel programma Berlinale Shorts 2024, si è aggiudicato il Premio Vimeo per il cortometraggio europeo, che la regista ha dedicato al popolo iraniano e a suo fratello, in uno dei momenti più toccanti della serata.

Come annunciato in precedenza, il Premio alla carriera è stato conferito alla leggenda norvegese Liv Ullmann e consegnato da Juliette Binoche, presidente della European Film Academy, in riconoscimento del suo straordinario percorso come attrice, regista e sceneggiatrice. Le sue collaborazioni con il regista svedese Ingmar Bergman (Persona, Sussurri e grida, Scene da un matrimonio) l’hanno catapultata alla fama mondiale e, nella sua lunga carriera, ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti per il contributo duraturo offerto. “Ultimamente ho pensato alle rune. Migliaia di anni fa, le persone incidevano le loro storie nella pietra. Ci voleva molto tempo, ma lo facevano. Ci hanno raccontato chi siamo come esseri umani. Più lavoro nel teatro e nel cinema, più mi convinco che siamo noi oggi a scrivere le rune per il futuro”, ha detto Ullmann ritirando il premio.

Quest’anno, il Premio al contributo europeo al cinema mondiale è stato assegnato alla cineasta italiana Alice Rohrwacher, a riconoscimento della sua opera creativa ispirata e profondamente personale, che comprende film acclamati come Lazzaro felice [+leggi anche:
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intervista: Alice Rohrwacher
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e il più recente La chimera [+leggi anche:
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. Questo omaggio ha inoltre celebrato la sua lunga collaborazione con il produttore Carlo Cresto-Dina (Tempesta). Facendo eco alle parole di Ullmann, Rohrwacher ha riflettuto ricevendo il premio: “Grazie, Liv, per averci ricordato che siamo le rovine del futuro. Ho studiato archeologia abbastanza da capire che, nel corso dei millenni, ciò che spesso resta non è il monumento, non è il centro, ma il dettaglio trascurato: il margine di un affresco, un piccolo vaso buttato via per caso. Il discorso di Liv mi ha fatto pensare che sì, dobbiamo prestare attenzione ai margini delle cose. Dobbiamo prestare attenzione al contesto”, ha detto, prima di ringraziare il suo produttore e l’“amore della sua vita”, sua sorella e frequente collaboratrice Alba Rohrwacher, e di sottolineare l’importanza di sostenere l’industria cinematografica nel suo insieme: “Voglio chiarire a chi finanzia il cinema che i fondi non vanno a un regista; vanno a una comunità”.

Infine, il premio Eurimages per la coproduzione è andato ai produttori tedeschi Maren Ade, Jonas Dornbach e Janine Jackowski (Komplizen Film) in riconoscimento dell’eccezionale percorso, che comprende alcuni dei film europei più celebrati dell’ultimo decennio, come Toni Erdmann [+leggi anche:
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Q&A: Maren Ade
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della stessa Maren Ade, Il corsetto dell'imperatrice [+leggi anche:
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intervista: Marie Kreutzer
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di Marie Kreutzer (che ha consegnato loro il premio) e anche il grande vincitore della serata, Sentimental Value.

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L'elenco dei vincitori:

Film europeo
Sentimental Value [+leggi anche:
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intervista: Joachim Trier
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- Joachim Trier (Norvegia/Francia/Danimarca/Germania/Svezia)

Documentario europeo
Fiume o morte! [+leggi anche:
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intervista: Igor Bezinović
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- Igor Bezinović (Croazia/Slovenia/Italia)

Film d'animazione europeo
Arco [+leggi anche:
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intervista: Ugo Bienvenu
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- Ugo Bienvenu (Francia)

Regista europeo
Joachim Trier - Sentimental Value

Attrice europea
Renate Reinsve - Sentimental Value

Attore europeo
Stellan Skarsgård - Sentimental Value

Sceneggiatore europeo
Eskil Vogt & Joachim Trier - Sentimental Value

Scoperta europea – Premio FIPRESCI
On Falling [+leggi anche:
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intervista: Laura Carreira
intervista: Laura Carreira
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- Laura Carreira (Regno Unito/Portogallo)

Premio del pubblico giovane europeo
La vita da grandi [+leggi anche:
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- Greta Scarano (Italia)

Direttore del casting europeo
Nadia Acimi, Luís Bértolo, María Rodrigo - Sirāt [+leggi anche:
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intervista: Óliver Laxe
intervista: Sergi López
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 (Spagna/Francia)

Direttore della fotografia europeo
Mauro Herce - Sirāt

Compositore europeo (colonna sonora originale)
Hania Rani - Sentimental Value

Costumista europeo
Sabrina Krämer - Sound of Falling [+leggi anche:
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(Germania)

Montatore europeo
Cristóbal Fernández - Sirāt

Truccatore e parrucchiere europeo
Torsten Witte - Bugonia [+leggi anche:
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(Irlanda/Regno Unito/Stati Uniti/Corea del Sud)

Scenografo europeo
Laia Ateca - Sirāt

Sound designer europeo
Laia Casanovas, Amanda Villavieja, Yasmina Praderas - Sirāt

Cortometraggio europeo - Premio Vimeo
City of Poets - Sara Rajaei (Paesi Bassi)

Premio Eurimages per la coproduzione
Maren Ade, Jonas Dornbach e Janine Jackowski (Komplizen Film)

Premio al contributo europeo al cinema mondiale
Alice Rohrwacher

Premio alla carriera
Liv Ullmann

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(Tradotto dall'inglese)

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