email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

TROMSØ 2026

Recensione: The Last Paradise on Earth

di 

- Il film vincitore del Nordic Council Film Prize di Sakaris Stórá è un piccolo miracolo sul desiderio di un giovane di rimanere alle Isole Faroe mentre tutti gli altri vogliono andarsene

Recensione: The Last Paradise on Earth
Sámal Hildibjartsson Hansen in The Last Paradise on Earth

Per la maggior parte delle persone, nelle Isole Faroe non c’è molto da fare. Per il poco più che ventenne Kári (Sámal Hildibjartsson Hansen) va benissimo così. The Last Paradise on Earth [+leggi anche:
intervista: Sakaris Stórá
scheda film
]
, vincitore del Nordic Council Film Prize 2025 assegnato dal Nordisk Film & TV Fond, è il secondo lungometraggio del cineasta faroese Sakaris Stórá, ed è diventato il primo film delle Isole Faroe a essere nominato e a ricevere il premio. Ricordiamo inoltre che il suo cortometraggio Winter Morning si aggiudicò un riconoscimento nella sezione Generation KPlus della Berlinale nel 2014. Su soggetto di Stórá e sceneggiatura di Tommy Oksen, Mads Stegger e Stórá, The Last Paradise on Earth è stato presentato di recente in Norvegia al Festival di Tromsø, nella sezione Films from the North; lo stesso Stórá ha studiato cinema nel nord della Norvegia.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il nostro protagonista vive in una piccola cittadina con il padre single e la sorella, Silja (Bjørg Brynhildardóttir Egholm), quest’ultima in piena fase di inquietudine adolescenziale. “Vai a sfilettare un po’ di pesce o fatti una vita”, urla a Kári, che esteriormente appare dimesso, ma sotto la superficie ribolle di emozioni pronte a esplodere. La difficoltà di comunicazione è cruciale nelle dinamiche familiari, con i fratelli immersi in un lutto profondo ma silenzioso per la scomparsa della loro madre. Il padre di Kári (Hans Tórgarð) gli comunica che partirà per lavorare su una barca solo un giorno prima di farlo, lasciando al figlio il compito di occuparsi della casa.

Vestito con un poncho blu, Kári lavora nella fabbrica di pesce locale, ormai sull’orlo della chiusura, preparando pesci interi come parte di una catena di montaggio. Non è esattamente il lavoro dei sogni per molti, ma a lui non pesa lavorarci. Tutti nella sua vita sembrano intenzionati a lasciare le Isole Faroe in cerca di nuove opportunità, compresi l’amico Regin (Bjørn M. Mohr) e il suo interesse sentimentale, Elin (Esther á Fjallinum) – tutti tranne Kári.

Ma sia chiaro: il suo stato emotivo intricato è ben lontano da un sentimento di compiacimento, e questo viene reso con finezza tanto dall’interpretazione, parca di parole, di Hildibjartsson Hansen quanto dalla camera a mano intima della direttrice della fotografia Virginie Surdej, che ha firmato l’ultimo film del regista e tutti i lungometraggi di Maryam Touzani. La bellezza profonda del paesaggio – ripreso in inquadrature drammatiche, extra-wide e con pochi personaggi – colpisce come un pugno nello stomaco, ma non distoglie mai l’attenzione dall’impatto del racconto. Una colonna sonora ambient a base di archi (musiche originali di Hettarher) accompagna a tratti le immagini delle Isole Faroe, la cui atmosfera oscilla tra il cristallino e un sogno avvolto nella nebbia: un gesto simbolico che rimanda a ciò che tutti diamo per scontato. Il paesaggio illumina senza parole l’amore di Kári per la sua terra, qualcosa che sembra vedere solo lui.

La sua ostinazione gentile nel restare – diventando nel frattempo parte integrante della comunità – mette in discussione lo status quo, interrogandosi sul perché tutti desiderino andarsene. Stórá ha creato un’opera tematicamente ricca e sottovalutata che funziona come un commovente tributo alle Isole Faroe, alla propria casa e a se stessi, su ciò che cambia e ciò che resta invariato.

The Last Paradise on Earth è una produzione della danese Adomeit Film ApS e della feroese Outlier Projects (precedentemente nota come Kykmyndir). Il film è venduto dalla società con sede a Copenaghen Reinvent Yellow.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy