Recensione: Le cose non dette
- Nel suo nuovo film, tratto da un romanzo di Delia Ephron, Gabriele Muccino torna a raccontare di coppie borghesi in crisi, tradimenti e famiglie imperfette

Si può soffrire di sindrome da stress post traumatico a seguito di una vacanza con gli amici? Secondo Gabriele Muccino sì, ed è proprio quello che succede a uno dei protagonisti del suo nuovo film, Le cose non dette, in uscita nelle sale italiane il 29 gennaio con 01 Distribution. Tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, sorella della più famosa Nora e qui co-sceneggiatrice con Muccino, il plot del 14mo lungometraggio del regista di L’ultimo bacio e il film statunitense La ricerca della felicità ruota attorno a un viaggio che due coppie di amici di lunga data fanno insieme – spostandolo dalla città siciliana del libro alla più esotica Tangeri, in Marocco – con una figlia preadolescente al seguito. Un viaggio organizzato per trovare nuovi stimoli e che invece si trasformerà in una carambolata di drammi.
Spostare lo sguardo: per questo motivo, Carlo ed Elisa (Stefano Accorsi e Miriam Leone), lui docente di filosofia e lei giornalista, entrambi in piena crisi d’ispirazione (e anche in crisi di coppia poiché non riescono ad avere un bambino), decidono di partire per un viaggio rigenerante con i loro più cari amici, Paolo e Anna (Claudio Santamaria e Carolina Crescentini), e la figlia di questi ultimi, Vittoria (Margherita Pantaleo). Arrivati a Tangeri, nel quintetto non regna la serenità, soprattutto per le turbe adolescenziali di Vittoria, che detesta la madre e si sente ascoltata solo da Carlo. Ma a complicare notevolmente le cose è l’arrivo a Tangeri della giovane amante di Carlo, Blu (Beatrice Savignani), sua allieva all’università, che dopo otto mesi di relazione decide di mettere alle strette l’uomo: o me o tua moglie. La tensione sale, Blu comincia ad apparire ovunque, gli amici cominciano a insospettirsi, ma non Elisa che evidentemente non vuole vedere.
Nessuno ammette la verità a se stesso, ma ognuno cerca di aprire gli occhi all’altro. Impostato come un thriller – la storia è raccontata dai suoi protagonisti, a posteriori, in quello che sembra essere un commissariato di polizia, e il montaggio intreccia i piani temporali andando a ricomporre pian piano i pezzi del puzzle – Le cose non dette è un film di Gabriele Muccino: o lo si ama o lo si odia. Non risparmia su enfasi, nevrosi borghesi, personaggi sull’orlo di una crisi di nervi e passioni estreme. Accorsi nel ruolo di fedifrago ansiogeno diviso tra una moglie amata e un’amante molto più giovane che diventa un problema è un déjà vu (vedi Martina Stella ne L’ultimo bacio), ma il film tocca una serie di altri nervi scoperti in cui è facile riconoscersi: l’amicizia e le sue contraddizioni, i non detti, i rapporti umani fragili e imperfetti. Con un tocco di cinismo e situazioni al limite che strappano anche qualche sorriso.
Le cose non dette è prodotto da Lotus Production (una società Leone Film Group) con Rai Cinema in associazione con Asa Nisi Masa. Le vendite estere sono affidate a Rai Cinema International Distribution.
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