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SUNDANCE 2026 Concorso World Cinema Dramatic

Recensione: How to Divorce During the War

di 

- Nel suo terzo lungometraggio, Andrius Blaževičius indaga la performatività e le relazioni coniugali con distacco e humour nero mentre infuria la guerra in Ucraina

Recensione: How to Divorce During the War
sx-dx: Marius Repšys, Amelija Adomaitytė e Žygimantė Elena Jakštaitė in How to Divorce During the War

Ora è l’inverno del nostro scontento in How to Divorce During the War [+leggi anche:
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intervista: Andrius Blaževičius
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dello sceneggiatore e regista Andrius Blaževičius – né parabola ammonitrice né guida Wikihow, il film del cineasta lituano mette sotto esame la compiacenza e la performatività nell’era dell’attenzione, con una spruzzata di satira che aggiunge ulteriore mordente. Conosciuto per il suo secondo lungometraggio, Runner [+leggi anche:
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intervista: Andrius Blaževičius
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(2021), che ha ricevuto premi al Black Nights e a Riga, il nuovo lavoro di Blaževičius lo riunisce con Žygimantė Elena Jakštaitė e Marius Repšys, protagonisti in entrambi i film. How to Divorce During the War ha avuto la sua prima mondiale a Sundance nel concorso World Cinema Dramatic ed è forse il titolo lituano di maggior profilo presentato al festival statunitense dai tempi di Slow [+leggi anche:
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intervista: Marija Kavtaradze
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di Marija Kavtaradzė, con il quale quest'ultima ha conquistato il premio alla regia della sezione.

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È febbraio 2022 e, dopo che Marija (Jakštaitė), dirigente trentenne nel settore dell’intrattenimento, decide di divorziare dal marito dopo 12 anni, il regista un tempo astro nascente Vytas (Repšys), la Russia invade l’Ucraina. In un’indimenticabile scena iniziale, Marija riversa su di lui un fiume di rabbia in auto mentre l’obiettivo del direttore della fotografia Narvydas Naujalis stringe lentamente sui due, a sottolineare quanto il regista voglia essere cauto nell'avvicinarsi a questi personaggi. Come capofamiglia e responsabile della filiale di Vilnius di un’agenzia di content creation deliziosamente cupa e anonima, Marija rimpiange il giovane, divertente e spensierato Vytas. Lui ora fa il papà a tempo pieno della loro figlia preadolescente Dovilė (Amelija Adomaitytė) e preferisce bighellonare ordinando online cappellini hipster.

Questo battibecco coniugale non riguarda solo le parole pronunciate; Blaževičius indaga la distanza tramite il lavoro di macchina, i toni freddi e il contesto, costringendo gli spettatori a protendersi – quasi letteralmente – per cercare quella connessione, anziché lasciarli essere risucchiati troppo facilmente dal dramma. Pur senza lasciare che i momenti emotivi sprofondino nel racconto, il cineasta preferisce catturare le vite dei personaggi in inquadrature perlopiù fisse, aggiungendo un elemento teatrale. Le musiche di Jakuc Rataj sono guidate da un pianoforte opportunamente incerto e scricchiolante, che ci mette a disagio mentre il conflitto si dispiega su due piani: quello personale e quello politico. Per consolarsi dopo la notizia dell’improvviso divorzio dei genitori, Dovilė accende quasi d’istinto la televisione per guardare gli orrori dell’invasione russa. È un inquietante campanello d’allarme: la guerra può sembrare più familiare delle battaglie in famiglia.

Jakštaitė, rivelazione con Runner, tocca nuove vette qui nei panni di Marija ed è ufficialmente una vera e propria Renate Reinsve per la scena del cinema baltico, soprattutto dopo la sua prova in Renovation [+leggi anche:
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di Gabrielė Urbonaitė. Nel frattempo, Repšys sfoggia la sua versatilità da attore indie dopo essere stato protagonista di film di stili molto diversi, tra cui il cupo Back to the Family [+leggi anche:
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di Šarūnas Bartas (IFFR 2025) e lo scatenato China Sea [+leggi anche:
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di Jurgis Matulevičius.

Marija e Vytas saranno pure personaggi, ma sono anche archetipi di come i nostri stessi schemi di comportamento e compiacenza si manifestino, e in cui così facilmente restiamo. Le vite private della coppia stanno andando in pezzi, ma si trovano di fronte a una pressione costante a dimostrare di essere impegnati con il mondo. Qui, questo significa mostrare quanto siano pronti a esporsi sulla guerra in Ucraina: nell’ambiente odierno, o ti metti in scena o vieni messo in ombra. Ma i genitori di Vytas, che consumano media russi senza fare storie né porsi domande, rappresentano l’altro lato di quanto facilmente possiamo essere influenzati.

Blaževičius trova con successo l’umorismo nella dark comedy e un tocco di ironia situazionale. I ruoli della coppia si ribaltano lentamente, e Marija comincia a sgretolarsi per la vita a cui ha rinunciato. Il cineasta sviscera il disagio di deviare dallo status quo, ricordandoci al contempo che l’erba del vicino non è sempre più verde.

How to Divorce During the War è una produzione della lituana M-Films, della lussemburghese Red Lion, dell’irlandese Feline Films e della ceca Bionaut. New Europe Film Sales gestisce le vendite mondiali del film.

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(Tradotto dall'inglese)

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