SUNDANCE 2026 Concorso World Cinema Dramatic
Recensione: Tell Me Everything
- Il secondo lungometraggio di Moshe Rosenthal è un film complesso e ricco, seppur a tratti opprimente, sul rapporto tra un padre e suo figlio, che affronta temi come la mascolinità e il trauma

Gli anni Ottanta sono diventati una scorciatoia verso la nostalgia fin dal successo di Stranger Things, e la moltitudine di serie tv e film usciti da allora l’ha senz’altro sfruttata all’inverosimile. Nel suo secondo lungometraggio, Tell Me Everything [+leggi anche:
intervista: Moshe Rosenthal
scheda film], presentato in prima mondiale nel concorso World Cinema Dramatic del Sundance, il cineasta israeliano Moshe Rosenthal si propone di fare qualcosa di molto diverso con quell'epoca e, sebbene il film non sia immune alle sue insidie, è un forte dramma familiare incentrato sul rapporto padre-figlio.
Si parte nel 1987, con il preadolescente Boaz (il talentuoso e ispirato Yair Mazor) e suo padre Meir (il comico Assi Cohen, che qui recita meravigliosamente in un ruolo controcorrente) che giocano e scherzano dopo una sessione in piscina. A casa, ad accoglierli ci sono la moglie e madre, l’estetista Bella (una carismatica Keren Tzur), e le sorelle adolescenti di Boaz (Mor Dimri e Neta Orbach, memorabili in una scena chiave). L'eccitazione cresce man mano che si avvicina il Bar Mitzvah di Boaz, e abbiamo un'idea di cosa accadrà quando il ragazzino canta in playback una canzone pop.
Le cose prendono inizialmente una brutta piega con il fallimento dell'azienda di mobili di Meir, ma è quando il ragazzo scopre il padre impegnato in un rapporto omosessuale nel bagno della piscina che inizia il vero dramma. Tutto in questa prima metà del film è raccontato dal punto di vista di Boaz, quindi questa esperienza ha la consistenza di un ricordo confuso di un trauma che lo segnerà per tutta la vita, presentato più come una suggestione che come qualcosa di esplicito.
Le notizie sull’epidemia di AIDS negli Stati Uniti sono ineludibili, e il ragazzo piomba nel panico prima di confidarsi con le sorelle, con la conseguenza che Meir è costretto ad andarsene di casa. Passiamo quindi al 1996, quando Boaz (ora interpretato da un impetuoso ma talvolta sopra le righe Ido Tako) lavora come addetto a una stazione di servizio e manifesta un impulso omofobo incontrollabile. È alla ricerca del padre, con una disperazione che viene spiegata attraverso flashback della sua cerimonia di Bar Mitzvah.
Dal punto di vista formale, è un lavoro dettagliato e meticoloso. La prima metà è totalmente anni Ottanta, con la grana fine e fluida dell’immagine del DoP Ziv Berkovich, luci velate e sovraesposte, oltre al convincente lavoro della costumista Hava Levy Rozalsky e della truccatrice Maya Levi Shamay. La colonna sonora originale di Gael Rakotondrabe, tutta synth drammatici e sax, è certamente abusata , e il regista fa affidamento fin troppo sui montaggi musicali su hit degli anni Ottanta per i cambi di atmosfera. Nella seconda parte, il film è più ancorato alla realtà e molto più cupo sia nel tono che nelle immagini, ugualmente aderente alla sua epoca.
La sceneggiatura di Rosenthal è ricca e tocca molti altri temi oltre alla mascolinità e al rapporto padre-figlio, spingendosi talvolta in angoli che sono tabù ancora oggi. Risulta psicologicamente credibile, pur lasciando sufficiente spazio allo spettatore per trarre le proprie conclusioni. La sua regia è talvolta un po’ pesante, ma sufficientemente disciplinata da restare entro i confini della storia e fedele agli archi dei personaggi. Il montatore Dafi Farbman deve spesso concentrarsi sul mantenere leggibile per lo spettatore la complessa messa in scena di Rosenthal. Anche se a tratti è eccessivo, Tell Me Everything è un dramma familiare emotivamente incisivo con almeno due sequenze destinate a restare impresse.
Tell Me Everything è prodotto dall’israeliana Green Productions e da United King Films, e dalla britannica Liminal Content, in coproduzione con la francese Paradise City Films, che detiene anche i diritti internazionali.
(Tradotto dall'inglese)
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