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SUNDANCE 2026 Concorso World Cinema Documentary

Recensione: All About the Money

di 

- Sinéad O’Shea dipinge un ritratto attento di un erede politicamente radicale, il cui accesso a una vasta ricchezza complica le sue ambizioni rivoluzionarie e le relative conseguenze nel mondo

Recensione: All About the Money

Il figlio di una delle dinastie più ricche degli Stati Uniti finanzia un collettivo marxista nel Massachusetts rurale, sostiene movimenti di protesta all’estero e cerca di smantellare l’ordine capitalistico che lo ha generato. All About the Money, diretto da Sinéad O’Shea e presentato nel concorso World Cinema Documentary al Sundance, segue questa contraddizione attraverso James “Fergie” Cox Chambers Jr, un multimilionario comunista le cui convinzioni politiche si scontrano con l’accesso a una ricchezza straordinaria.

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O’Shea traccia i tentativi di Chambers di costruire strutture sociali alternative restando al contempo legato ai sistemi che avversa. Il film si apre ad Alford, Massachusetts, dove una comunità marxista-leninista occupa un’enclave rurale attentamente curata. Diversi residenti vengono pagati per prendersi cura di terreni ed edifici, dando vita a un esperimento collettivista funzionante. Il benefattore dietro il progetto si rivela progressivamente essere Chambers, erede della dinastia Cox. Suo padre, James C. Chambers, discende da James M. Cox, fondatore di Cox Enterprises, uno dei più grandi conglomerati mediatici negli Stati Uniti.

Inizialmente impostato come uno sguardo dall’interno sul mondo degli ultra-ricchi, il documentario presenta Chambers come un partecipante volontario, che parla apertamente del suo stile di vita e delle sue idee politiche. Tatuato, schietto e deliberatamente provocatorio, si pone come un disertore della propria classe. Illustra i piani per trasformare il sito di Alford in un centro professionale di formazione rivoluzionaria, con l’obiettivo di costruire un antidoto alle condizioni capitaliste che hanno reso possibile il suo privilegio.

L’apparente stabilità della comune in Massachusetts si sgretola dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Le dichiarazioni pubbliche di Chambers si fanno più radicali e il suo attivismo più diretto. Inizia a finanziare Palestine Action US e si impegna nell’organizzazione di un attacco contro il produttore di droni Elbit Systems a Merrimack. Un’indagine successiva porta all’arresto di un membro della comunità di Alford. Con l’aumentare delle pressioni legali, Chambers lascia gli Stati Uniti e si trasferisce in Tunisia.

L’esperimento marxista-leninista passa in secondo piano mentre Chambers costruisce una nuova vita all’estero. Si converte all’Islam, sposa la sua compagna e interviene economicamente per salvare dal fallimento un club calcistico locale, un gesto che lo trasforma in una figura pubblica. Lo schema si ripete: impegno ideologico intrecciato con potere finanziario e reinvenzione personale.

La comune di Alford resta l’ancora strutturale del film, riformulata retrospettivamente come un costrutto fragile sostenuto interamente dal denaro di Chambers. All About the Money si rivela alla fine meno un esame della classe degli ultra-ricchi che lo studio di un personaggio refrattario a facili categorizzazioni. Chambers emerge come narratore inaffidabile: filantropo e provocatore, radicale e narcisista, che denuncia il capitalismo beneficiando al contempo delle sue tutele. La sua politica è intransigente, ma la sua traiettoria personale è segnata dal caos e da un movimento costante.

O’Shea adotta un approccio osservazionale, consentendo a Chambers di spiegarsi in passaggi estesi e, in un caso, confessionali. A un certo punto parla di abusi subiti nell’infanzia, istituzionalizzazione e prolungato isolamento, offrendo una cornice parziale al suo comportamento. La regista talvolta mette in discussione questi resoconti, ma lascia che Chambers dica la sua, il che crea spazio per un’autostilizzazione performativa che nemmeno lui controlla del tutto.

In ultima analisi, All About the Money è meno interessato a smascherare la ricchezza delle élite che a osservare come risorse illimitate plasmino il radicalismo politico. Se Chambers sia un estremista pericoloso o un rivoluzionario sincero resta irrisolto. Ciò che è chiaro è che il suo paracadute finanziario lo distingue da altri impegnati nell’attivismo politico, schermandolo da conseguenze che raramente si possono rinviare con tanta facilità.

All About the Money è prodotto dall’irlandese SOS Productions e dalla danese Real Lava. Le vendite internazionali sono affidate a Submarine.

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(Tradotto dall'inglese)

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