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SOLETTA 2026

Recensione: Freedom – Le destin de Shewit

di 

- Il documentario di Anne-Frédérique Widmann affronta con coraggio e profonda empatia la vicenda di una ragazza pronta a tutto pur di ritrovare la propria libertà

Recensione: Freedom – Le destin de Shewit

Presentato in prima mondiale alle Giornate di Soletta dove compete per il Prix du public, Freedom – Le destin de Shewit della regista e giornalista svizzera Anne-Frédérique Widmann racconta la storia di Shewit, una ragazza scappata dal suo paese sognando un avvenire migliore in un paese, la Svizzera, che considera come la terra promessa. Per dieci anni, la regista ha seguito la sua eroina da vicino, vicinissimo, con empatia e rispetto, come se la cinepresa facesse parte integrante del suo mondo. Fin dal suo arrivo a Ginevra, dopo un viaggio della speranza che ha segnato profondamente il suo corpo ma anche il suo spirito, fino all’ottenimento del tanto agognato contratto di apprendistato, Anne-Frédérique Widmann filma le piccole grandi vittorie ma anche e soprattutto gli ostacoli che segnano la vita della sua protagonista.

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Per sfuggire all'oppressione di una vita trasformatasi in prigione e a un passato che la tormenta, Shewit fugge dall'Eritrea. Durante il viaggio verso la Svizzera, intrapreso da sola, la protagonista del film rischia letteralmente la vita. A quindici anni, dopo un viaggio di due anni durante i quali ha subito violenze indicibili, Shewit arriva in Svizzera, il paese in cui ripone i suoi sogni e le sue speranze, un paese nel quale vuole gustare, forse per la prima volta la libertà di essere chi vuole veramente. Sette anni dopo, senza permesso di soggiorno e minacciata di espulsione, Shewit persevera e lotta per diventare una donna libera che può finalmente decidere cosa fare della sua vita. Una lotta per l’emancipazione, alla ricerca di una pace che sogna nel profondo, filmata dalla regista per ben dieci anni.

Quello che sorprende e tocca nel profondo è proprio il fatto di assistere al cambiamento, non solo fisico ma anche e soprattutto emotivo e mentale, di Shewit. Arrivata giovanissima a Ginevra senza parlare una parola di francese, ancora minorenne e segnata da un viaggio che l’ha quasi uccisa, la protagonista ci apre le porte del suo mondo interiore. Attraverso una serie di primi piani, al contempo poetici e incisivi del viso di Shewit, la regista ci permette di accedere ad un’intimità che la protagonista custodisce gelosamente. “Ridere è un modo per dimenticare” ci spiega, come a volerci ricordare che certe ferite dell’anima non guariranno mai anche se possono essere lenite dall’allegria di un momento condiviso, dalla solidarietà tra esseri umani feriti che hanno solo bisogno di pace per potersi ricostruire. Shewit è guidata nella sua ricerca di indipendenza da una sete di conoscenza, da una tenacia inflessibile che la spinge a fare qualsiasi cosa pur di conquistare la propria autonomia. Accompagnata in questo percorso dalla regista stessa, sorta di amica e confidente con la quale condividere anche i ricordi più dolorosi, la protagonista ci mostra quanto sia importante, soprattutto per una donna, lottare per la propria la propria indipendenza affermando la propria visione del mondo.

Freedom – Le destin de Shewit è un film che tocca nel profondo, un ritratto senza concessioni, intimo e potente di una ragazza che lotta per i propri sogni.

Freedom – Le destin de Shewit è prodotto da Intermezzo Films e Good Story.

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