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IFFR 2026 Limelight

Recensione: Between Brothers

di 

- Tom Fassaert continua a scavare nella sua dolorosa storia familiare con questo duplice ritratto del padre e dello zio paterno, uno psicologo, l'altro paziente psichiatrico di lunga data

Recensione: Between Brothers

Dalla filmografia di Tom Fassaert emerge che una cinepresa è lo strumento migliore per affrontare i traumi familiari, pur senza poterli mai risolvere del tutto. Con il suo precedente lungometraggio documentario A Family Affair, e ora con Between Brothers, presentato in prima mondiale nella sezione Limelight dell’IFFR, il regista olandese è riuscito a catturare rivelazioni straordinarie e intime della sua famiglia, conversazioni a cuore aperto non sminuite dal fatto che ci siamo anche noi ad assistervi in prima persona. Concentrandosi stavolta sul legame unico tra suo padre Rob e lo zio paterno René, dopo il ricongiungimento con la madre in A Family Affair, Between Brothers è una riflessione acuta e delicata sui costumi familiari, nonostante la consapevolezza della prospettiva indiretta del regista e di come la verità assoluta possa rimanere per sempre sfuggente.

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La principale fonte di tensione del film deriva dall'equilibrio tra appagamento e insicurezza dei partecipanti, cauti nel sollevare la proverbiale "pietra" per scoprire cosa sia stato represso. Nell'arco di dieci anni narrato nel film, Rob viene perlopiù mostrato all'inizio dei suoi settant'anni, uno psicologo di successo ora in semi-pensione. Fassaert sottolinea l'ironia della condizione dello zio, evitando però la superficialità: affetto da un disturbo psichiatrico non specificato, sebbene con evidenti tratti autistici, René è stato in cura ambulatoriale per diversi decenni dopo un periodo di istituzionalizzazione, con un supporto stabilizzante fornito dagli assistenti sociali e dalla competenza del fratello minore. Con la morte della madre Marianne all’inizio del film, Fassaert osserva come i due fratelli inizialmente elaborino questo lutto – il loro stesso rapporto con lei era già intriso di traumi – e comincino a fare i conti con le proprie eredità e traiettorie di vita. Per esempio, René ha un grave problema di accumulo compulsivo: il suo modesto appartamento di Amsterdam assomiglia a un incrocio tra una biblioteca universitaria e una discarica, e le visite più frequenti di Rob diventano per loro l'ultima occasione per sistemare le cose di comune accordo, con l'aiuto delle riprese intime di Tom che documentano il tutto.

Nel primo atto, ci chiediamo se Fassaert manterrà questo approccio osservativo e al presente, ma i ricordi dei fratelli forniscono informazioni sulle loro vite fino a quel momento; in particolare il burrascoso rapporto dei loro genitori e l’abbandono quando Marianne partì per fare la modella in Sudafrica. Rimasti in orfanotrofio per la maggior parte dell’infanzia, furono poi ripresi da Marianne con un nuovo compagno, ma quella lunga assenza rese la loro stessa madre una vera e propria “sconosciuta”. Con il padre Richard di cui si erano perse le tracce, la vita e lo stato mentale di René restano in qualche misura stabili finché non scivola nella condizione di senzatetto, e il suo prolungato ricovero in manicomio, in seguito a una grave aggressione subita in strada, è visto da Rob e da suo figlio come un fattore che ha aggravato i problemi di autosufficienza con cui già faceva fatica a confrontarsi.

Data l’età avanzata dei fratelli, è al contempo sorprendente e perfettamente comprensibile che abbiano esitato a rintracciare il padre. Ma la macchina da presa di Tom, insieme a un rinnovato slancio, li conduce in un’indagine da detective dilettanti sul suo destino misterioso, che introduce, non senza imbarazzo, uno sguardo critico anche sulla loro stessa genealogia. La transizione di montaggio verso questa nuova prospettiva è leggermente sgraziata, ma Fassaert alla fine riesce, grazie alla sua franchezza e al suo coraggio emotivo, a permetterci di riflettere sui drammi familiari che potremmo aver vissuto noi stessi. Il suo film evoca con delicatezza come un amore paterno incondizionato possa comunque innescare emozioni contraddittorie di segretezza e vergogna, rendendo una famiglia tanto fragile quanto robusta.

Between Brothers è una produzione olandese-belga, prodotta da Een van de jongens e Clin d’oeil Films. Le vendite internazionali sono a cura di Film Harbour.

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(Tradotto dall'inglese)

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