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IFFR 2026 Concorso Big Screen

Recensione: Projecto Global

di 

- La rivoluzione è una maratona, non uno sprint, nell’elegante racconto romanzato di Ivo M. Ferreira su un gruppo di militanti nel Portogallo degli anni ’80

Recensione: Projecto Global
Isac Graça e Jani Zhao in Projecto Global

Completi eleganti, parrucche aderenti e una sigaretta sempre a portata di mano: è questa l’atmosfera rétro-vintage del thriller politico di Ivo M. Ferreira Projecto Global [+leggi anche:
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, presentato in anteprima mondiale nel concorso Big Screen dell’International Film Festival Rotterdam. Projecto Global è la rappresentazione romanzata, firmata da Ferreira, delle Forças Populares 25 de Abril (lett. “Forze Popolari 25 Aprile”, ovvero FP-25), il braccio militante dell’omonimo programma politico. Etichettato come gruppo terroristico, FP-25 operò in Portogallo negli anni Ottanta, insoddisfatto del sistema politico a trazione capitalista della “democrazia borghese” dopo la Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974.

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Gli spettatori vengono catapultati in questo mondo con poco o nessun contesto, il che rende la curva di apprendimento più ripida per chi non ha dimestichezza con gli scossoni politici della storia recente del Portogallo. Hanno però a disposizione quasi due ore e mezza per mettersi in pari, durante le quali il film si configura meno come un lento crescendo e più come uno sguardo sulla quotidianità di questo gruppo, dove la morte è all’ordine del giorno e nulla è garantito. Pur essendo, con ogni probabilità, troppo lungo, Projecto Global diventa via via più avvincente man mano che i compagni delle FP-25 vengono sistematicamente eliminati nel corso della narrazione. Un accenno en passant alle prime trasmissioni televisive a colori in Portogallo ci ricorda i cambiamenti ancora in atto in quel periodo.

A guidare il cast corale è una magnetica Jani Zhao nei panni di Rosa, membro delle FP-25 e attrice teatrale, affiancata dalla squadra FP-25 composta dall’ex ufficiale d’artiglieria Jaime (Rodrigo Tomás), Queiroz (Isac Graça, visto anch’egli all’IFFR in Providence and the Guitar [+leggi anche:
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), Balela (João Catarré) e Amanuense (Gonçalo Waddington). Zhao evoca magnificamente Maggie Cheung in una sintesi tra i suoi ruoli in In the Mood for Love e Irma Vep, nascondendosi dietro occhiali da sole, parrucche e cappelli con un tocco di discreto glamour. Il figlio di Zhao e del regista Ferreira (Leo Zhao Ferreira) interpreta il giovane figlio di Rosa e del suo ex amante Marlow (José Pimentão), un poliziotto diviso tra il dovere e i sentimenti.

Archi ronzanti sottolineano le scene in cui i militanti cantano e caricano le armi, assecondando la lentezza del ritmo del film: galvanizzante, ma mai impulsivo. Il direttore della fotografia Vasco Viana (che lo scorso anno ha firmato anche il titolo portoghese nel concorso Big Screen di Rotterdam, Our Father – The Last Days of a Dictator [+leggi anche:
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intervista: José Filipe Costa
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) non ha timore di muoversi liberamente con la macchina da presa, ricorrendo spesso a zoom di velocità diverse per avvicinarci e allontanarci dall’azione, senza mai lasciarci annoiati.

Se pure Projecto Global attirerà inevitabilmente facili paragoni con Una battaglia dopo l'altra, il contesto rivoluzionario è il punto in cui i rimandi si esauriscono. Il lavoro di Ferreira si avvicina di più a L'agente segreto [+leggi anche:
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per il suo stile rétro, la finezza politica e l’attenzione discreta all’interpersonale. Qui la realtà è meno netta, e la politica si dispiega in tempo reale, più che attraverso proclami e discorsi altisonanti. Ferreira ha costruito un film in cui spettatori e membri delle FP-25 compiono percorsi opposti: i primi passano dalla confusione alla comprensione della causa, i secondi dalla lucidità alla disillusione del suo amaro epilogo.

Mentre il tempo sembra passare inosservato, un'evasione di prigione a bordo di un furgone dei gelati ci ricorda la banale normalità di una rivoluzione popolare, con una differenza fondamentale nella quotidianità. Rosa, Jaime, Queiroz e gli altri comprendono la fatalità insita nel loro lavoro: la morte è inevitabile.

Projecto Global è una produzione della portoghese O Som e a Fúria e della lussemburghese Tarantula. The Match Factory detiene i diritti per le vendite internazionali del film.

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(Tradotto dall'inglese)

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