Recensione: The Fall of Sir Douglas Weatherford
di David Katz
- La commedia nera di Seán Dunn vede Peter Mullan nei panni di un uomo che scivola nel delirio mentre difende il suo defunto antenato, un oscuro statista scozzese del XVIII secolo

Se passate in rassegna la sezione di cronaca locale dei media anglofoni, vi imbatterete con tutta probabilità nell’acronimo “NIMBY” o “nimbyismo”, che sta per “not in my back yard” e indica l’opposizione degli abitanti comuni di una zona agli sviluppi immobiliari e a regolamentazioni del territorio percepite come invasive. Benché non si tratti affatto di una tendenza nuova, Kenneth McKay (Peter Mullan) potrebbe essere il primo vero "nimbyista" del cinema, deciso a impedire che la sua Arberloch, nel nord della Scozia, dimentichi il suo antenato aristocratico Sir Douglas Weatherford e venga avviluppata in divisive questioni di guerra culturale tipiche della nostra epoca. Il lungometraggio d’esordio di Seán Dunn, The Fall of Sir Douglas Weatherford, sostenuto da MUBI e BBC Film, è una black comedy che punta dritto allo zeitgeist britannico contemporaneo, ma appare poco sviluppata nei fattori narrativi chiave e la sua satira colpisce con troppa insistenza un bersaglio facile. Il film ha debuttato la scorsa settimana nel concorso Big Screen dell’IFFR.
Tra gli attori scozzesi più stimati della sua generazione, e per di più vincitore del Leone d’Oro a Venezia per il suo lungometraggio da regista del 2002 Magdalene [+leggi anche:
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scheda film], Peter Mullan è una vera risorsa in un ruolo da protagonista, dopo essere stato a lungo relegato a parti da caratterista. E' un maestro nell’arte di urlare e fulminare con lo sguardo, perciò è inedito e persino toccante vederlo nei panni di un anziano vedovo in cardigan di tweed, che si aggrappa a qualche lavoretto part-time come guida dei siti storici legati all’unico luminare della zona, il suddetto immaginario statista e uomo eclettico del XVIII secolo. Poiché lo rivendica come lontano parente (come molti del posto) e integra una voice-over (letta da Jonathan Hyde) con le parole di Weatherford pronunciate dall’aldilà, non è difficile capire che, con i suoi valori di liberalismo classico e un discutibile passato coloniale, Weatherford sia un candidato a una “cancellazione” in ritardo di secoli, sulla falsariga della statua di Edward Colston notoriamente gettata in mare a Bristol, all’altro capo del Paese rispetto ad Arberloch.
Una sfida necessaria a questa mentalità si presenta quando una serie clone di Il trono di spade intitolata The White Stag of Emberfell (lett. Il cervo bianco di Emberfell) sceglie la cittadina come location di riprese, e la piccola economia locale archivia in fretta Weatherford per abbracciare la mania per i cervi, con i fan che si riversano sui luoghi simbolo per farsi selfie e Kenneth costretto a trasformare il suo tour commemorativo in uno a tema con la serie. Considerato che a metà degli anni 2020 è un po’ tardi per parodiare Il trono di spade, è un modo un po’ arbitrario con cui la sceneggiatura di Dunn costringe Kenneth a serrare i ranghi; il suo attaccamento a Weatherford si rivela una fissazione non proprio sana, che degenera in delirio mentale.
Come detto, il principale merito di Dunn sta nel cogliere la presa sclerotica che il retaggio britannico esercita su alcuni dei suoi residenti più anziani, e il fatto che – analogamente alla sottovalutata satira statunitense dello scorso anno Eddington – la polarizzazione sociale e il cambiamento tecnologico ci abbiano permesso di coltivare percezioni della realtà completamente divergenti gli uni dagli altri. Eppure l’umorismo alla base dell’assunto di Dunn è spesso neutralizzato dall’esigenza di suscitare pathos per Kenneth, quando lui è con ogni probabilità tanto l’antagonista della storia quanto il suo eroe virtuoso, e il commento sociale e la satira sul mondo dello spettacolo mancano di qualche grado di specificità per risultare davvero convincenti.
The Fall of Sir Douglas Weatherford è una coproduzione Regno Unito-Stati Uniti, realizzata da Ossian International, Forensic Films e Come into the Fold. Le vendite internazionali sono affidate a Charades.
(Tradotto dall'inglese)
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