email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

BERLINALE 2026 Berlinale Special

Recensione: Good Luck, Have Fun, Don’t Die

di 

- BERLINALE 2026: Gore Verbinski torna con una commedia sci-fi apocalittica sull’IA interpretata da Sam Rockwell, Haley Lu Richardson, Juno Temple e Michael Peña

Recensione: Good Luck, Have Fun, Don’t Die
sx-dx: Asim Chaudhry, Juno Temple, Michael Peña, Sam Rockwell, Zazie Beetz e Haley Lu Richardson in Good Luck, Have Fun, Don’t Die

Gore Verbinski, premio Oscar per Rango e certamente più noto per i primi tre capitoli della saga de I Pirati dei Caraibi (ma il cui vero vanto dovrebbe essere quello di aver realizzato il miglior remake hollywoodiano di sempre di un horror giapponese, The Ring), arriva un po' in ritardo al filone dell’IA post-apocalittica con Good Luck, Have Fun, Don’t Die, che ha appena avuto la sua prima europea alla Berlinale, nella sezione Special Gala. Interpretato da Sam Rockwell e da un solido cast di beniamini dell’indie, è una satira fantascientifica di ampio respiro, per quanto molto dinamica, di 132 minuti, sui pericoli della tecnologia moderna.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Girato a Città del Capo, il film si apre in una tavola calda di Los Angeles, con Rockwell che arriva dal futuro (il suo personaggio è persino accreditato come Uomo dal Futuro), con barba e incarnato da clochard, indossando un impermeabile di plastica trasparente avvolto da fili e tubi, e quella che sembra una collezione di ordigni esplosivi attaccati al petto. Spiega agli avventori spaventati che questa è la 117ma volta che torna nello stesso posto, nel tentativo di impedire a un genio di nove anni di creare l’IA che distruggerà la civiltà. Deve mettere insieme una squadra che lo aiuti e, ogni volta, la combinazione è diversa. Ora è affiancato, perlopiù di malavoglia, dagli insegnanti di liceo sposati Mark e Janet (Michael Peña e Zazie Beetz), da Susan (Juno Temple), il cui figlio è morto di recente in una sparatoria scolastica, dall’autista Uber Scott (Asim Chaudhry) e da Ingrid (Haley Lu Richardson, che spicca sia per l’interpretazione sia per il peso del suo personaggio), una giovane donna allergica ai telefoni cellulari e al Wi-Fi.

Ci rendiamo conto che l’apocalisse è già cominciata attraverso flashback recenti che coinvolgono alcuni personaggi. Mark e Janet si trovano davanti a un esercito di adolescenti zombificati dalla “sbobba” digitale, Susan si fa clonare il figlio e frequenta un gruppo di sostegno di genitori i cui figli continuano a essere uccisi nelle scuole, e il fidanzato fattorino delle pizze di Ingrid decide di passare dalla nostra realtà a un mondo col visore VR. Naturalmente, tutto questo è il risultato della stessa causa, rappresentata da un simbolo piramidale che, nel finale del film, purtroppo simile a Il tagliaerbe del 1992, riceve una spiegazione confusa e incoerente.

Stando alle note stampa, Verbinski ha letto per la prima volta nel 2020 la sceneggiatura di Matthew Robinson (noto per un’altra commedia apocalittica, Love and Monsters) e, nel frattempo, tutte queste idee e questi concetti sono stati visti e rigurgitati molte volte. Il film non è privo di meriti: alcune battute vanno a segno, la performance di Rockwell è maniacalmente carismatica e il cast di supporto fa del suo meglio, ma questi elementi non si fondono mai in un insieme. La storia eccessivamente frammentata, con una serie di segmenti e personaggi secondari poco sviluppati e superflui, fa sembrare il film una caotica raccolta di episodi di Black Mirror, nonostante il suo palese respiro cinematografico. Il suo spirito indie e l’ambizione spettacolare si scontrano nella fotografia di James Whitaker, nella scenografia di David Brisbin, negli effetti visivi della Ghost VFX, con sede a Copenaghen, e nella colonna sonora piacevolmente folle di Geoff Zanelli. Ma è al montatore Craig Wood che dovremmo probabilmente essere grati se le cuciture di questo film ipertrofico non si scuciono del tutto.

Good Luck, Have Fun, Don’t Die è una coproduzione tra la tedesca Constantin Film e le statunitensi Blind Wink Productions e 3 Arts Entertainment.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 14/02/2026: Berlinale 2026 - Good Luck, Have Fun, Don’t Die

25 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Gore Verbinski, Haley Lu Richardson, Zazie Beetz, Sam Rockwell, Michael Peña, Asim Chaudhry
© 2026 Dario Caruso for Cineuropa - dario-caruso.fr, @studio.photo.dar, Dario Caruso

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy