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BERLINALE 2026 Generation

Recensione: Everyone's Sorry Nowadays

di 

- BERLINALE 2026: Il secondo lungometraggio di Frederike Migom vede un’adolescente trascurata affrontare tensioni familiari e trovare conforto in una celebre visitatrice durante un’emozionante giornata estiva

Recensione: Everyone's Sorry Nowadays
Lisa Vanhemelrijck in Everyone's Sorry Nowadays

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, diretto da Frederike Migom, fa parte della sezione Generation Kplus della Berlinale di quest’anno. Il precedente lungometraggio di Migom, Binti [+leggi anche:
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(2019), è stato presentato, tra gli altri, al Sundance e al Tallinn Black Nights Film Festival. Questo film, scritto sempre dalla regista, è l’adattamento cinematografico del libro di Bart Moeyaert Tegenwoordig heet iedereen Sorry, tradotto in diverse lingue, tra cui francese, tedesco, italiano, norvegese, svedese, turco, bulgaro, croato ed estone.

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La storia segue Bianca (Lisa Vanhemelrijck), tredicenne in cerca di attenzioni all’interno di una famiglia disastrata, mentre prova a orientarsi fra tutti i sentimenti contrastanti tipici della sua età. Anche il suo fratellino Alan (Lewis Hannes), affetto da una patologia cardiaca, riceve tutte le attenzioni dalla mamma (Laurence Roothooft).

In una torrida giornata estiva, le cose precipitano quando Billie King (Sachli Gholamalizad), l’attrice preferita di Bianca in una popolare soap opera, si presenta a casa loro portando una ventata d’aria fresca. Con il figlio Jazz e un altro bambino in arrivo con la moglie Malika, offre all’adolescente una nuova prospettiva sulla vita che, a fine giornata, la lascerà cambiata.

Everyone's Sorry Nowadays è un film a combustione lenta, in cui la seconda metà risulta di gran lunga superiore alla prima. Finiamo per amare (e insieme detestare) e comprendere i personaggi e i loro comportamenti, e le sequenze messe insieme da Migom diventano sempre più interessanti man mano che i personaggi iniziano a correre più rischi. La fotografia morbida di Esmoreit Lutters contribuisce inoltre a creare un'atmosfera molto intima e accogliente, mantenendo al contempo un interessante contrasto con il rapporto conflittuale tra Bianca e la madre. Il tono luminoso ed estivo è di tanto in tanto incrinato dalle tensioni che ribollono all’interno della famiglia.

Nonostante alcune scelte eccessivamente melense (che riguardano sia la sceneggiatura sia l’andamento generale del racconto), il nuovo lavoro di Migom riesce a mantenere il ritmo con intelligenza, inserendo la versione di Bianca di alcune scene, costruite come una sorta di storia parallela. Questo approccio stratificato permette al pubblico di entrare nella mente della ragazza, ed è rafforzato dal notevole debutto sullo schermo di Vanhemelrijck e da alcune scelte visive audaci che, tuttavia, risultano dispersive e prive di coerenza complessiva.

In effetti, il film di Migom non riesce mai a scrollarsi di dosso una fastidiosa sensazione di “e se...?”: e se il lungometraggio avesse avuto più coraggio nel portare la storia e la narrazione a un livello superiore, e si fosse assunto rischi narrativi più audaci per diventare qualcosa di veramente innovativo? Purtroppo, l’approccio a questa adolescente che si sente trascurata dalla madre e che, al contempo, ha la sensazione di essere stata messa da parte per una donna più giovane, risulta un tantino troppo stereotipato. Se però lo spettatore riesce ad andare oltre, troverà comunque un film sincero nel profondo e onesto nella sua semplicità.

Everyone’s Sorry Nowadays è prodotto dalla belga deMENSEN, con la tedesca Cala Film e la società olandese Juliet at Pupkin in qualità di coproduttori. Le vendite internazionali sono affidate a LevelK.

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(Tradotto dall'inglese)

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