Recensione: Truly Naked
- BERLINALE 2026: Tanto delicato quanto esplicito, il film d'esordio di Muriel d'Ansembourg racconta una storia d'amore e di formazione sullo sfondo inaspettato dell'industria del porno amatoriale

La cineasta statunitense-olandese Muriel d’Ansembourg aveva fatto un certo scalpore con il cortometraggio Fuck-a-Fan (Tribeca 2024), che osservava l’industria del porno attraverso uno sguardo femminile giocoso. La regista debutta ora alla Berlinale nella sezione Perspectives con il suo primo lungo, Truly Naked [+leggi anche:
intervista: Muriel d’Ansembourg
scheda film], una storia d’amore e di formazione tenera e spiccatamente in sintonia con lo spirito del tempo, ambientata sullo stesso sfondo.
Alec (l’esordiente nordirlandese Caolán O'Gorman, che sembra destinato a essere il prossimo Paul Mescal) è uno studente universitario in Inghilterra che aiuta il padre, Dylan (l’attore gallese Andrew Howard), nelle sue produzioni porno amatoriali. Il padre recita e produce, mentre Alec filma e monta. Quando il ragazzo viene affiancato per un compito sulla dipendenza da pornografia alla compagna di corso Nina (la promettente Safiya Benaddi, anche lei al debutto), figlia di una life coach femminista, il terreno è pronto per un ottovolante psicologico, emotivo e sociale di una storia boy-meets-girl poco ortodossa.
La chimica tra i due giovani attori è così palpabile fin dal primo incrocio di sguardi che allo spettatore non resta alcun dubbio su ciò che seguirà; ma il percorso passa attraverso un campo minato di preconcetti, insicurezze e questioni pratiche, soprattutto il fatto che Dylan e Alec girano i loro film a casa, con Lizzie (la pornostar Alessa Savage, già in Fuck-a-Fan e qui in un ruolo piacevolmente solare) e un’altra ragazza a comporre il cast abituale.
Il rapporto padre-figlio sembra inizialmente relativamente armonico, ma il mondo interiore di Alec e la sua relazione con Nina risentono chiaramente del carico di tensioni psicologiche che un simile assetto familiare comporta. La defunta madre, che Dylan santifica, era anche lei interprete porno, e non sorprende più di tanto quando il ragazzo commette un enorme passo falso nella loro prima interazione fisica.
L’argomento delicato è trattato da d’Ansembourg con il massimo tatto, e O’Gorman e Benaddi formano una coppia attoriale fantastica. Il loro carisma e la loro simpatia riescono in parte a compensare alcuni sfortunati elementi declamatori nella sceneggiatura firmata dalla regista, e non mancano picchi drammaturgici che tengono sempre lo spettatore partecipe e coinvolto emotivamente.
Oltre a cacciarsi nei guai con un bullo della scuola, Alec è al centro di una scena di lotta tra padre e figlio inaspettatamente divertente che si trasforma in un'emozione cruda, e di un’altra, estremamente imbarazzante, quando Dylan si avventura fuori dal campo del “porno tradizionale” nel tentativo di aumentare le visualizzazioni. Ma il film è tanto gentile quanto pienamente esplicito, e questo potrebbe essere il maggior merito di d’Ansembourg: guardare all’argomento da tutte le angolazioni senza giudicare, chiarendo che il sesso è divertente e appagante, che il porno non scomparirà – ma che la società deve essere onesta al riguardo, affinché faccia il meno male possibile al minor numero di persone. Difficile da pretendere, ma è sicuramente un obiettivo per cui vale la pena impegnarsi, e Truly Naked può funzionare come un ottimo spunto di discussione.
La delicatezza dell’approccio è evidente in ogni aspetto tecnico, dalla fotografia sensibile, spesso a camera a mano, della direttrice della fotografia Myrthe Mosterman, al montaggio leggero ma saldamente convincente di Emiel Nuninga, fino alla colonna sonora elettronica di Evgueni and Sacha Galperine, che gioca con intelligenza tra sensualità e romanticismo. Lo sfondo delle scogliere sul mare inglese, la luce naturale soffusa e una tavolozza di colori desaturati fanno sì che due scene chiave tra Alec e Nina risaltino emotivamente in contrasto con gli interni.
Truly Naked è prodotto dalla società di Amsterdam Isabella Films, ed è coprodotto dalla belga Prime Time BVBA e dalle francesi Cinéma Defacto e Ici et Là Productions. La tedesca m-appeal detiene i diritti internazionali.
(Tradotto dall'inglese)
Photogallery 17/02/2026: Berlinale 2026 - Truly Naked
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© 2026 Dario Caruso for Cineuropa - dario-caruso.fr, @studio.photo.dar, Dario Caruso
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