Recensione: At the Sea
di Ola Salwa
- BERLINALE 2026: L'inquietante dramma familiare di Kornél Mundruczó, con una straordinaria Amy Adams, mostra come rimettere in carreggiata la propria vita dopo la riabilitazione

La parte più difficile dell’essere sobri non è sempre stare alla larga da alcol o droghe. Ciò che è più arduo è affrontare la famiglia, gli amici – o semplicemente la vita stessa – senza l’anestesia dell’alcol. La dipendenza è parte della personalità, non solo un’abitudine dannosa. E quando viene meno, tornare al mondo è come andare a sbattere contro una roccia, come osserva con competenza il film di Kornél Mundruczó in concorso alla Berlinale, At the Sea [+leggi anche:
intervista: Kornél Mundruczó
scheda film], attraverso la storia di una donna (Amy Adams).
At the Sea potrebbe non raggiungere le vette delle opere precedenti di Mundruczó, ma la sua moderazione sembra voluta. Osserva come la dipendenza sopravviva non solo nel corpo, ma anche nelle aspettative, nell’ambizione e in un perfezionismo ereditato. La sobrietà, qui, riguarda meno l’astinenza che lo smantellamento di un’architettura di controllo costruita nell’arco di una vita. La storia, firmata da Kata Weber, è pertinente in una società che aspira alla perfezione e insiste ad anestetizzare il dolore. Anche se probabilmente non in misura così estrema come fa Laura, il personaggio di Adams. È un’ex ballerina ed ex direttrice di una compagnia di danza, cresciuta all’ombra del padre – un coreografo geniale, il cui perfezionismo e la cui dipendenza lo hanno reso una figura paterna instabile e talvolta minacciosa. Evidentemente, di lui ha ereditato più che il mestiere.
Il film dipinge questo paesaggio emotivo attraverso ricorrenti flashback dell’infanzia di Laura e attraverso le sue stesse parole. A tratti, questi passaggi risultano ripetitivi, ma servono al loro scopo. Invece di addentrarsi nelle sfumature e aggiungere svolte qua e là, Mundruczó indaga come la sua protagonista funzioni all’interno di una famiglia che, in questo caso, è composta dal dolce e premuroso marito Martin (Murray Bartlett), pittore senza successo; da una figlia adolescente (Chloe East), avviata a diventare come la madre; e da un figlio in età da scuola elementare (Redding L. Munsell). Lui è traumatizzato dopo un incidente stradale per guida in stato di ebbrezza causato da Laura, evento che l’ha costretta a entrare in rehab.
Il regista cerca di rendere la storia il più universale e rilevante possibile, pur essendo ambientata in circoli artistici e benestanti, e ci riesce piuttosto bene. Allo stesso tempo, è chiaro che il film osserva il trattamento permissivo dell'abuso di sostanze in tali ambienti. La scusa di queste persone è il bisogno di essere creativi o di intorpidire il dolore esistenziale, e il fatto che il loro alcol sia costoso e sorseggiato in bicchieri di cristallo lo rende... beh, non una dipendenza.
Ciò che però risulta leggermente incomprensibile è perché Laura, ben oltre i quarant’anni, sia ancora ostaggio della sua infanzia traumatica. Sembra che i ricordi dolorosi siano l’unico legame con ciò che ha perduto, e che non sia ancora pronta a lasciar andare quella parte della sua identità. Tutto questo, però, diventa credibile e risuona con forza grazie alla performance viscerale di Amy Adams, che per inciso ha iniziato la sua carriera come danzatrice. Trasuda stanchezza e confusione, ma afferma con chiarezza che il suo personaggio è abituato all’autodeterminazione e ha solo bisogno di tempo per adattarsi a un nuovo ritmo di vita. Imposta il tono dell’intero film, e basta uno sguardo ai suoi occhi gonfi per dire più di pagine e pagine di dialoghi. Anche quando la sceneggiatura tentenna, Adams non lo fa mai. Attraverso di lei, il film trova la sua verità emotiva: la guarigione non è una trasformazione drammatica, ma piuttosto l'atto estenuante di rimanere presenti. E a volte, questo è abbastanza radicale.
At the Sea è una collaborazione tra Stati Uniti e Ungheria, prodotta da Ryder Picture Company, AR Content e Hammerstone Studios, e coprodotta da Ashland Hill, Proton Cinema e LB Entertainment. mk2 Films ne cura le vendite internazionali.
(Tradotto dall'inglese)
Photogallery 17/02/2026: Berlinale 2026 - At the Sea
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© 2026 Dario Caruso for Cineuropa - dario-caruso.fr, @studio.photo.dar, Dario Caruso
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