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BERLINALE 2026 Berlinale Special

Recensione: Wax & Gold

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- BERLINALE 2026: La documentarista Ruth Beckermann indaga l’impatto duraturo dell’ex imperatore etiope Hailé Selassié e lo sguardo occidentale sulla sua eredità controversa

Recensione: Wax & Gold

Cera e oro rimanda a un meccanismo espressivo della lingua amarica d’Etiopia, spiega la cineasta Ruth Beckermann. Significa dire il contrario di ciò che si pensa, ma in modo tale che gli interlocutori capiscano il messaggio voluto. Anche Beckermann deve decifrare messaggi ambigui, opinioni sfumate e un esame critico del passato nel suo documentario Wax & Gold [+leggi anche:
intervista: Ruth Beckermann
scheda film
]
, presentato in prima mondiale nella sezione Berlinale Special al 76mo Festival di Berlino.

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Il motivo per cui Beckermann si ritrova a dipanare questa delicata narrazione risiede nel soggetto al centro del suo racconto: l’ex imperatore etiope Hailé Selassié, che governò dal 1930 fino a quando fu rovesciato nel 1974. Una delle poche personalità africane in TV nell’infanzia di Beckermann, a prima vista simbolo della modernizzazione, dell’abolizione della schiavitù e del progresso tecnico. Beckermann confida di averlo ammirato. Poi, nel 1978, il libro del giornalista polacco Ryszard Kapuściński, The Emperor: Downfall of an Autocrat, in cui accusava Selassie di essere un despota autoritario che lasciava il suo popolo nella miseria, distrusse quell’immagine.

È un racconto romanzato di un occidentale bianco? Una critica più aggressiva di un fenomeno politico ben noto all’Occidente, ossia l’idolatria di un sovrano autoritario che si aggrappa al potere vendendo con successo l’idea di libertà e autodeterminazione? In Etiopia, secondo Beckermann, pochi hanno letto il libro di Kapuściński. Il movimento Rastafari, di cui faceva parte il cantante Bob Marley, lo venera tuttora come un dio. Per mettere in discussione la propria idealizzazione giovanile e il suo sguardo di donna bianca europea, e per cercare un apporto più intersezionale, Beckermann approda a un crocevia tra identità africana e standard occidentali elitari: il lussuoso Hilton Hotel di Addis Abeba, la cui piscina si dice sia stata disegnata dallo stesso Selassié. Qui è stato girato anche il film blaxploitation Shaft in Africa.

Beckermann parla con dipendenti, artisti, intellettuali e persino l’ultimo servitore dell’imperatore. Alcuni ammirano Selassié. Altri criticano il sensazionalismo con cui si affrontano il libro e la sua eredità. Eppure, mentre Beckermann intreccia interviste frontali e materiali d’archivio, prende forma una visione particolare. Selassié, combattente per l’identità africana e per soluzioni africane, il cui progetto prediletto era la fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana, sembrava replicare lo stile di vita delle potenze imperiali occidentali. Le immagini di lui a tavola, gli sfavillanti chef europei e le mode occidentali potrebbero essere state girate in qualsiasi casa reale europea. Predatori addomesticati come i leoni sono tenuti come cagnolini da salotto.

Il film non esprime un giudizio sull’eredità di Selassié, ma traccia piuttosto il ritratto complesso di un paese che non è mai stato colonizzato dall’Occidente e che tuttavia fa ancora i conti con la propria storia. Il centro storico è stato distrutto a favore di moderni grattacieli, ma le infrastrutture restano carenti e la gente attende in file interminabili gli autobus.

È una conversazione in cera e oro. Uno sforzo per decodificare la narrazione a più strati con cui Beckermann si confronta. Una narrazione detenuta in larga misura da occidentali bianchi. Dare voce alla popolazione locale forse non offrirà tutte le risposte, ma “raccontare le cose in modo diverso significa raccontare cose diverse”, insiste la regista, citando all’inizio del film il sociologo francese Pierre Bourdieu. Ed è esattamente questo: un inizio e un passo verso un cambio di narrazione.

Wax & Gold è coprodotto dalla società austriaca Ruth Beckermann Filmproduktion e dall’italiana Citrullo International. Il film è distribuito a livello internazionale da Celluloid Dreams.

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(Tradotto dall'inglese)

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