Il Bergamo Film Meeting annuncia il suo programma
- Dal 7 al 15 marzo, 170 film tra corti e lungometraggi europei, retrospettive e i Film Industry Meetings

Con la 44ma edizione (dal 7 al 15 marzo) il Bergamo Film Meeting sarà anche quest’anno crocevia del cinema internazionale, con un totale di circa 170 film tra corti e lungometraggi. In programma 2 sezioni competitive dedicate a lungometraggi e documentari, l'omaggio al regista Abbas Kiarostami, nel decennale della sua scomparsa, quello all’attore francese Louis de Funès, un focus sull’animazione pinscreen, la retrospettiva dedicata alla regista polacca Agnieszka Holland e il consueto focus sul nuovo cinema europeo contemporaneo con le personali di Ildikó Enyedi e Alex van Warmerdam (leggi l’articolo).
Riservata ai nuovi autori, la competizione internazionale presenta 7 lungometraggi di fiction, che concorrono al Premio Bergamo Film Meeting, assegnato dal pubblico, e uno alla Miglior regia assegnato dalla giuria internazionale composta da Gabriella Manfrè (produttrice), Patrice Toye (regista) e Miguel Valverde (direttore di IndieLisboa). Si comincia con Maricel (Cipro/Grecia) di Elias Demetriou, che vede la protagonista, arrivata da una metropoli filippina in un piccolo paese sulle colline di Cipro, prendersi cura di una coppia di anziani, in una convivenza difficile. Scritto, prodotto e diretto dall’esordiente Abdelkarim El-Fassi, Porte Bagage [+leggi anche:
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scheda film] (Paesi Bassi) è incentrato sulla famiglia Idrissi in Olanda: il padre Musa vuole tornare in Marocco e la figlia Noor rimanda il trasferimento a Parigi per riportarlo a casa, in un lungo viaggio attraverso l’Europa. Con Subsuelo [+leggi anche:
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intervista: Fernando Franco
scheda film] (Spagna/Uruguay) il regista spagnolo Fernando Franco affronta il genere del thriller psicologico ispirandosi all’omonimo romanzo dell’argentino Marcelo Luján. Hidden People [+leggi anche:
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scheda film] di Miha Hočevar (Slovenia/Serbia/Islanda) è invece una commedia sui generis in cui un trentenne sloveno sognatore e un cinquantenne islandese si svegliano abbracciati e ammanettati l'uno all'altro nei pressi di Lubiana. L’Étrangère [+leggi anche:
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intervista: Gaya Jiji
scheda film] (Belgio/Francia), secondo lungo di Gaya Jiji, è la drammatica fuga di una donna (Zar Amir Ebrahimi) dalla Siria devastata dalla guerra verso Bordeaux. Virginie Efira e Arieh Worthalter sono i protagonisti del nuovo film di Thomas Kruithof, Les Braises (Francia), sullo sfondo dell’esplosione del movimento dei gilet gialli in Francia. Infine in The Frog and the Water [+leggi anche:
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scheda film] (Germania) di Thomas Stuber, presentato alle Black Nights di Tallinn, un giovane uomo con la sindrome di Down si unisce a una comitiva di turisti giapponesi in viaggio tra Germania e Svizzera.
La sezione Visti da vicino prevede 14 documentari di produzione indipendente. Tra gli altri, The Last Will (Lettonia) di Jānis Ābele, in cui un poeta deve esaudire l’ultimo desiderio di un collega; We, the Wolfs (Germania/Ecuador) di Darío Aguirre, su una famiglia ecuadoriana con ascendenze tedesche; Road 190 [+leggi anche:
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scheda film] (Svizzera/Belgio) di Emilie Cornu e Charlotte Nastasi, su un detenuto nel braccio della morte in Texas; Green Light [+leggi anche:
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scheda film] (Austria/Romania) di Pavel Cuzuioc, su un neuropsichiatra tedesco che valuta la capacità decisionale di chi richiede il suicidio assistito; Supernatural [+leggi anche:
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intervista: Ventura Durall
scheda film] (Spagna/Francia/Belgio) di Ventura Durall, sul controverso sciamano André Malby; Riding with Death (Finlandia) di Nina Forsman e Sakari Suuronen, che esplora la cultura dei sanatori in Finlandia dagli anni Venti agli anni Sessanta; To Close Your Eyes and See Fire [+leggi anche:
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intervista: Nicola von Leffern e Jakob…
scheda film] (Austria) di Nicola von Leffern e Jakob Carl Sauer, sulle conseguenze dell’esplosione nel porto di Beirut; Padrone e sotto (Master and Servant) (Italia) di Roberto-C., sulle classi subalterne napoletane; Days of Wonder [+leggi anche:
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scheda film] (Finlandia/Danimarca/Norvegia), miglior documentario alle Black Nights di Tallinn, che Karin Pennanen ha dedicato allo zio Markku artista visivo, musicista e compositore.
Da ricordare la sesta edizione dei Film Industry Meetings (11-12 marzo) intitolata “New forms of distribution: European models across classics, contemporary and immersive cinema”, con panel su strategie distributive e di programmazione e diffusione delle esperienze immersive, marketing sui social, politiche culturali.
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