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MONS 2026

Recensione: Sauvons les meubles

di 

- Con il suo primo lungometraggio di finzione, la pluripremiata scenografa Catherine Cosme immagina una famiglia scossa dai segreti che emergono in occasione di un lutto

Recensione: Sauvons les meubles
Vimala Pons in Sauvons les meubles

Svelato lo scorso autunno al Festival internazionale del cinema di Saint-Jean-De-Luz, dove ha ricevuto il Premio della giuria dell'Unione francese dei critici cinematografici, Sauvons les meubles [+leggi anche:
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di Catherine Cosme celebra la sua prima belga al Love International Film Festival de Mons in Competizione internazionale. Catherine Cosme si è fatta notare con due cortometraggi che hanno girato in tutto il mondo, Les Amoureuses (2015) e Famille (2018). Ma è soprattutto (per il momento) conosciuta in qualità di scenografa, poiché ha recentemente vinto il Premio César per la migliore scenografia per Lo sconosciuto del Grande Arco [+leggi anche:
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di Stéphane Demoustier. Passa dunque al lungometraggio con Sauvons les meubles, film che ha beneficiato del sostegno alle produzioni leggere del Centro del cinema e dell'audiovisivo della Federazione Vallonia-Bruxelles.

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Il film racconta la storia di Lucile (Vimala Pons), fotografa parigina "hyper busy" costretta a prendersi una pausa per tornare in provincia al capezzale della madre (Guilaine Londez). Colpita da un cancro in recidiva, sembra che stia vivendo i suoi ultimi giorni. Ma mentre Lucile e il fratello Paul (Yoann Zimmer) cercano di mettere ordine nelle sue carte, scoprono che la loro madre ha in qualche modo condotto una doppia vita. Per anni, ha acceso innumerevoli prestiti a nome di Lucile: uno per una gita scolastica, un altro per rifornire le casse del negozio e un terzo per i suoi studi. Un circolo vizioso. La ragione vorrebbe che sporgessero denuncia contro di lei affinché Lucile non erediti i debiti oltre al dolore di aver perso la madre. Un atto salvifico ma simbolicamente violento, che verrebbe a chiudere la storia di una relazione madre/figlia caotica…

Ma quel gesto compiuto dalla madre, cosa significa? Alla luce di questa usurpazione d’identità, Lucile mette in discussione il legame che la unisce alla madre: cosa dice dell’amore che prova per lei? Mentre le ore trascorrono tra l'alcova della sua camera da letto e il sole accecante del piccolo villaggio del sud, apparentemente ignara del suo tormento, inizia a mettere in discussione tutto, il suo rapporto con il mondo e con la sua famiglia. Questa apparente incompatibilità tra la testarda Lucile, il cui linguaggio è costellato di anglicismi, e questa madre discreta che desidera più di ogni altra cosa mostrarsi forte. E questo padre, completamente smarrito, che sembra aver perso la testa scegliendo una cecità meno dolorosa del confronto. E soprattutto, la domanda più importante di tutte: tutto questo nasce dall'amore? È sicuramente questo che il film solleva: il modo spesso goffo in cui amiamo i nostri cari, commettendo errori, persino trasgressioni. In definitiva, è riconnettendosi con la sua identità più profonda, usando la fotografia per ricostruire i rapporti, che Lucile si avvicinerà a una verità che le è sempre sfuggita. Non sorprende che Vimala Pons, recentemente vincitrice del Premio César come miglior attrice non protagonista per L’Attachement [+leggi anche:
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, riesca a incarnare i dubbi, la rabbia e il distacco di Lucile, mentre Guilaine Londez conferisce grande dignità all'enigmatico personaggio della madre.

Sauvons les meubles è prodotto da Hélicotronc (Belgio), e coprodotto da Tripode Productions (Francia) e Alva Film (Svizzera). Il film uscirà il prossimo 29 aprile in Belgio, distribuito da Brightfish, e sarà distribuito in Francia da New Story il prossimo 6 maggio.

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(Tradotto dal francese)

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