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BIFFF 2026

Recensione serie: Ethernel

di 

- Nicolas Boucart e Olivier Tollet firmano una serie di fantascienza che solleva interessanti interrogativi filosofici sul rapporto dell'umanità con la morte

Recensione serie: Ethernel

Prima che la nuova serie belga di fantascienza Ethernel, creata da Nicolas Boucart e Olivier Tollet, vada in onda su La Une il 16 e il 23 aprile, gli spettatori hanno l'opportunità di vedere i primi due dei sei episodi in una proiezione speciale al Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles (BIFFF) il 13 aprile. Sebbene sia già disponibile per gli appassionati del genere sulla piattaforma RTBF Auvio, questa serie visivamente intrigante, ambientata in una Bruxelles futuristica dove dispositivi speciali permettono ai vivi di comunicare con i morti, merita senz'altro di essere vista sul grande schermo.

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Ethernel non è la prima serie televisiva a tentare di riportare in vita i morti in una forma o nell'altra, forse spinta da un autentico desiderio umano di comunicare con i defunti o di trovare conforto nell'idea di un aldilà. In questo senso richiama serie come The Returned (Francia, 2012-15) e l'australiana Glitch (2015-19). Tuttavia, Ethernel offre una variante a questo tipo di trama collegando vivi e morti attraverso un dispositivo che consente agli utenti di chiamare chi se n'è andato grazie all'oggetto transizionale della persona deceduta.

Questa meraviglia tecnologica offre anche qualche momento di leggerezza comica perché assomiglia a un comune altoparlante Bluetooth portatile e permette persino di chiamare quello che è probabilmente il più grande cantautore del Belgio, Jacques Brel. Il problema del dispositivo, però, è che supporta solo chiamate audio, il che significa che molto viene detto ma non mostrato sullo schermo.

La serie si concentra sulla tormentata famiglia Novack, con un'attenzione particolare a David Novack (Michaël Abiteboul), un poliziotto che fatica ancora a fare i conti con l'omicidio irrisolto della moglie, Ann. Novack lavora per l'unità di polizia Etherna, che utilizza gli oggetti transizionali per indagare sugli omicidi. Durante un'indagine incontra la misteriosa poliziotta italiana Lara di Angeli (Edwige Baily) e scopre che l'assassino di sua moglie, l'uomo con la macchia di vino (Tibo Vandenborre), è ancora a piede libero. I due investigatori si lanciano in una caccia all'assassino che potrebbe avere ripercussioni ben oltre Bruxelles e scuotere la Chiesa cattolica.

La serie ha coraggio, ma spreca anche parte del suo potenziale comprimendo l'equivalente di diverse stagioni di linee narrative in appena sei episodi, probabilmente a causa di un budget ridotto. Nathan Novack (Jean-Pierre Baudson), il nonno, ha ricevuto una diagnosi di demenza e medita il suicidio; Elsa, la zia impresaria di pompe funebri (Alexia Depicker), è profondamente sola e trova conforto in una relazione amorosa con un compagno di scuola defunto; Lara di Angeli cerca l'oggetto transizionale di Gesù e ricatta il Papa; e la moglie defunta di David nasconde diversi segreti…

Sei episodi semplicemente non bastano per approfondire tutto questo. Considerati gli affascinanti interrogativi filosofici ed etici che solleva, il pubblico probabilmente sarebbe disposto a restare più a lungo e a immergersi pienamente in questa storia. È su questo terreno che Ethernel eccelle. L'aldilà che immagina sembra essere fatto di solitudine eterna, come se i defunti fossero bloccati nel vuoto, prigionieri tanto dell'oltretomba quanto dei vivi a cui non possono riattaccare il telefono. Instilla nello spettatore un senso di disagio, spingendolo a mettere in discussione le proprie convinzioni e sollevando anche dilemmi spinosi: chi chiameremmo? Vorremmo che la nostra pace nell'aldilà fosse disturbata? È etico provare a controllare e commercializzare i morti?

Ethernel è prodotto dalla belga Hélicotronc, con il sostegno di Proximus e RTBF. La serie è distribuita da APC Studios.

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(Tradotto dall'inglese)

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