CANNES 2026 Semaine de la Critique
Cinque registi europei in concorso alla Semaine de la Critique di Cannes
- Marine Atlan, Blerta Basholli, Aina Clotet, Alexander Murphy e Sara Ishaq si contenderanno il Grand Prix

Cinque cineasti europei prenderanno parte alla competizione della 65ma Semaine de la Critique, in programma dal 13 al 21 maggio nell’ambito del 79mo Festival di Cannes. Svelato oggi tramite una conferenza stampa online (visibile sul sito Internet della Semaine) dalla delegata generale Ava Cahen, il programma dell’edizione 2026 include 11 lungometraggi (su 1050 candidati provenienti da 106 paesi), di cui sette in competizione che saranno giudicati da una giuria la cui identità sarà svelata in seguito (così come la selezione dei cortometraggi). Da notare che sei degli 11 lungometraggi in vetrina sono stati realizzati da donne.
Tra i sette film in lizza per il Grand Prix della Semaine figurano sei lungometraggi di finzione e un documentario. Spiccano in particolare gli esordi nel lungometraggio La Gradiva della francese Marine Atlan e Viva di e con la spagnola Aina Clotet (co-creatrice della serie This Is Not Sweden e ben nota come attrice, tra gli altri, in Elisa K, Los niños salvajes e La filla d’algú – leggi la news).
Due opere seconde saranno inoltre in programma con Dua della kosovara Blerta Basholli (che aveva trionfato al Festival di Sundance 2021 con Hive) e con il documentario Tin Castle dell’irlandese Alexander Murphy (apprezzato lo scorso anno a Tallinn con Goodbye Sisters).
Il concorso è completato da altri tre esordi nel lungo di finzione: The Station della cineasta scozzese-yemenita Sara Ishaq (vincitrice lo scorso anno del Final Cut in Venice), A Girl Unknown della cinese Zou Jing (vincitrice del premio Next Step nel 2024 - news) e Seis meses en el edificio rosa con azul del messicano Bruno Santamaría Razo, che si è fatto le ossa per una decina d’anni come direttore della fotografia.
La selezione 2026 comprende inoltre quattro opere prime francesi tra le Proiezioni speciali fuori concorso, tra cui il film d’animazione In Waves della franco-vietnamita Phuong Mai Nguyen, che aprirà questa edizione della Semaine (una prima volta nella storia della sezione per un’opera d’animazione). Saranno inoltre della partita la produzione franco-polacca Du Fioul dans les artères di Pierre Le Gall (con Alexis Manenti in testa al cast), La Frappe di Julien Gaspar-Oliveri (con interprete Bastien Bouillon) e Adieu monde cruel di Félix de Givry (con il giovane Milo Machado-Graner nel ruolo principale), che chiuderà la Semaine.
Molto eurocentrica, con due tocchi asiatici (Cina e Yemen) e un pizzico di America Latina (Messico), la Semaine de la Critique 2026 proporrà in concorso un affresco generazionale attraverso un viaggio scolastico in Italia di un gruppo di liceali francesi (La Gradiva), un film che mescola dramma e favola sul cameratismo, l’emancipazione e la resistenza delle donne di fronte a un regime autoritario (The Station), una ricerca d’identità in tre capitoli, dall’infanzia all’adolescenza, di una giovane cinese sballottata tra tre famiglie (A Girl Unknown), un’immersione nel quotidiano di una famiglia numerosa della comunità dei Travellers irlandesi (Tin Castle), un ritratto di donna dai toni di commedia agrodolce (Viva), un dramma familiare e romanzesco che gioca con i codici dell’home movie per far rivivere gli anni ’90 nei ricordi di un bambino alle prese con il mistero della malattia del padre (Seis meses en el edificio rosa con azul) e un racconto di formazione su sfondo drammatico attorno a un’adolescente che prova a costruirsi in pieno conflitto tra Kosovo e Serbia (Dua).
La selezione:
Lungometraggi
Concorso
La Gradiva - Marine Atlan (Francia/Italia)
Dua - Blerta Basholli (Kosovo/Svizzera/Francia)
Viva – Aina Clotet (Spagna)
The Station – Sara Ishaq (Yemen/Giordania/Francia/Germania/Paesi Bassi/Norvegia/Qatar)
Tin Castle - Alexander Murphy (Irlanda/Francia)
Seis meses en el edificio rosa con azul - Bruno Santamaría Razo (Messico/Danimarca/Brasile)
A Girl Unknown - Zou Jing (Cina/Francia)
Proiezioni speciali
In Waves - Phuong Mai Nguyen (Francia/Belgio, film d’apertura)
La Frappe - Julien Gaspar-Oliveri (Francia)
Du Fioul dans les artères - Pierre Le Gall (Francia/Polonia)
Adieu monde cruel - Félix de Givry (Francia/Belgio, film di chiusura)
Cortometraggi
Concorso
Adgwa-Ata – Zsuzsanna Kreif (Ungheria/Francia)
What Do the Maknines Dream Of (À Quoi rêvent les Maknines) – Sarra Ryma (Algeria/Francia)
City of Owls – Zhenia Kazankina (Francia/Germania/Italia)
Klasès Nuotrauka (Class Photo) – Arnas Balčiūnas (Lituania)
Man‘mi – Aude N’Guessan Forget (Francia)
Nafron – Daood Alabdulaa (Siria/Germania)
Skinny Bottines (Skinny Boots) – Romain F. Dubois (Canada)
"Vaterland" or A Bule Named Yanto ("Vaterland" Oder ein Bule Namens Yanto) – Berthold Wahjudi (Germania/Indonesia)
Visite en terre irradiée – Anne-Sophie Girault (Francia)
What Do You Seek in the Dark? – Tossaphon Riantong (Thailandia)
Proiezioni speciali
I Think You Should Be Here – Elie Grappe & Anna-Marija Adomaityté (Svizzera/Francia)
La Sentinelle (The Sentinel) – Ali Cherri (Francia)
Love Story – Laïs Decaster (Francia)
(Tradotto dal francese)
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