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FESTIVAL / PREMI Italia

No Good Men apre il FESCAAAL di Milano

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- La rom-com politica dell'afghana Shahrbanoo Sadat inaugura la 35ma edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, che si terrà dal 20 al 29 marzo

No Good Men apre il FESCAAAL di Milano
No Good Men di Shahrbanoo Sadat

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dell'afghana Shahrbanoo Sadat, il film che ha aperto l'ultima Berlinale, inaugurerà anche la 35ma edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL), che si terrà dal 20 al 29 marzo a Milano. Protagonista di questa “rom-com politica” - coproduzione tra Germania, Francia, Norvegia, Danimarca e Afghanistan, distribuito in Italia da Be Water Film - è la sola cameraman donna della tv di Kabul, nell’Afghanistan del 2021, alla vigilia del ritorno dei Talebani. Il FESCAAAL celebrerà Shahrbanoo Sadat con tre film e un incontro con la filmmaker dopo la proiezione del film.

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dream-of-another-summer_Pere Marzo

Sotto la direzione artistica di Annamaria Gallone e Alessandra Speciale, la manifestazione presenta quest’anno 47 film (21 realizzati da donne) confermando la sua vocazione di ponte culturale tra i tre continenti e l'Europa, con attenzione alle coproduzioni che permettono a queste cinematografie di raggiungere il pubblico internazionale e alle voci femminili che stanno ridefinendo i linguaggi cinematografici contemporanei.

Nel Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo sono molte le coproduzioni europee che hanno avuto la loro premiere in grandi festival. Da Un Certain Regard di Cannes arriva Aisha Can’t Fly Away [+leggi anche:
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intervista: Morad Mostafa
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, opera prima del regista egiziano Morad Mostafa, thriller urbano che vede protagonista una badante sudanese che vive in un quartiere nel cuore del Cairo, teatro delle tensioni tra i migranti africani e le gang locali. Da Un Certain Regard proviene anche Promis le ciel [+leggi anche:
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intervista: Erige Sehiri
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della franco-tunisina Erige Sehiri, premiato a Marrakech nel dicembre scorso, ambientato in una Tunisi attraversata da crescenti tensioni tra immigrati e tunisini, dove una pastora evangelica ivoriana (Debora Lobe Naney, anch’essa premiata) cerca di dare speranza ai suoi fedeli. Da Panorama della Berlinale il thriller psicologico Safe Exit [+leggi anche:
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intervista: Mohammed Hammad
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di Mohammed Hammad in cui un giovane custode di un palazzo del Cairo, conduce una vita solitaria, segnata dal trauma dell’uccisione dei genitori da parte dell’ISIS. Da segnalare anche Laundry [+leggi anche:
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, lungometraggio d'esordio della regista sudafricana Zamo Mkhwanazi presentato nella sezione Discovery di Toronto, racconto storico di formazione ambientato nella Johannesburg del 1968, nel pieno dell’Apartheid.

Nella sezione non competitiva Flash, il FESCAAAL propone tra gli altri Dao [+leggi anche:
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intervista: Alain Gomis
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, del franco-senegalese Alain Gomis in concorso alla Berlinale, che celebra vita, morte e memoria con un matrimonio alla periferia di Parigi e una commemorazione in Guinea-Bissau. Da Toronto e Locarno Irkalla – Gilgamesh’s Dream [+leggi anche:
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, del cineasta iracheno Mohamed Jabarah Al-Daradji, ci porta nelle strade di Baghdad, dove i bambini devono cavarsela da soli per sopravvivere ai tumulti. Selezionato a Toronto anche Palestine 36 [+leggi anche:
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di Annemarie Jacir, scelto per rappresentare la Palestina agli Oscar, e che chiuderà la serata della cerimonia di premiazione.

Nel Concorso Extr'A, riservato a film italiani, segnaliamo Ni primera ni dama della documentarista Barbara Cupisti, su Irina Karamanos, giovane antropologa e attivista politica in Cile che nel 2022, compagna del presidente Gabriel Boric accetta e dismette il ruolo di First Lady, rifiutando di essere solo una figura simbolica. Dall’Italia di fine Ottocento a Rio de Janeiro ne I fratelli Segreto di Federico Ferrone e Michele Manzolini la storia vera dei fratelli Pasquale, Gaetano e Alfonso Segreto, primi cineasti della storia del Brasile. Residence Hammamet - Il Maktub secondo mia madre [+leggi anche:
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, presentato a Roma, è un documentario di Salvatore Allocca sulla madre emigrata in Tunisia e sulla comunità di pensionati italiani che si trasferiscono dove la vita costa meno.

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