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BIFFF 2026

Recensione: Pinocchio: Unstrung

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- Il regista Rhys Frake-Waterfield smentisce gli scettici con questa giocosa e macabra reinvenzione di Pinocchio ambientata nel Twisted Childhood Universe

Recensione: Pinocchio: Unstrung

Pinocchio: Unstrung di Rhys Frake-Waterfield è il quinto film ambientato nel Twisted Childhood Universe (noto anche come Poohniverse), che finora comprende Winnie the Pooh: Blood and Honey (2023) e Bambi: The Reckoning (2025). Ha celebrato la sua prima mondiale al Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles (BIFFF). In linea con una lunga tradizione del BIFFF, il pubblico in sala era molto carico e ha accompagnato la proiezione con effetti sonori e commenti dal vivo.

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Al collettivo che ruota attorno a Frake-Waterfield e al produttore Scott Jeffrey (alias Scott Chambers) c’è voluto del tempo, ma Pinocchio: Unstrung potrebbe essere il primo dei film ambientati nel Poohniverse in cui l’abitudine dello stratega aziendale diventato cineasta di prendere personaggi amatissimi dal pubblico e trasformarli in psicopatici omicidi centra davvero l'obiettivo. Merito, con ogni probabilità, anche di un budget dieci volte superiore: €500.000 contro i €50.000 a disposizione per il primo capitolo di Winnie the Pooh.

Ecco l’essenza della storia: l’adolescente orfano James (interpretato da Cameron Bell) ha appena perso il suo migliore amico per un tumore. Per aiutarlo ad affrontare il lutto, suo nonno, Geppetto (Richard Brake), regala a James un pupazzo di legno dotato di anima, di nome Pinocchio (doppiato da Jude Evan Lloyd). Com’è tipico della sua età, James ignora gli avvertimenti del nonno e presenta Pinocchio al mondo esterno. Tuttavia, Pinocchio desidera diventare umano e dimostrare di essere degno dell’amicizia di James proteggendolo. Il ragazzo di legno, ingenuo, intraprende così una cruenta crociata per eliminare chiunque possa fare del male a James e per procurarsi le parti del corpo di cui ha bisogno per diventare umano.

Durante la furia omicida di Pinocchio, emerge chiaramente che Geppetto nutre una sorta di complesso divino faustiano e non si è intromesso nelle anime umane per pura bontà d'animo. I motivi faustiani non si fermano qui: Pinocchio, con la sua ingenuità, richiama Gretchen/Margarete. La sua anima viene infine corrotta dal desiderio di essere umano e dal Grillo Parlante, un’altra delle creazioni di legno di Geppetto, particolarmente diabolica, resa magistralmente viva dalla voce del veterano dell’horror Robert Englund. Dal punto di vista narrativo, lo scenario faustiano non è certo una novità, ma qui viene rielaborato in modo originale.

Englund ed Evan Lloyd offrono prove avvincenti, rendendo i loro personaggi al contempo affascinanti e agghiaccianti. Soprattutto, però, il film beneficia del palpabile entusiasmo della squadra dietro la macchina da presa, evidente in ognuno degli omicidi di Pinocchio, eseguiti con un tocco quasi artistico: dal trafiggere le persone con il suo lungo naso allo strappare i denti a un dentista innocente. Gli effetti speciali, per lo più di animatronica supervisionata da Todd Masters e realizzati da marionettisti, beneficiano dell’esperienza pregressa di Masters su film come Child’s Play (2019). La dedizione agli effetti artigianali dimostra anche che i creatori del Poohniverse hanno un debole per i loro personaggi e non mirano a infrangere i sogni dei bambini.

Prima di tutto, il film è un dignitoso intrattenimento di genere. Chi cerca maggiore profondità farà meglio a rivolgersi altrove, ma per gli appassionati del genere questo titolo è assolutamente appagante.

Pinocchio: Unstrung è una coproduzione Regno Unito-Stati Uniti realizzata da Jagged Edge Productions Ltd. È attualmente in cerca di un distributore.

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(Tradotto dall'inglese)

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