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VISIONS DU RÉEL 2026

Recensione: The Illusion of a Quiet Night

di 

- Il lungometraggio della regista ucraina Olga Chernykh è un ritratto collettivo, poetico ed esteticamente potente, di chi lotta per la sopravvivenza cercando la luce malgrado gli orrori della guerra

Recensione: The Illusion of a Quiet Night

Dopo A Picture to Remember, film di apertura dell’IDFA (2023), con il suo ultimo lungometraggio, The Illusion of a Quiet Night, presentato nel Concorso Burning Lights di Visions du Réel, la regista ucraina Olga Chernykh torna a parlare di quanti e quante la guerra non l’hanno certamente scelta ma che la devono, inevitabilmente subire. La loro non è però mai un’accettazione rassegnata di una situazione fatta di incertezza e violenza, quello che cercano è piuttosto un minimo di speranza, dei segni di umanità in un una vita quotidiana diventata infernale.

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Nella notte tra il 27 e il 28 luglio 2025, quaranta cineasti hanno viaggiato per tutta l’Ucraina: dalle foreste del nord alle steppe del sud, dalle postazioni in prima linea alle città squarciate dai bombardamenti aerei, per documentare una singola notte d’estate in un paese in guerra da quattro anni, un territorio invaso e ferito ma mai rassegnato. Questi brevi ritratti sono arricchiti dal contributo significativo di un centinaio di cittadini e cittadine che hanno filmato la loro vita quotidiana sotto assedio. Il film di Olga Chernykh nasce proprio da questo lavoro collettivo, da questa pluralità di esperienze. Con uno sguardo al contempo personale e multiforme, la regista regala al pubblico un affresco collettivo di persone provenienti da ogni regione dell’Ucraina, compresi i territori occupati di Donetsk e della Crimea. Ognuno affronta questa notte a modo suo: chi crede di non avere ormai più niente da perdere e si lascia cullare da una musica techno che diventa la colonna sonora di un catartico rito collettivo, chi invece si confronta con la perdita di una persona cara, o ancora chi cerca di ritrovare un simulacro di normalità nel rassicurante ritmo di turni lavorativi che non hanno ormai più senso.

Quello che Olga Chernykh ci propone di osservare, durante una notte, è una nazione che è cambiata nel profondo. La leggerezza dei piccoli gesti del quotidiano si è trasformata in paura, in angosciante attesa di un futuro marcato dalla distruzione e dal caos: un cane si accuccia rassegnato in un appartamento aspettando che i bombardamenti finiscano, una giraffa sgrana gli occhi in uno zoo ormai abbandonato o ancora una mamma cerca di rassicurare il proprio bambino dicendogli che i rumori che sente sono quelli, quotidiani, dei raid aerei. Malgrado ciò, la voglia di vivere, di lottare, non abbandona mai un popolo ferito che non intende però lasciarsi schiacciare. Che si tratti di un fugace momento di tenerezza, del rifiuto di cedere al terrore, di piccoli gesti del quotidiano che si trasformano in atto di resistenza, la luce squarcia la notte ricordandoci che nulla è ancora perso. The Illusion of a Quiet Night è un film che trasforma la notte in osservatorio di vite spezzate ma mai rassegnate, di esseri umani che cercano di aggrapparsi all’idea che malgrado la stanchezza e la paura, tutto passerà e la vita riprenderà il suo corso.

Con The Illusion of a Quiet Night, Olga Chernykh riesce nell’impresa di far coabitare e dialogare una moltitudine di realtà, di punti di vista e di sensibilità. Con grande maestria, grazie ad un montaggio allo stesso tempo finemente calibrato e poetico, la regista ci offre il ritratto di una nazione che ha trasformato la resilienza in arma, in manifesto contro l’indifferenza. La vita sembra nascondersi in ogni immagine, furtiva, feroce e potente, determinata a resistere nonostante gli orrori di una guerra ingiusta e brutale. The Illusion of a Quiet Night è un film che ci fa sperare che il giorno tornerà a sorgere, malgrado, l’oscurità ossessiva della notte.

The Illusion of a Quiet Night è prodotto da Tabor e Suspilne Ukraine.

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