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GOEAST 2026

Recensione: The Queen and the Smokehouse

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- Il film d'esordio di Iga Lis è un ritratto toccante di un luogo e di una donna dall'instancabile etica del lavoro, ambientato in un angolo incantevole della costa baltica

Recensione: The Queen and the Smokehouse

Miecia non sarebbe se stessa lontano dalla romantica località balneare di Łeba sulla costa polacca, ma Łeba sarebbe ancor meno senza Miecia e la sua bancarella di pesce affumicato, che gestisce da 40 anni – come la Gioconda e il paesaggio circostante, che difficilmente avrebbero senso l'uno senza l'altra. La protagonista di The Queen and the Smokehouse di Iga Lis, attualmente in concorso al goEast Film Festival di Wiesbaden, è popolarmente conosciuta come la Regina di Łeba, per il pesce più pregiato della città e per la sua determinazione a mandare avanti il suo leggendario affumicatoio "finché morte non li separi", mentre perfino il trenino turistico la raccomanda come la principale attrazione della zona.

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Lavorando nell'affumicatoio dal tramonto all'alba, nel suo spazio privato preferisce stare per conto suo e non dipendere troppo dalla volontà degli uomini, soprattutto durante la stagione delle bevute, un periodo che sembra essere segnato dai ricordi del padre alcolizzato. Affetta da un bisogno compulsivo di fumare, è stato lo stesso fumo a consumarla; eppure Miecia si è appassionatamente arresa alla sua aura magnetica. La sua instancabile etica del lavoro, che si è diffusa anche al suo affiatato team, può essere interrotta solo da preoccupanti esami polmonari che la costringono quasi forzatamente a una riabilitazione termale, dove, forse per la prima volta, può mettere se stessa al primo posto. Non per un narcisistico bisogno di cura di sé, ma perché, in fondo, ha fame di vita – la vita e la comunità affettuosa che ha costruito attorno al suo affumicatoio.

Da una distanza ravvicinatissima, eppure con tenerezza e delicatezza, Iga Lis tratteggia il ciclo quotidiano di Miecia: dai momenti trasformativi come la ristrutturazione della sua bancarella ai dettagli intimi – la vediamo a letto con il cane, mentre si spalma la crema notte allo specchio, mezza nuda per una radiografia – mentre la macchina da presa minimalista del DoP Kacper Gawron non è mai invadente, trovando sempre il tono giusto per ogni sequenza. Attraverso un montaggio ritmico e una musica energica in alcuni passaggi, e un passo più contemplativo in altri, la routine quotidiana di Miecia si dispiega sullo schermo come una giostra in un luna park in cui il turismo ha trasformato Łeba. Come suggerisce il titolo originale del film, Bałtyk, non si tratta tanto di Łeba in sé, né soltanto della personalità singolare di Miecia, quanto piuttosto dello spirito baltico autentico che va affievolendosi tra le attrazioni, e di uno degli ultimi mohicani a guardia delle porte dell'esperienza di vita reale in un continente che si è lentamente ma inesorabilmente trasformato in un parco divertimenti.

In tempi in cui si vaga per il mondo in cerca di senso e felicità, riempiendosi di ambiziosi obiettivi di carriera per sentirsi "di successo" e "importanti", The Queen and the Smokehouse rende omaggio a una donna che non si allontana mai dal suo posto, dedicando la sua vita a un lavoro incessante, e affermando l'intramontabile saggezza secondo cui una semplice esistenza al servizio degli altri e per la loro gioia può essere la fonte più generosa di ispirazione, appagamento e senso di completezza. In questo senso, il film appare come un rifugio confortante di vera essenza, che potrebbe rivelarsi non così complessa o inaccessibile come immaginiamo.

The Queen and the Smokehouse è prodotto dal polacco Munk Studio – Polish Filmmakers Association in coproduzione con Canal+, Silver Frame e MX35. Le vendite mondiali sono affidate a KFF Sales & Promotion.

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(Tradotto dall'inglese)

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