Recensione: A Fox Under a Pink Moon
di Ola Salwa
- Il film di Mehrdad Oskouei su una rifugiata afghana, la cui realizzazione ha richiesto oltre cinque anni, dimostra che anche nella notte più buia c'è sempre una luce che emana dalla luna

Il titolo del recente documentario di Mehrdad Oskouei è assai poetico e lascia intuire che l’intero film sarà altrettanto sottile e lieve. Non è così. A Fox Under a Pink Moon, presentato in prima mondiale a novembre dello scorso anno all’IDFA e fresco vincitore del premio Big Stamp a ZagrebDox (leggi la news), indaga le cupe realtà vissute da una rifugiata afghana, che da anni tenta di raggiungere l’Europa e di ricongiungersi con la madre, ormai stabilmente sistemata in Austria. Quando incontriamo la protagonista, Soraya Akhlaghi, che ha girato tutte le immagini con il suo telefono, realizzato i disegni usati per le parti animate ed è accreditata come co-regista, ha 16 anni. Nonostante la giovane età, è già esperta del “game”, che nel gergo dei rifugiati significa tentare di attraversare illegalmente il confine. Pur perdendo, continua a giocare. La seguiremo per i cinque anni successivi, entrando più da vicino nelle sue condizioni di vita e nel suo paesaggio emotivo, che trasforma rapidamente il pubblico da spettatore passivo in sostenitore della protagonista.
Nell’attesa di “vincere il game”, Soraya modella sculture e disegna. Le sue opere, o meglio il suo mondo artistico, è abitato da quattro figure importanti, ciascuna con un significato simbolico, che ci viene decifrato dalla sua voice-over. A volte registra messaggi per Mehrdad Oskouei, che ha incontrato Soraya mentre preparava un altro progetto. Ha realizzato A Fox Under a Pink Moon interamente a distanza e ha scelto di essere un autore molto discreto, quasi invisibile, lasciando il centro della scena alla voce della sua protagonista: una strategia già adottata anche nei lavori precedenti.
L’approccio artistico di Oskouei si manifesta nel montaggio, avendo selezionato appena 76 minuti da alcune centinaia di ore di materiale. Costruisce il film sul contrasto, intrecciando scene della vita quotidiana, tanto ordinaria quanto dura, di Soraya (che è anche vittima di violenza domestica) e sequenze che mostrano le sue opere in modi diversi. Narra il film in e fuori campo, parlando delle sue speranze e dei suoi sogni e descrivendo anche i faticosi viaggi verso il confine. Ciò, insieme al paesaggio sonoro, che spesso isola i suoni del suo respiro, facilita la creazione di un legame con lei. Soraya è una giovane donna delicata, affascinante e spiritosa, ma anche una mente lucida. I suoi commenti su come siano stati selezionati gli afghani per salire sull’ultimo aereo statunitense in partenza dal Paese, dopo la decisione di Joe Biden di ritirare le truppe, così come quelli sul destino delle donne, colpiscono per brevità e immediatezza.
A Fox Under a Pink Moon ci offre uno sguardo su ciò che è accaduto al suo popolo dopo la presa del potere dei talebani in Afghanistan nel 2021. In un certo senso, il film completa altri due recenti documentari che mostrano le realtà di chi è rimasto nel Paese o sostiene le nuove regole: The Secret Reading Club of Kabul di Elina Hirvonen e Shakiba Adil, che ha vinto di recente la competizione NORDIC:DOX al CPH:DOX; e Kabul, Between Prayers di Aboozar Amini, presentato in prima mondiale fuori concorso a Venezia lo scorso anno.
Il film di Oskouei non è semplicemente un altro ritratto delle vite precarie di chi ha dovuto abbandonare la propria terra, che capitalizza sulle loro difficoltà e sui loro traumi. Con compassione, umanizza una crisi troppo spesso ridotta ai numeri degli attraversamenti illegali e ai bilanci delle vittime tra i “giocatori”. Inoltre, senza essere pretenzioso o kitsch, A Fox Under a Pink Moon ci ricorda che lo spirito umano è risoluto nella volontà di sopravvivere e che, anche nei momenti più bui, al suo interno brillano molte sfumature di rosa.
A Fox Under a Pink Moon – una coproduzione tra Iran, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Danimarca – è prodotto da Dreamlab Films e Oskouei Films. CATS&Docs ne cura le vendite internazionali.
(Tradotto dall'inglese)
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