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FESTIVAL / PREMI Italia

Fuori dalla comfort zone con il Riviera International Film Festival

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- “No Risk, No Stories” è il claim della 10ma edizione del festival, in programma a Sestri Levante dal 5 al 10 maggio, che si aprirà con il doc sul neoeletto premier ungherese Peter Magyar

Fuori dalla comfort zone con il Riviera International Film Festival
Spring Wind - The Awakening di Tamás Yvan Topolánszky e Claudia Sümeghy

Si aprirà con la prima internazionale del documentario su Peter Magyar, alla presenza del neoeletto premier ungherese in persona, la 10ma edizione del Riviera International Film Festival, in programma a Sestri Levante, in Liguria, dal 5 al 10 maggio prossimi. Spring Wind - The Awakening, il film diretto da Tamás Yvan Topolánszky e Claudia Sümeghy che documenta l’ascesa del politico anti-Orbán vincitore alle elezioni in Ungheria il 12 aprile scorso, si preannuncia come un vero e proprio film-evento: "Spring Wind è diventato il documentario ungherese più visto di sempre nei cinema”, ha sottolineato lo stesso Magyar sui social annunciando la sua partecipazione al festival ligure, “ha 3,3 milioni di visualizzazioni su YouTube in 2 giorni ed è in testa alla classifica degli ascolti Hbo da due settimane”. Il film sarà presentato fuori concorso.

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“No Risk, No Stories” è il claim scelto per il decennale del festival il cui obiettivo dichiarato è dare spazio ai film e alle storie che hanno il coraggio di uscire dalla comfort zone. I film in gara sono dieci, rappresentano 14 paesi del mondo e, come da regolamento, sono tutti diretti da registi under 35. Si va dai drammi tedeschi Karla di Christina Tournatzés, A Fading Man di Welf Reinhart e Six Weeks On di Jacqueline Jansen, al titolo estone Fränk di Tõnis Pill e al lituano Renovation di Gabriele Urbonaite, passando per lo spagnolo Fury di Gemma Blasco, un crime dalla Guadalupa (Zion di Nelson Foix) e il thriller anglo-francese Legionario di David ed Eric Cummings, in cui un soldato francese è costretto a tornare nella sua nativa Colombia per confrontarsi con il suo passato di guerrigliero delle FARC; in programma anche due commedie americane (Idiotka di Nastasya Popov e Fior di latte di Charlotte Ercoli).

Il concorso riservato ai documentari schiera dieci titoli provenienti da Svizzera, Inghilterra, Ucraina, Belgio, Italia, e da Canada, Stati Uniti, Brasile, Australia. Dal Vecchio Continente arrivano Iceman di Corina Gamma, su Koni Steffen, glaciologo scomparso nel 2020 tra i crepacci della Groenlandia; Rhino di Tom Martienssen, dedicato alla lotta per salvare i rinoceronti neri dall'estinzione; Second Wind di Masha Kondakova, storia di cinque eroi che stanno riscrivendo la definizione di impossibile, dai campi di battaglia dell'Ucraina al tetto dell'Africa. E poi ancora, Attraverso i nostri occhi di Marco Marras, in cui l’attrice Caterina Murino attraversa la Sardegna per documentare l’emergenza del randagismo, e Eat More Trees di Arne Forcketyn, sul fenomeno della desertificazione.

Tra le proiezioni fuori concorso spicca l’anteprima di Quasi Grazia di Peter Marcias, ispirato alla vita della scrittrice Premio Nobel Grazia Deledda e che sarà presentato a Sestri dalla protagonista Laura Morante. Si segnalano infine le quattro masterclass con Matthew Modine, Giovanni Veronesi, Stephen Frears e Silvio Soldini, e il talk su La voce di Hind Rajab che vedrà la protagonista Saja Kilani e la casting agent Lara Abul Failat riflettere su come questo film abbia contribuito a mettere in discussione i confini tra documentazione, attivismo e arte.

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