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OSCAR 2026

Sentimental Value vince l'Oscar come miglior film internazionale

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- Il film di Joachim Trier si è ritagliato un posto di rilievo in una cerimonia dominata da Una battaglia dopo l'altra, in cui è stato premiato anche Mr. Nobody Against Putin come miglior documentario

Sentimental Value vince l'Oscar come miglior film internazionale
Sentimental Value di Joachim Trier

Ieri, la cerimonia della 98ma edizione degli Oscar ha celebrato il meglio dell'annata e ha chiuso la stagione dei premi incoronando Una battaglia dopo l'altra. Con un totale di sei statuette, surclassando Sinners di Ryan Coogler, che ne ha portate a casa quattro, il film di Paul Thomas Anderson è stato il grande vincitore di una serata che non ha lasciato molto spazio ai film europei.

Dopo aver raccolto nove candidature, Sentimental Value di Joachim Trier ha mantenuto le promesse come favorito nella categoria Miglior film internazionale, aggiudicandosi proprio quell’Oscar. Vincitore del Grand Prix a Cannes e degli European Film Awards, è diventato il primo film norvegese a trionfare nella categoria nella storia degli Oscar. Trier, che ha dichiarato di essere “solo un regista norvegese” per sottolineare quanto sia raro che i cineasti internazionali riescano a ottenere questo risultato, ha affermato che i titoli in gara sono “film importanti e bellissimi che riflettono le nostre crisi presenti e quelle del passato”. E ha aggiunto: “Vorrei chiudere parafrasando il meraviglioso scrittore statunitense James Baldwin, che ci esorta a ricordare che tutti gli adulti sono responsabili di tutti i bambini, quindi non votiamo per politici che non prendono questo sul serio o non lo tengono in considerazione”.

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L’Oscar per il Miglior documentario è andato a un film 100% europeo, Mr. Nobody Against Putin, coproduzione danese-ceca diretta da David Borenstein e Pavel Talankin, affermatosi come il documentario di maggior successo dell’anno. La sua prima mondiale al Sundance, dove ha vinto il Premio speciale della giuria, è stata seguita da diversi riconoscimenti, tra cui i premi principali a Les Arcs e ZagrebDox, e persino i BAFTA. Il regista statunitense Borenstein ha dichiarato che il documentario è “una storia su come si perde il proprio Paese”, e ha ricordato al pubblico la necessità di riprendere il controllo, poiché “persino un signor nessuno può essere più potente di quanto pensiamo”, mentre l’insegnante russo Talankin, protagonista del documentario, ha implorato: “In nome del nostro futuro e dei nostri figli, fermate tutte queste guerre, adesso”.

Nelle categorie interpretative, la favorita Jessie Buckley ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista, per la sua sentita interpretazione in Hamnet di Chloé Zhao. Nel suo discorso, l’attrice irlandese ha rivolto un saluto al suo Paese, agli irlandesi presenti con lei, così come alle madri e alle donne che lavorano nell’arte.

In una cerimonia in cui gli interventi più politici sono arrivati dai team europei, un altro talento del Vecchio Continente, Javier Bardem, presentatore dell’Oscar per il Miglior film internazionale, ha detto forte e chiaro: “No alla guerra” e “Free Palestine”. Gli altri candidati prodotti o coprodotti dall’Europa in lista - guidati da Bugonia di Yorgos Lanthimos e L'agente segreto di Kleber Mendonça Filho, entrambi con quattro candidature; Un semplice incidente di Jafar Panahi e Sirāt di Óliver Laxe, entrambi con due; e comprendenti anche La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt, Cutting Through Rocks di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, Arco di Ugo Bienvenu, e La piccola Amélie Mailys Vallade e Liane-Cho Han - sono usciti dalla cerimonia a mani vuote.

L’elenco completo dei vincitori:

Miglior film
Una battaglia dopo l'altra – Paul Thomas Anderson (Stati Uniti)

Miglior regia
Paul Thomas Anderson - Una battaglia dopo l'altra

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley - Hamnet (Regno Unito/Stati Uniti)

Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan - Sinners

Miglior attrice non protagonista
Amy Madigan - Weapons (Stati Uniti)

Miglior attore non protagonista
Sean Penn - Una battaglia dopo l'altra

Miglior film internazionale
Sentimental Value – Joachim Trier (Norvegia/Francia/Danimarca/Germania)

Miglior documentario
Mr. Nobody Against Putin – David Borenstein, Pavel Talankin (Danimarca/Repubblica Ceca)

Miglior film d’animazione
KPop Demon Hunters – Chris Appelhans, Maggie Kang (Stati Uniti)

Miglior sceneggiatura originale
Ryan Coogler - Sinners

Miglior sceneggiatura non originale
Paul Thomas Anderson - Una battaglia dopo l'altra

Miglior casting
Una battaglia dopo l'altra

Miglior fotografia
Sinners

Miglior montaggio
Una battaglia dopo l'altra

Migliori effetti visivi
Avatar: Fuoco e cenere (Stati Uniti)

Miglior scenografia
Frankenstein

Migliori costumi
Frankenstein

Miglior trucco e acconciatura
Frankenstein

Miglior sonoro
F1

Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson - Sinners

Miglior canzone originale
“Golden” (KPop Demon Hunters)

Miglior cortometraggio live action (ex aequo)
The Singers – Sam A. Davis (Stati Uniti)
Two People Exchanging Saliva – Natalie Musteata, Alexandre Singh (Francia/Stati Uniti)

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms – Joshua Seftel (Stati Uniti)

Miglior cortometraggio d’animazione
The Girl Who Cried Pearls – Chris Lavis, Maciek Szczerbowski (Canada)

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(Tradotto dall'inglese)

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