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Recensione: Illusione
- Il nuovo film di Francesca Archibugi è un thriller che mischia traffici sessuali internazionali e personaggi alle prese con le proprie ombre, con protagonista una ragazza “magica”

Tutto è nato da un trafiletto letto su un giornale di provincia. Una giovane donna – forse minorenne, forse dell’Est – era stata ritrovata in un fosso alla periferia di Perugia, ben vestita e in fin di vita. Il giorno dopo, nessuno ne parlava più. “Sembrava che al mondo non interessasse di questa ragazzina, così mi sono detta ‘vabbè, importa a me’”. Francesca Archibugi spiega così la genesi del suo nuovo film, Illusione, che dopo il debutto lo scorso ottobre alla Festa del cinema di Roma e poi il passaggio al Bif&st 2026, esce il 7 maggio nelle sale italiane con 01 Distribution. Intorno a quella ragazzina, Archibugi ha costruito un personaggio di fantasia, l’indagine sul suo misterioso caso e tutto un universo di mafie, sfruttamento e potere che arriva fino al Parlamento europeo.
Scritto dalla regista con il sodale Francesco Piccolo e con Laura Paolucci (i tre avevano firmato insieme anche la sceneggiatura de Il colibrì), a partire da un trattamento di ben 90 pagine, Illusione è un film denso e articolato che tratta di traffici sessuali internazionali ma ancor di più di persone, poiché all’indagine giudiziaria affianca un’indagine psicologica che, in un modo o nell’altro, scava nelle ambiguità di tutti i personaggi. Al centro, c’è Rosa Lazar (incarnata dall’esordiente Angelina Andrei), una vivace 15enne moldava che sembra un’aliena: bella, bionda, sempre allegra e piena di luce, anche con i tagli e i lividi che si porta addosso da quando è stata ritrovata priva di sensi sul ciglio di una strada. Accolta in una casa famiglia, indagano sul suo caso l’austera sostituta procuratrice Cristina Camponeschi (Jasmine Trinca) e lo psicologo infantile dalla vita caotica Stefano Mangiaboschi (Michele Riondino). Rosa si invaghisce di quest’ultimo, il quale non tarda a diagnosticare alla giovane donna un disturbo psichico che la porta a deformare la realtà. La ragazza si mostra ingenua e sfacciata allo stesso tempo, e del tutto inconsapevole del male che ha subito.
In un andirivieni tra presente e passato, il film si concentra sulla storia di questa bambina nel corpo di una donna che sembra fidarsi di tutti, anche di chi non dovrebbe, e il cui sogno è fare la modella. Originaria di un villaggio povero alla periferia di Bucarest, dopo aver vinto un concorso locale di bellezza viene presa e portata in Francia, a Strasburgo, da suo cugino, che la introduce nei luoghi del potere dove girano soldi, droga e sesso. Rosa diventa famosa come la “vergine moldava” e la sua compagnia è richiestissima, anche ai piani alti delle istituzioni europee. Come sia poi finita, malmenata, in un fossato a Perugia è ciò che viene ricostruito un tassello alla volta, mentre nel presente emergono le ombre di chi si occupa della sua vicenda (nel cast anche Filippo Timi nei panni del vicequestore locale e Vittoria Puccini in quelli della moglie di Stefano che lo mette in guardia dai pericoli del transfert): rivalità e sospetti, passati burrascosi, disfunzioni familiari, crisi di coppia, dilemmi morali, distorsioni mediatiche. Lo psicologo finisce nei guai e viene sospettato di atteggiamenti inopportuni, mentre ancora si cerca di capire cosa sia successo alla piccola Rosa durante il suo viaggio all’inferno.
Troppa carne al fuoco? Forse sì. La trama è comunque costruita in maniera avvincente, e una menzione speciale va alla debuttante Andrei, che dà corpo e anima a questa ragazza “magica” – per alcuni è una fata, per altri una strega – la cui fragilità è proprio ciò che la rende immune agli orrori del mondo.
Illusione è una produzione Fandango con Rai Cinema in coproduzione con Tarantula Belgique; Fandango si occupa anche delle vendite estere.
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