Recensione: Kiss and Be Friends
di Olivia Popp
- Due amiche della scuola d'arte in viaggio a Lisbona scoprono presto quanto siano diverse nella spassosissima commedia a basso budget di Ana Baldini e Roly Witherow

Due amiche, una città, un weekend a Lisbona: quello che doveva essere un felice viaggio tra ragazze si trasforma in una drammatica lite in Kiss and Be Friends, il lungometraggio d’esordio della coppia di registi Ana Baldini e Roly Witherow, da una sceneggiatura di Witherow. Con la cifra stilistica di un piccolo film cult, questa commedia creativamente minimalista ha appena debuttato in prima mondiale nel concorso nazionale di IndieLisboa.
Due amiche dell’accademia, Amandine (Marine Arradon) – esigente e convinta che tutto le sia dovuto, francese – e Sofia (Anu Loureiro) – arrendevole e silenziosa, portoghese – sono a Lisbona per il weekend. A una festa, Amandine s’invaghisce subito di Guilherme (Gustavo Rebelo), un giovane baffuto che la Gen Z potrebbe definire un “maschio performativo”, il quale è attratto dalla sua assertività e dal fatto che lei affermi di essere una curatrice a Londra. Lei si lancia in un weekend di passione sfrenata, dimenticando in fretta i piani con Sofia, che trascorre il viaggio da sola in un parco divertimenti.
Se avere un’amica che si fa distrarre da una persona attraente può essere un’esperienza universale, come si gestisce questo desiderio è tutta un’altra storia. Il film sarebbe molto diverso se non fosse per il carattere quasi ridicolo di Amandine (un nome opportunamente pretenzioso che si è autoattribuita a 12 anni), che regala battute esilaranti a chi è disposto a immergersi nella sua deliziosamente disinvolta crudeltà e nel suo totale disprezzo per gli altri. Come un personaggio da sitcom ignaro dei propri difetti pur continuando a fare scelte discutibili, Amandine è indimenticabile nella sua sprezzante noncuranza. Il film decolla grazie alla performance brillantemente caustica di Arradon che, tra il broncio e gli occhialini da sole minuscoli, riesce a stare in equilibrio sul confine tra l’insopportabile e il grottesco senza che la sua personalità diventi respingente.
Una serie di conversazioni intercalate tra altri invitati alla festa suggerisce in modo ingegnoso come altrettanto dramma potrebbe consumarsi tra gli altri: siamo semplicemente testimoni di quest’unico insieme di storie. La sua tavolozza cromatica, più ricca della vita reale, è resa materica da quella che sembra essere per lo più luce naturale, il che significa che la fotografia (di Will Tremlett) non cerca di elevare il film oltre la sua dimensione. Senza curarsi di una messa in scena eccessiva, l'opera risulta vagamente teatrale, ma in un modo che appare più amichevole e accogliente che sgradevolmente raffazzonato.
Nel breve e delizioso Kiss and Be Friends, quello che vedi è quello che ottieni: non c’è redenzione per Sofia in questa amicizia tossica e non ci sono grandi proclami morali o lezioni di vita, che forse altrimenti minerebbero il suo fascino semplice. L’avventura forzatamente solitaria di Sofia risulta appropriatamente pensierosa e comprensibilmente sconsolata, mentre si preoccupa per l’amica, che sembra essere scomparsa dalla faccia della Terra. Alla fine del film, ci si chiede come mai le due, ai poli opposti, siano mai diventate amiche – ma a volte le persone sono semplicemente cattive, e la vita va così.
Kiss and Be Friends è una produzione della Idioma Pictures (Portogallo) degli stessi cineasti, con il sostegno di Cinemate (Portogallo) e Planar (Portogallo), e in associazione con Idris Films (Regno Unito). Le vendite internazionali sono gestite sempre da Idioma Pictures.
(Tradotto dall'inglese)
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