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FILM / RECENSIONI Estonia

Recensione: Frank

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- Il primo lungometraggio di Tõnis Pill è un crudo coming-of-age ambientato in una cittadina estone tra bullismo, famiglie disfunzionali e “mostri”, ma con tocchi inaspettati di poesia

Recensione: Frank
Derek Leheste in Frank

Un disclaimer a inizio film avverte: quest’opera contiene scene che ritraggono bambini che fumano, bevono alcolici e usano violenza, e questa visione potrebbe turbare qualcuno. Mette a disagio, in effetti, molto di quanto viene mostrato in Frank del regista estone Tõnis Pill, presentato in concorso al 10mo Riviera International Film Festival (dopo l’anteprima ufficiale al Festival Black Nights di Tallinn lo scorso novembre) e premiato al festival ligure per il miglior attore, il giovane Derek Leheste. Con questo denso e dolente coming-of-age ambientato nella provincia estone nei primi anni Duemila, il regista di Tallinn, diplomato alla Baltic Film and Media School (BFM), firma il suo primo lungometraggio dopo aver realizzato diversi corti e aver lavorato come primo aiuto regista nel film campione d’incassi estone Truth and Justice, fra gli altri. E la solidità di questo suo esordio fa ben sperare per i suoi prossimi lavori.

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La prima sequenza a cui assistiamo è quella in cui un ragazzone un po’ sgraziato, ripreso di spalle, posiziona alcuni tappi di bottiglia sui binari del treno e aspetta il passaggio del convoglio per vedere cosa ne rimane. Allo stesso tempo, Paul (Derek Leheste), un ragazzino di 13 anni con un padre violento e una madre che subisce, arriva in città dove andrà a stare da suo zio per qualche giorno, in attesa che si calmino le acque dopo aver assistito all’ennesimo episodio di violenza domestica. L’incontro tra il ragazzo dei tappi e Paul avviene quasi subito, e per quest’ultimo è uno shock: il ragazzo ha una severa disabilità sia mentale che fisica e quando gli mostra il suo volto, gravemente deforme, il 13enne scappa. Più tardi, Paul incrocia per strada una banda di ragazzini del luogo, che non esitano a bullizzarlo. Ma lui ha la scorza dura e sa come farsi rispettare. Viene quindi accolto nella gang capeggiata da Jasper (Tõru Kannimäe), il cui passatempo preferito è tirare sassi proprio a Frank, il ragazzo disabile (incarnato da Oskar Seeman). Per essere accettato, anche Paul dovrà dar prova di spietatezza verso Frank, sebbene in segreto stia nascendo un’amicizia tra loro due. E la rivalità che a un certo punto si instaura tra Paul e Jasper li porterà ad alzare sempre più l’asticella degli abusi.

Tõnis Pill ritrae con realismo e senza sconti un contesto povero e degradato, quello della provincia estone di inizio millennio, dove la vita è dura e i giovani navigano in ambienti violenti, senza una guida. Il regista ne ha avuto esperienza diretta, e anche il personaggio di Frank è ispirato a un uomo realmente esistito nella sua città natale. “Non voglio solo parlare di quanto sia sbagliato il bullismo”, chiarisce Pill, “voglio mostrare e spiegare perché un bullo diventa tale, e come può tornare sulla retta via”. Paul e Jasper sono in fondo simili, hanno entrambi famiglie difficili alle spalle e nessuno che li ascolti, sono due vittime prima ancora che carnefici. Frank invece ha chi si occupa di lui con calore e comprensione, e sa restituire questo amore, nonostante tutti si prendano gioco di lui o lo chiamino “scherzo della natura”. Ci si chiede chi siano i veri “mostri” in questo dramma giovanile in cui tutti sembrano fare la cosa sbagliata, specialmente gli adulti; ma alla fine, anche in mezzo a tanta oscurità trova spazio un pizzico di umanità e poesia, di sensibilità e redenzione.

Frank è una produzione estone guidata da Allfilm in coproduzione con Tallifornia e High Voltage. Le vendite internazionali sono a cura della società di Toronto Syndicado Film Sales.

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