CANNES 2026 Proiezioni di mezzanotte
Recensione: Sanguine
- CANNES 2026: Marion Le Corroller si dà alla pazza gioia in un primo lungometraggio totalmente sfrenato, che intreccia racconto di formazione, fantasy cruento e satira sociale

"Se vi sentite fragili, vi consiglio di lasciare subito questo reparto… Credetemi, non sarà affatto una passeggiata". Queste parole della primaria del pronto soccorso che accoglie i nuovi specializzandi annunciano nel modo più chiaro possibile il tono del ribollente Sanguine di Marion Le Corroller, presentato in Proiezione di mezzanotte al 79mo Festival di Cannes.
Affrontando il cinema di genere della mutazione con frenetica ferocia e traboccante di umorismo nero, la regista francese, nella scala ancora perfezionabile di un'opera prima, segue le orme telluriche della sua connazionale Coralie Fargeat (Revenge, The Substance), il tutto venato da un pizzico di spirito sociale-caustico alla Albert Dupontel e da una tonalità "cartoonesca" in stile I due criminali più pazzi del mondo di Sam Raimi, per citare solo alcuni illustri riferimenti nella famiglia del divertimento stravagante che permea tutto il film, tanto narrativamente quanto visivamente.
"Sempre che si riesca a sopravvivere", "il professor Gervier? È il diavolo!". Sbarcata per prendere servizio nel suo primo incarico da giovane medico all’Ospedale Charles Boyau, Margot (Mara Taquin, onnipresente in un ruolo iper fisico) viene subito calata nell’atmosfera giusta: stanza lugubre con finestre anti-suicidio, materasso e rete macchiati di sangue, ritmo di lavoro infernale sotto la pressione di una capo spietata (Karin Viard) ossessionata dalle prestazioni ("il ritmo!"), dalla competizione e dall'eccellenza. Abbastanza per provocare incubi a chiunque, certamente, ma forse non al punto da svegliarsi un giorno letteralmente immersa nel proprio sangue, affetta da quella che sembra essere ematidrosi, una rara patologia della pelle, al crocevia tra stress e psicopatologia vascolare. E la situazione, che Margot cerca disperatamente di nascondere, tranne che al gentile collega Louis (Sami Outalbali), non è destinata a migliorare, tutt’altro… Ma la giovane donna si ricorda di una paziente trader passata dal pronto soccorso e colpita dallo stesso male. Decide quindi di indagare, mentre la Francia conosce un’ondata di violenze inspiegabili commesse da dipendenti nei loro luoghi di lavoro…
Con un ritmo incalzante e ferite ricucite in gran fretta, Sanguine proietta la sua eroina in un universo medico specialistico (massaggio cardiaco, fenomeno Baader-Meinhof, toracotomia di rianimazione, ecc.) intriso di sangue e violenza (la pelle viene strappata via deliberatamente come quella di un serpente che cambia pelle, si tenta di uccidere con un trapano). Iper ritmato sul beat della musica firmata Rob, il film illustra il suo tema della mutazione fisica, fisiologica e comportamentale attraverso un'audace messa in scena (angolazioni dall'alto e dal basso, inquadrature decentrate, distorsioni visive e sonore, ecc.). Un furore stilistico che permette di sorvolare qualche facilità di sceneggiatura per un primo lungometraggio molto efficace, che divertirà molto gli amanti del genere e che si fa carico, in nome della giovinezza, dei mali della società contemporanea (salute mentale, corsa pericolosa alla produttività a oltranza, desideri di onnipotenza e di umiliazione, cavie umane). Un argomento di studio serio trattato in salsa ketchup.
Sanguine è prodotto da Windy Production, e coprodotto da Trésor Films, Anga Productions, France 2 Cinéma, Panache Productions, La Compagnie Cinématographique, la RTBF, Be tv e Proximus. WTFilms gestisce le vendite internazionali.
(Tradotto dal francese)
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