email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

INDUSTRIA / MERCATO Italia

Enrico Vannucci presenta Eurimages al Bellaria Film Festival

di 

- Il Deputy Executive Director ha spiegato alla platea del festival romagnolo gli elementi chiave e le ultime statistiche del fondo del Consiglio d'Europa

Enrico Vannucci presenta Eurimages al Bellaria Film Festival
Enrico Vannucci durante la presentazione

All’interno della sezione Industry della 44esima edizione del Bellaria Film Festival, Enrico Vannucci, Deputy Executive Director di Eurimages, ha presentato il lavoro del fondo culturale del Consiglio d'Europa in un incontro intitolato: “Eurimages: uno sguardo sulla coproduzione internazionale.” L’organizzazione pan-europea fondata nel 1989 da alcuni stati membri del Consiglio d’Europa, oggi riunisce 39 paesi europei, inclusa Malta (entrata a febbraio di quest’anno) e, dal 2017, anche il Canada.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

I programmi di sostegno di Eurimages sono quattro: Cinematographic co-production, Promotion of co-production, Exhibition e Film Marketing & Audience Development. “Il budget di sostegno alla coproduzione è di circa 28 milioni di euro, che corrisponde al 92% del fondo totale (corrispondente a 32 milioni). Questi sono dati del 2024, che sono, da un punto di vista percentuale, confermati anche per il 2025, dato il budget è aumentato leggermente perché abbiamo avuto un adeguamento all'inflazione,” ha dichiarato Vannucci in apertura.

Spiegando le diverse sezioni, ha continuato: “La parte denominata “Exhibition” corrisponde al sostegno alle sale, ed è un programma limitato dal punto di vista dei paesi beneficiari. L'Italia, ad esempio, non appartiene a questi paesi perché essenzialmente è un supporto che viene dato a quei paesi membri dei rimandi che non possono accedere al sostegno della Commissione Europea, allo stato attuale direi che i paesi beneficiari sono soprattutto Svizzera, Canada, Turchia e Armenia. Dall’altro lato, il Film Marketing and Audience Development ha recentemente sostituito un preesistente programma di sostegno alla distribuzione. Questo ha richiesto un lavoro di progettazione e confronto con l’industria per usare al meglio risorse limitate. Oggi il sostegno alla distribuzione punta a creare sinergie con il programma di coproduzione: uno dei criteri per accedervi è infatti aver già ricevuto supporto da Eurimages, così da favorire una maggiore circolazione delle opere. Essendo un cambiamento recente, c’è ancora molto da imparare".

Vannucci ha infatti spiegato come, nel tempo, molti progetti sostenuti attraverso la coproduzione, pur di grande qualità, abbiano avuto una circolazione molto limitata: oltre al paese maggioritario, spesso nei paesi coproduttori minoritari non riescono nemmeno a ottenere una distribuzione sistematica. “C’è poi un altro aspetto, forse meno evidente ma per noi fondamentale: ciò che stiamo cercando di fare è incoraggiare i produttori, beneficiari di questo sostegno, a pensare alla circolazione internazionale del film ben oltre i paesi coinvolti nella coproduzione, e soprattutto in una fase molto più precoce del processo. In altre parole, vogliamo che inizino a interrogarsi fin dall’inizio su quale potrà essere la vita del film una volta completato".

Nella presentazione si è parlato anche delle due strategie fondamentali di Eurimages: Gender Equality & Diversity e Sustainable Strategy: “È uno degli ambiti di cui Eurimages va più fiera, perché è stata tra i primi attori dell’industria audiovisiva a integrare questo tipo di politiche. Da un punto di vista europeo il lavoro è iniziato nel 2012, ancora prima del MeToo e ha portato nel 2017 a una risoluzione del Consiglio d’Europa che invita gli Stati membri a promuovere la parità di genere nel settore audiovisivo attraverso criteri concreti, diventando un riferimento anche a livello internazionale.” Come sottolineato dal Deputy Executive Director: “Nel 2024 c’è stato un dato molto significativo: sono stati sostenuti più film di donne che di uomini. Nel 2025 le linee si sono nuovamente incrociate. Questo vale sia per il numero di progetti sia per gli importi assegnati".

Ci sono però ovviamente dei limiti: “Trattandosi di una raccomandazione non vincolante, non tutti gli Stati membri la considerano una priorità politica. Questo fa sì che il documento venga utilizzato più come strumento di sensibilizzazione dell’industria che come elemento realmente integrato nelle politiche nazionali".

Tornando a parlare delle co-produzioni, Vannucci ha spiegato: “Per quanto riguarda i risultati del 2024, i numeri del 2025 sono rimasti sostanzialmente analoghi: sono stati sostenuti circa novanta film, all’interno dei quali purtroppo l’animazione resta sottorappresentata. Per trasparenza, quando diciamo che nel periodo il 41% dei progetti viene sostenuto, si tratta di una media quinquennale, in questo caso 2020-2024, e che il trend, purtroppo, negli ultimi anni è decrescente. Questo dipende anche dal fatto che le nostre risorse sono relativamente stabili nel tempo".

“Per quanto riguarda invece le opere prime e seconde, il loro peso all’interno del nostro portafoglio è cresciuto nel tempo: guardando una media quinquennale, sono circa la metà delle opere sostenute. C’è probabilmente anche un effetto di rinforzo: senza avere prove statistiche definitive, ho l’impressione che l’aumento delle prime e seconde opere dipenda anche dal fatto che i fondi nazionali abbiano individuato nelle coproduzioni internazionali uno spazio privilegiato per sostenere nuovi autori".

Dal punto di vista economico, possiamo sostenere fino al 17% del budget totale di un film, percentuale che sale al 25% nel caso di documentari o film diretti da una donna. Esistono poi due tipi di sostegno: i soft loans, fino a 500 mila euro, e i contributi a fondo perduto, fino a 150 mila euro. “Essendo un fondo culturale, il nostro obiettivo principale resta il sostegno alla creazione e alla cooperazione culturale, più che il ritorno economico dei prestiti concessi. Dato che siamo finanziati principalmente dai contributi nazionali, possiamo concentrarci meno sul ritorno economico immediato, anche perché i contributi degli Stati vengono calcolati su medie mobili di circa dieci anni, attenuando le oscillazioni di breve periodo,” ha spiegato Vannucci.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Leggi anche

Privacy Policy